Ghost Rider


Visto stasera il film di "Ghost Rider" (2007), uno dei supereroi più occultistici della Marvel, qui interpretato da un Nicholas Cage a mio avviso poco in parte, affiancato dalla fantastica Eva Mendes che gli ruba la scena fin dalla copertina (l'immagine dell'eroe - o il mostro? - con la Damsell in Distress sembra tratta di peso da un horror anni '50). Il film purtroppo è stato realizzato da Mark Steven Johnson, l'autore del massacro di "Devil" (2003), di cui è colpevole anche come sceneggiatore.

Stranamente il film - anche se ovviamente sottotono - non è così malvagio, e si fa apprezzare più che altro per la buona qualità delle citazioni inserite. Il ricalco del Faust è abbastanza puntuale, e Peter Fonda di "Easy Rider" come Mephisto(fele) è una scelta notevole, ottimamente in parte. Del resto, il chopper dell'eroe è il "Capitan America" guidato da Fonda nel celebre film, con un gioco di citazioni marveliane incrociate da non disprezzare. E poi il diavolo che appare correttamente nei crocevia, John Blaze che guarda in tv il celebre cartoon "Skeleton Dance", l'inferno in lotta tra opposti demoni in stile Hellblazer, tutti segni di una certa cura totalmente trascurata nel precedente film.



Si trova addirittura il tempo di omaggiare il "Ghost Rider" del 1949, il primo eroe Marvel a portare l'impegnativo titolo; come è ovvio, poi, le vicende del comics sono attualizzate ai nostri giorni (anche se sarebbe stato ovviamente molto più interessante ambientare il tutto nel 1973 della prima uscita del fumetto, con lo spirito di Easy Rider ancora aleggiante nell'aria).
Relativamente al fumetto, io personalmente ricordo soprattutto la interessante trasposizione cyberpunk "Ghost Rider 2099" del 1992 (fuori tempo massimo, dunque, e coeva dal nostrano Nathan Never) dove il cavaliere fiammeggiante riviveva nel futuro come hacker riportato in vita robotica da dei demoni del cyberspazio. Questo retrofuturo nostalgico, quando Internet era ancora una diavoleria di un secolo a venire, sarebbe forse ancor più interessante da vedere trasposto in film. Considerato il perdurare del trend attuale, non appare del tutto improbabile; ma purtroppo dubito che il sequel del 2012 ci offrirà tale soddisfazione. Staremo a vedere.


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