Washington Tower Is Falling Down



Interrompo la sequenza dei post sulla cavalcata dei vizi per un altro segno dell'incombente Apocalisse - o almeno così dicono. L'obelisco di Washington nell'omonima capitale degli Stati Uniti è stato incrinato da un terremoto, come si vede nell'immagine sovrastante tratta dalla solertissima Wikipedia inglese. Il monumento di Washington è il centro di un sistema simbolico della capitale dedicata al condottiero massonico dell'indipendenza americana e al primo presidente della nazione. Inaugurato al pubblico nel 1888, restaurato recentemente nel 1999 (l'Anno Uno della rivoluzione era stato il 1777...), il monumento includeva il mitico stato di Deseret, lo stato immaginato dai fedeli del Libro di Mormon, che si dovettero poi accontentare del più ristretto e terreno Utah.


Invece la Pietra donata dal pontefice in un atto distensivo venne trafugata nottetempo e distrutta nel 1854, per rimarcare la presa di distanza dal Vaticano, che di lì a poco sarebbe caduto sotto i colpi di una nuova rivoluzione massonica. All'atto della sua inaugurazione, il monumento era del resto la più alta costruzione esistente sulla terra, come rimarcato in numerose immagini commemorative.


Appare curioso notare l'inserimento di sole due delle tre piramidi di Giza, che coprono con la loro mole la cupola di San Pietro e di innumerevoli cattedrali cristiane, eccezion fatta naturalmente per la selva di torri gotiche e templari che creano nel complesso una sorta di immaginario Duomo di Milano. 




Del resto, l'immaginario massonico egizio-templare è rimarcato dalla Piramide sulla vetta dell'obelisco, la parte appunto che si è incrinata, sormontata da tanto di Pyramidion posto dai massoni in una celebrazione che se non è iniziatica certo lo sembra. E non è certo un caso la simultaneità di questa torre massonica con la Mole Antonelliana, la Tour Eiffel e la statua della Libertà, che tutte vanno a compimento verso il 1888, anno torinese della follia di Nietzche, della morte di Don Bosco e della nascita di De Chirico.

Naturalmente è tutto un caso, e dobbiamo guardare sorridenti all'avvenire, come ricorda nell'articolo di oggi Gramellini sulla certo non massonica "La Stampa"; pure la coincidenza è inquietante, tra un'Obama ultimo Papa Nero e i proclami sul 2012.

La cosa più importante, tuttavia è che i videogame avevano previsto tutto. L'ultimo fotogramma è da "Fallout 3", videogioco del 2008 (come Papa Nero Obama), dove la Torre Spezzata diviene il landmark del videogioco in un futuro apocalittico che, sicuramente, non ci sta aspettando.


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