Loano Esoterica


Lorenzo Barberis, "Loano Esoterica" (2011)

Oggi giorno di ripresa scolastica. Per consolarmi, rievoco lo scorso sabato, ultimo giorno di vacanza estiva, una breve scappata a Loano per godersi un ultimo mare di settembre, ed annessa visita al bel centro storico, con il budello ricco di affreschi vagamente ermetici e il lungomare segnato da fontane moderniste che ricordano lontanamente quella di Mirò al Beaubourg, a Parigi. Forse questo gusto loanesco per decorazioni ricche di particolari dall'apparenza iniziatica rimanda al vasto e complesso mosaico di era imperiale custodito oggi nel municipio cittadino (qui in una foto purtroppo non mia), un labirinto di simboli intrecciati che ricorda vagamente l'albero sacro delle Sefiroth.


 "Mosaico di Loano" (2007 c.)

Nella foto di copertina, ad esempio, riporto un dettaglio di un palazzo, con una curiosa finestra in trompe l'oeil con due boccagli verdi e una figura femminile che spia curiosa, e a fianco un finto busto maschile di un uomo decorato con una stella, a metà tra iniziato massonico e sceriffo del West.


La torre cittadina, che taglia in due il budello, è invece sormontata da una sorta di Bafometto con orecchie andreottiane triangolate con la classica lingua in fuori, praticamente invisibile se non lo si va a riprendere, ma comunque presente.


Altrettanto discreta la simmetrica Madonnina azzurra posta in un'edicola laterale poco distante, realizzata su sei piastrelle di ceramica smaltata secondo la tradizione ligure da Albisola in giù. La figurazione è quella della virgo amicta sole dell'Apocalisse, qui resa con una particolare accentuazione dello splendore apocalittico.


Ma la cosa più caratteristica continuano ad essere i vari affreschi murali, spesso ricchi di dettagli ermetici come quest'aquila imperiale su tre montagne - come quelle dello stemma monregalese - sormontata da triplici stelle e con misterioso cartiglio "Achami", di cui l'unica spiegazione plausibile è il riferimento in Tolomeo a una popolazione interna dell'Africa - è del resto oggi un diffuso cognome arabo.


Spesso infine il riutilizzo commerciale dei palazzi del centro produce dei bei bisticci di immagine, che farebbero inorridire i puristi della conservazione dei beni artistico-culturali (e a piena ragione) ma offrono interessanti spunti al fotografo ermetico dilettante, come questo supermarket sorto in un palazzo che l'ancora iscritta nei pretenziosi fregi ci rimanda a una nobiltà marinara; perfetta sintesi sociologica dell'evoluzione/devoluzione della gloriosa oligarchia della repubblica genovese.

Totalmente modernista invece il lungomare, risalente ovviamente a dopo il boom turistico degli anni '60 (nel passaggio tra i censimenti dal '51 al '71 Loano balza da 6.000 a 12.000 abitanti). Non si rinuncia però a un sapore vagamente ermetico, come queste grandi statue dall'aria vagamente precolombiana, o alla sottostante sfera del mondo, improbabili connessioni, forste, al ruolo iniziatico di Cristoforo Colombo. Tra l'altro, di recente un autorevole intellettuale monregalese mi ha di recente suggerito essere non solo, come è noto, in realtà un ebreo cabalista, come indica l'ebraico cognome Colombo, ma anche connesso alla nostrana Ormea: eterna conferma di Mondovì - o del Principato di Tanaria, com'egli si ostina a definirlo - quale ermetico caput mundi.


Insomma, anche Loano, come Mondovì, può forse rivendicare l'aspirazione ad essere un minuscolo centro in grado di custodire, forse, qualche grande segreto. A tale proposito potrei concludere citando un raffinato gioco di parole tanto caro a mio cognato; ma forse, ripensandoci, è meglio di no.


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