Bohemian Club


Il Moloch del Bohemian Club (1930 c.)

Torniamo al nostro discorso sugli Illuminati con un excursus sulla fondazione di quella che è ritenuta la principale cellula degli Illuminati statunitensi, il Bohemian Club. Nell'ambito complottista è abbastanza nota l'esistenza di questo esclusivo club, il quale possiede una sua tenuta californiana, il Bohemian Grove, dove si dice vengano officiati dei rituali paganeggianti. Il club include oggi il fior fiore dell'elite politica ed economica statunitense, che viene pertanto sospettata sia di un complotto di tipo socio-economico (i cui accordi, però, è dubbio che avvengano, per prudenza, in una congregazione tutto sommato così palese), sia di tipo pagano-religioso, in un massonismo di frangia di tipo quasi palladiano, coinvolgente però i principali nomi del potere mondiale (e in questo caso, è più plausibile che i riti non possano essere più di tanto segreti, magari per ragioni insite al culto stesso).

Sono abbastanza noti anche i riti del culto stesso, grazie a una serie di foto risalenti ai riti degli anni '30 (quando, per la minor diffusione dei mass media, i riti erano probabilmente meno occultati) messe ampiamente in circolazione sulla rete. Le immagini, come quella riportata in copertina, raffigurano la devozione a una ciclopica scultura di una gigantesca civetta, o gufo, che veniva identificata col Moloch (in verità, il Moloch sarebbe una divinità taurina, forse unificata al gufo nella forma stilizzata). I siti complottisti solitamente ricollegano correttamente tale immagine a una persistenza dell'immagine della civetta nei più importanti simboli americani: una civetta si annida nel dollaro del 1933, e i principali edifici di Washington si dispongono a formare tale sagoma evocativa.

Naturalmente, la civetta è qui simbolo di Pallade Atena, la dea della ragione; più rara è la connessione effettuata, appunto, con i culti "palladiani" denunciati da Leo Taxil alla fine del secolo XIX, poi rivelatasi una ambigua "burla".

Ad ogni modo, è interessante notare, per il discorso sugli illuminati e la musica esoterica che andiamo imbastendo, che alle sue origini il Bohemian Club richiamava lo stile dei bohemien parigini del decadentismo tardo-ottocentesco. A fondarlo sono infatti, verso il 1872, un gruppo di giornalisti americani divenuti amici e compagni nel corso della guerra di secessione americana, una decina d'anni prima. Essi pongono la propria sede nel Bohemian Grove, un antico luogo sacro indiano, verso il 1891, avviando i loro riti iniziatici verso il 1899. Nel 1901 divengono pienamente proprietari del terreno, sancendo così di fatto l'avvio dei loro riti a cavallo del passaggio al XX secolo, in cui l'influenza "illuminata" si sarebbe fatta più evidente.

Raramente viene evidenziato che gli stessi "bohemiens" parigini derivavano il loro nome da una coterie piuttosto esoterica: i primi "boemi", difatti, furono gli intellettuali protestanti dell'università di Praga, in Boemia, giunti alla Sorbona di Parigi fuggendo dalla madrepatria dove, dal 1618 al 1648, infuriò la guerra dei trent'anni. Nel 1613-14 Praga aveva visto la nascita dei mitici Rosa+Croce, esoteristi protestanti che intendevano avviare una riforma alchemica della chiesa e dell'impero. Il movimento riapparve a Parigi verso il 1623, con manifesti arcinoti al movimento ermetico, per poi ritornare rapidamente "in sonno". 

Bohemien venne dunque ad identificare, col tempo, un intellettuale dell'ambiente goliardico-universitario caratterizzato da uno stile di vita fortemente anticonformista; ma originariamente il termine aveva pienamente quella sfumatura eretico-esoterica che ritorna nel moderno Bohemian Club. E, ovviamente, pesantemente ispirato ai bohemien tardoromantici ottocenteschi è l'intero movimento rock (e poi pop) che si viene a formare a partire dalla fine degli anni '50. Con quali influenza dell'ermetico club o di organizzazioni similari, cercheremo in prossimi post di indagare.


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