Claudio Vigna


 Dipinto di Claudio Vigna

Mostra interessante come al solito ieri alla galleria de "La Meridiana Tempo", con le opere di un artista ben noto nel monregalese, Claudio Vigna, ma che è sempre piacevole riammirare. Il titolo ungarettiano "Navigando... tra cielo e mare" ben riassume il tema centrale dell'esposizione.

Vigna si è avvicinato alla pittura alla fine degli anni '70 sotto la guida del pittore Cesare Botto, e verso il 1985 ha compiuto quella svolta verso l'acquerello che è divenuta la sua riconoscibile forma espressiva, con una ricerca approfondita sulle carte e sulle variazioni tecniche di tale ambito. Nel suo percorso artistico si conta anche un interesse verso il fumetto, testimoniato da seminari con autori di tale ambito, tra cui anche la monregalese Cinzia Ghigliano. 

Forse a quest'esperienza si ricollega anche una certa vicinanza delle sue opere ai magnifici acquerelli di Hugo Pratt, capaci di evocare magistralmente i mari del sud piuttosto che le brume di una landa nordica. E anche negli acquerelli di Vigna si percepisce di fondo una volontà narrativa, di richiamare un mondo, di fare immaginare (forse a me, appassionato lettore di fumetti) meravigliose avventure a bordo di quelle navi, di quelle piroghe, che potrebbero quasi trovarsi in una vignetta de "Una ballata del mare salato" (a ben pensarci, il legame tra fumetto e acquerello è significativo nei principali autori della scena italiana: oltre al magistrale Pratt, anche il padre di Andrea Pazienza, il più grande autore della generazione successiva, era un magistrale acquerellista, verso cui il figlio, che prediligeva per le sue opere altre tecniche, nutriva una giustificata ammirazione).

Al versante del "cielo" erano dedicate invece alcune opere forse più recenti, dedicati ai voli di immaginarie mongolfiere (un tema tipicamente monregalese...) dove la sintesi dell'artista sembrava volgere verso una sperimentazione di maggiore astrazione della forma, con esiti interessanti in parte diversi dalla produzione che già ne conoscevo.

Ad ogni modo Claudio Morra, nella presentazione della mostra sul piccolo ma curato catalogo che l'associazione ha realizzato, ha correttamente evocato anche il parallelo con la pittura-alchimia, con la ricerca della pietra filosofale "nella vaporosa commistione delle cromie e dei toni", che suscitano in lui il ricordo dei romanzi esotici di Simenon. Dunque anche Vigna può essere ricondotto, in parte, nei dintorni della tradizione sotterranea della Mondovì esoterica, per quanto di "evocativo-fantastico" è presente nei suoi "luoghi incantati"? A questo blog, ovviamente, fa piacere pensarlo.

Non ci resta che invitare chi fosse interessato a visitare la mostra, aperta fino al 29 ottobre e come al solito in Piazza San Pietro 1.

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