Inediti Riscontri


Si è inaugurata ieri pomeriggio un'altra piccola, bella mostra monregalese presso i locali del bar Antico Borgo di Piazza, con un duo artistico, Gianni Bava e Bruno Capellino, già presente nella mostra dedicata alla "Fata Verde" che avevo avuto il piacere di presentare questa primavera. La mostra si intitola "Inediti riscontri - le cose che ho visto, i libri che ho letto" ed offre in effetti un riscontro piuttosto inedito della realtà artistica monregalese, tentando "di cogliere, per un attimo, questo momento, cercando di svelare la forza pulsante dell'energia creativa", come recita il "foglio volante" che presenta la mostra.

Il fotografo Capellino coglie "le cose che ha visto", scomponendo come un nuovo alchimista la forza della luce, fino a rigenerarne l'essenza. "C'è un mondo nuovo nella forma delle cose, e questo mondo con la luce prende forma e mistero" afferma il fotografo, che ha presentato nella mostra una sua nuova produzione, foto di acquerelli da lui stesso realizzati con sovrapposizioni di velature che rimandano, ai confini tra puri geometrismi e figurazione astratta, agli analoghi acquerelli del grande Paul Klee. Presenti solo nella loro immagine fotografica, gli acquerelli guadagnano forse un qualcosa di più di straniante, nella moderna sospensione tra originale e copia che si genera.



Il lavoro di Gianni Bava, invece, di cui si può cogliere un esempio nell'immagine di copertina (presa in prestito al bel blog dell'amico Alessandro Dattola, "La rivoluzione delle stelle pensanti", che illustra una citazione tanto cara anche ad Andrea Pazienza) è dedicata a "I libri che ho letto"; mentre l'immagine qui sopra è una rappresentazione di un passaggio dell'Urlo di Ginsberg che mi è stata donata dall'autore. "Ho letto molti libri, tanti - dimenticati - sono diventati ombra. Altri invece continuano ad emettere luce", afferma Gianni Bava. Le immagini, anche qui sospese tra astrazione totale e simbolismo geometrico, vanno a formare delle immaginarie copertine virtuali dei libri che hanno accompagnato il percorso dell'autore. Finestre spalancate su altri mondi narrativi, che io vedrei idealmente bene in una biblioteca, come portali spalancati su altre stanze di una infinita biblioteca di Babele. Chissà, in futuro.

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