The Kina Room






Quasi un quadrato magico, per identificare il titolo di un nuovo blog collettivo sul videogame, che recentemente ho aperto assieme a un gruppo di amici che condividono con me tale interesse. Il blog nasce come prosecuzione dell'esperienza di Wundergammer, la rivista online di critica del videogioco con cui ho collaborato in quest'anno appena trascorso. La rivista va verso la chiusura, come naturale conclusione dell'esperimento.


Wundergammer ha cercato di anticipare il futuro del videogioco, come giustamente osservato nell'ultimo editoriale. Anche questa nuova trasformazione in blog rientra, in qualche modo, nella natura fluida e dinamica del progetto, che ha abbandonato la forma più impegnativa della rivista on-line per adottare quella più agile del blog collettivo. Ad ogni modo, Wundergammer non verrà cancellata, ma resterà sempre disponibile al suo dominio, "congelando" una lunga istantanea di questo primo anno dei Nuovi Anni Dieci, fotografato sotto un punto di vista videoludico.

Un periodo breve, questo scorcio di 2010-2011, ma che comunque ci ha permesso di esaminare da una prospettiva crediamo innovativa fenomeni come gli indie games, i social games, la gamification (con un intervista a Fabio Viola, tra i massimi esperti italiani del settore), le problematiche d'archiviazione del videogame in prospettiva storico-artistica anche alla luce di tali evoluzioni (con l'intervista ai curatori dell'archivio videoludico della cineteca di Bologna, prima realtà italiana operativa in tale ambito). Il tutto sullo sfondo del grande gioco di sconvolgimenti sullo scacchiere mondiale, con la primavera araba che chiedeva il "game over" dei vari tiranni d'area mediterranea. 


Se WunderGammer era una versione videoludica della secentesca stanza delle meraviglie dell'età barocca,  KinaRoom ci rimanda alla "sala delle cineserie" dell'illuminismo settecentesco (ma anche al noto paradosso della Chinese Room, con cui Searle indaga l'intelligenza artificiale relazionale, di cui ho parlato a suo tempo sul blog, quando il progetto Kinaroom era in fase d'ideazione).


Non mi resta che rimandare i lettori interessati al nuovo blog, per indagare insieme a quanti lo vorranno le future prospettive del medium videoludico, ringraziando anche qui Riccardo Ferrara per la magnifica copertina.

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