Outsiders Avantgarde


Luca Volpe (testi), Lorenzo Barberis (disegni), 1997

Pioggia a dirotto oggi a Mondovì, dopo una lunga tarda estate il freddo è arrivato, repentino e improvviso, resettandoci finalmente su una corretta fin d'ottobre. Il periodo giusto per un post nostalgico. Durante una classica google search narcisistica, difatti, ho scoperto che è ancora vivo e vegeto un antichissimo sito collettivo, la mia prima uscita in rete, pianificata qualcosa come ormai quindici anni fa, nell'ormai lontano 1997, anche se l'uscita dei sito è dell'anno successivo. 

Eccovi quindi il pregiato sito dell'ossimorica Outsiders Avantgarde.



Musica delle sfere e Occhio illuminato per gli sfondi

Guardarlo è stato come un giro di Delorean: la grafica psichedelica è la prima cosa che colpisce, dando l'idea del tempo che è comunque passato. Il manifesto d'apertura è spocchioso il giusto e per fortuna ironico, e rovescia con nonchalanche sul lettore la caterva dei nostri riferimenti culturali d'allora, e in fondo ancora di oggi (per una volta, voglio risparmiarmi di fare il catalogo). L'host prescelto era FortuneCity, il concorrente meno noto di GeoCity, e la scelta del nostro consulente informatico d'allora si è rivelata azzeccata, perchè il sito è ancora in piedi, mentre il famoso sito delle homepage un po' sfigate è ormai passato a miglior vita con tutto il buon vecchio web che fu.

La bandiera americana garriva sulla cover a rimandare a una pomposa international version (ma la traduzione anglofona, in Italia, è un'opzione d'avanguardia ancor oggi, anche per siti ben più blasonati), realizzata tra l'altro più che dignitosamente da una collega d'inglese d'allora.

Un link inviava al Numero Zero, ovviamente l'unico mai realizzato, dove campeggiavano qualche poesia, qualche disegno, un racconto e un fumetto, disegnato da me su sceneggiatura dell'amico Luca Volpe, e che ho oggi recuperato nella cover di questo post.


Stock image di Stonehenge a corredo delle poesie

Un altro link rimandava alla nostra bio e alla presentazione dell'avanguardia, dove si proclamava l'intenzione di essere, appunto, un'avanguardia negativa, contro eccessivi intellettualismi di cultura e controcultura, propugnando già da allora non solo il fumetto, che stava in effetti venendo sdoganato, ma anche, testualmente, "il recupero di un senso estetico adeguato alle nuove potenzialità espressive aperte dalle tecnologie informatiche, come ad esempio il videogame.".WunderGammer e KinaRoom, insomma, erano già lì in potenza. 

Dopo la chiusura dell'avanguardia, persi sostanzialmente interesse per il fantastico mondo del web, almeno come possibilità di autopubblicazione; e ricominciai solo con la scoperta di Facebook, nel 2008 (dieci anni dopo esatti...), dove creai una pagina su "Il Pozzo E Il Pendolo" che in sostanza è il primo embrione di questo blog (proprio in questi giorni Facebook mi ha comunicato, di fatto, la chiusura d'ufficio del gruppo, all'interno delle sue costanti e frenetiche trasmutazioni). Col tempo su Blogspot mi è capitato anche di ospitare gli altri due membri dell'avanguardia, con cui sono rimasto in contatto e in ottimi rapporti, creando di fatto una continuità con quella prima, embrionale conquista del web. Ma l'inizio di tutto, per ora, resta sempre lì: in quelle pagine con sfondi improbabili ed ermetici, tra ardori giovanili e foto di repertorio di Stonehenge.

Update del 14 novembre 2012: alla fine, anche FortuneCity is dead. L'ho scoperto oggi, cercando il sito, e ho rilevato che il tutto è stato cancellato il 30 aprile 2012. In tempo per la fine del mondo...


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