Vuolsi Così Cola Ove Scilipuoti


Berlusconi lancia il partito Yin-Yang di Scilipoti

Forse anche l'Apocalisse, come la storia, si ripete in tragedia ed in farsa; forse in contemporanea. Mentre continua la mattanza dei Gheddafi, Berlusconi deve inaugurare il Movimento dei Responsabili di Domenico Scilipoti, il cruciale uomo eletto nelle liste di Di Pietro (vice-segretario del partito, in Sicilia) che tiene in piedi il governo. All'inaugurazione c'è tutto: il nuovo MSI in divisa paramilitare, la suora con cappellone e il prete benedicente in talare preconciliare, la limousine bianca da cui escono sei avvenenti fanciulle descritte come "hostess". Del resto, Scilipoti aveva cominciato bene, fondando il manifesto dei Responsabili (già il nome è sublime, ovviamente) su passi tratti dal vecchio manifesto del partito fascista; la sua iconografia è coerente. 

Al tempo stesso, però, è sorprendente la perfetta sovrapponibilità tra Scilipoti e Cetto La Qualunque, il personaggio di Albanese che Scilipoti pare aver ripreso e migliorato notevolmente. Sovrapponibilità in cui anche Berlusconi si cala con entusiasmo, nella lenta discesa agli Inferi che ha scelto per lui e per noi, sul modello dell'amico e sodale Gheddafi di cui pare, dunque, voler fare un perfetto controcanto. Così, anche lui si identifica col simbolo dell'agopuntore Scilipoti, lo Yin e lo Yang in colori italici che alcuni giornalisti italiani, partecipi anch'essi del degrado, scambiano per una palla da tennis.

Ma la scelta di Scilipoti non è certo casuale, e non solo per quel suo vago afflato di misticismo orientaleggiante legato alla sua professione, sotto la scorza del fervente cattolicesimo reazionario; ma anche perché le destre responsabili, da sempre, sono affascinate dai simbolismi orientali. In attesa di un'Apocalisse che forse non arriverà.

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