Castleville




E così la Zynga, la società dei giochi di Facebook, ha lanciato un nuovo gioco, a un mese circa dall'ultimo release, il suo primo sequel, quello di Mafia Wars.

"CastleVille" si inserisce nominalmente nella lunga dinastia dei VilleGames che hanno segnato il successo della società fin dall'esordio, nel 2009, col grande successo di FarmVille. Se però CityVille (2010), di cui avevo parlato su Wundergammer, era un efficace restyling di FarmVille in chiave urbana (ulteriormente ampliato da Empire and Allies, di cui dovremo parlare), CastelVille migliora un'altro spin-off, FrontierVille, una fattoria Western dove particolare enfasi è data al personaggio, tentando un'avvicinamento all'Adventure. Questa dimensione è ancor più accentuata in questo nuovo titolo, che beneficia di una grafica sempre più notevole, probabilmente per competere col successo su Facebook dei Sims, molto centrati su un personaggio fin dall'originale del 2000. 




Da sempre la Zynga riprende e migliora quanto di successo vi è negli altri social games, aggiungendovi del suo: qui è la dimensione fiabesco-fantastica, che grazie alla grafica, di livello veramente elevato (Zynga HQ, sbandiera un piccolo logo in basso a sinistra), riescono ad evocare le animazioni digitali disneyane, in particolare il recente "Tangled" (2010), alla cui protagonista Raperonzolo la nostra serafica guida nel mondo virtuale di CastleVille è chiaramente ispirata (la sua capacità di sedurre ogni tipo di animale rimanda invece, chiaramente, alla Biancaneve del 1939, modello archetipo di tutte le Disney Princess).

Un'evasione fiabesca, totale, basata sul disneyan magick che pare di maggior successo, in questi tempi di crisi, del "realismo" dei Sims (per quanto giocare al computer con un proprio avatar che gioca al computer è un barocchismo abbastanza sublime). Ma la cosa che più affascina del gioco è una citazione esoterica, che sarebbe meglio definire LA citazione esoterica.

La prima quest del gioco, infatti (la missione che, nelle intenzioni degli autori, ci dovrebbe spingere a rimanere incollati al PC a giocare la loro creazione), è dedicata alla ricerca del mago Alastair, l'unico che potrebbe contrastare l'Oscurità che lovecraftianamente circonda e minaccia il nostro piccolo regno.

Come avrete già intuito, una manifesta citazione del grande Aleister Crowley, al cui misticismo rimanda anche l'iconografia del personaggio, riportata in copertina del post (sotto di lui, il vero Aleister, colto in un simile costume orientaleggiante). Non una citazione, quindi, ma LA citazione, dicevamo, sulla scorta dei Beatles che per primi inaugurano il postmoderno piazzandolo sulla cover del loro "Sgt. Pepper" (1966) per continuare con una pletora di similari riprese, allusioni e strizzamenti d'occhio.

La Zynga ci aveva sempre colpito per la sua scissione tra la tenera batuffolosità dei suoi strategames grafici, opposti all'hardcore dei suoi primi e ormai declinanti strategici testuali, mafiosi e vampiri (e in Vampire Wars già appariva qualche sparsa allusione crowleyana...) contro i pupazzetti di PetVille e similari. A partire da Empire and Allies e Adventure World le due tendenze sono sembrate riconciliarsi, e la tendenza sembra accentuarsi, complice la citazione, in questo CastleVille, la cui carineria superficiale contrasta col rimando inquietante all'ombra (di Daath?) che ci minaccia e circonda, ricordando l'inquietudine causato da un simile contrasto da indie games come quelli di Gregory Weir, da "The Majesty of Colors" in poi.

Una tendenza che, se ampliata e sviluppata, fa promettere indubbiamente bene per il mondo del social gaming. Si aggiunga un ultimo curioso dettaglio nell'icona di Alaster: il decoro cuneiforme della sua veste rituale pare poter essere trascritta come D E I > I, senza particolari forzature. "Dei maggiori di uno", dunque: un palese richiamo al politeismo. Il buon vecchio zio Al non potrebbe che esserne contento.

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