Dungeons & Draghi



"Tunnel" era la riuscita trasmissione satirica che aveva accompagnato il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, attraverso il tunnel scuro della crisi cui, già allora, la trasmissione faceva riferimento.

Ora che sembriamo sempre più pronti ad uscire dal tunnel verso la Luce (nel senso che Swedenborg dava all'argomento) il tema sembra tornato di moda e più d'uno si affanna a giocare a Dungeons & Dragons. La caduta del governo Berlusconi resterà temporalmente collegata al mitico tunnel di neutrini costruito dalla Gelmini, pronto a condurre dal Gran Sasso, la pietrosa prigione di Mussolini, all'internazionale e neutrale Ginevra.

Il goldman government tecnico, più sobrio e meno incline alle grande opere, ama tuttavia similmente giocare a cercar tesori in Dungeon & Draghi e, come già Andreotti, come poi anche Berlusconi, usa volentieri il tunnel segreto sotto che collega Palazzo Madama a Palazzo Giustiniani per eludere l'importuna attenzione dei giornalisti che, per ora, hanno lasciato bonariamente correre, fino alla gustosa notizia del vertice segreto Alfano, Bersani e Casini, in cui gli ABC Warriors della politica nostrana si sono ritrovati nel tunnel per decidere i destini del governo.



La cosa più gustosa, che solo "La Stampa" torinese, ha quanto ho visto, ha gustosamente evidenziato, è il fatto che questi frenetici sommovimenti tellurici sottolineano il legame tra la sede del Senato e quella, storica, della Massoneria italiana, che dal 1898 ha avuto sede nel celebre Palazzo Giustiniani, che ne divenne quasi un sinonimo finché Mussolini, disciolta l'organizzazione ermetica nel 1926, con le leggi fascistissime, si impadronì del palazzo per estendere gli spazi del suo parlamento corporativo.

In seguito lo spazio fu oggetto di un lungo e imbarazzante contenzioso susseguente alla liberazione, e alla fine nel 1985, giunti ad un accordo (all'indomani delle vicende della P2 storica, che forse rendevano meno gradita la convivenza forzata), la massoneria cedette il palazzo al senato.



Va detto comunuqe che il palazzo è in qualche modo massonico fin dalla sua fondazione, quando la famiglia Giustiniani lo fece erigere non distante dall'antico centro mistico del politeismo romano, il PanTheon. I soffitti della sala centrale sono infatti affrescati da Federico Zuccari col tema, carissimo alla futura massoneria, della Vita di Salomone, ivi inclusa l'edificazione del Tempio di Gerusalemme, che richiamava ovviamente l'edificazione del palazzo stesso, e le Virtù allegoriche attribuite ai re d'Israele. Un palazzo dunque cripto-massonico, e che probabilmente non ha cessato di avere un defilato ruolo iniziatico nell'attuale mappa del potere romano.

Non c'è che dire: il Goldman, a differenza del Cayman, offre perlomeno un maggior divertimento al decifratore ermetico. Non che Silvio B. non offrisse legami iniziatici su cui speculare: ma il Cavaliere Nero della Loggia Propaganda Due ostentava quasi con orgoglio la sua tessera N. 1816 (l'Anno Uno della Restaurazione, avvio dell'azione massonica in Italia: ma probabilmente una coincidenza) e c'era poco gusto a giocare, come un Grillo parlante qualsiasi, a Pidue / Piduelle. 

Come ricordava invece sul Corriere Ostellino (citando Bobbio per fini suoi) "anche la tecnocrazia ha i suoi arcana, e per la massa è anch'essa una forma di sapere esoterico". Direi che non c'è altro d'aggiungere, e non posso che concordare.


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