The Google God





Ultimamente ho attivato il mio profilo utente di Google Plus, la nuova funzionalità con cui Google punta ad entrare nell'ambito dei social network. Già il termine mi suonava vagamente tecnocratico, forse per memoria di quell'H+, l'Homo Plus, ricercato da Gernsback nei suoi romanzi tecnocratici così come da un attuale sorta di religione della tecnoscienza, il Transumanismo.

E in effetti, Google controlla già uno dei sistemi di mail più diffusi, GMail, il più vasto sistema di blogging, Blogspot, appunto, e YouTube, il principale sito di visualizzazione video. Infine, la corporation finanzia con robuste donazioni il progetto gratuito di Wikipedia.

A tale proposito, ho rinvenuto anche (proprio tramite Google+) un blog, "Alice oltre lo specchio", che evidenzia dei curiosi paralleli tra il simbolo del vostro profilo Gmail e un classico grembiulino massonico. E ovviamente il blog appartiene a Blogspot di Google, ovviamente.

Oltretutto, le nuove modifiche di Google, che ho adottato, rendono il blogging decisamente più visuale, sulla scia del sistema di ricerca immagini di Google (il precedente potenziamento della megacorp) o della visualizzazione di Youtube. Una comunicazione sempre più geroglifica, che nelle schermate di immagini e video in parallelo che evoca gli schermi multipli di Adrian Weidt in "Watchmen" di Moore.



Ad ogni modo, appare suggestiva l'idea che Google consideri "iniziati" ai propri riti tramite classico grembiulino muratorio tutti coloro che abbiano aperto un profilo mail (l'equivalente, appunto, del primo grado di iniziazione massonica alla - sua - rete, dato che scrivere una mail è il minimo contributo "attivo" ai dati del web).

Il nome di Google è a sua volta interessante. La versione ufficiale vuole che esso derivi da Googol, un termine coniato dal matematico americano Kasner nel 1938 per descrivere un valore di 10 elevato a 100. Peccato che l'etimologia si fermi qui e non spieghi da dove derivi il termine Googol (dallo scrittore russo del fantastico? Dalle nazioni apocalittiche di Gog e Magog?), se non vogliamo tener conto della spiegazione dadastica per cui il nome l'avrebbe suggerito il nipotino novenne di Kasner stesso.

Inoltre, è probabile che "Google" non sia un semplice errore fonetico di trascrizione dal Googol originario, ma una citazione dal "Pensatore della Stella Googleplex" citato in "Guida galattica per astrostoppisti" (1979). Del resto, il Googleplex è il nome assunto dagli uffici stessi di Google.

Vedremo le evoluzioni successive del Nome della Cosa. Con un'ultima connessione inquietante, segnalata da Wikipedia: la parola di senso comune cui Google si avvicina maggiormente è Goggle, signolare di "Goggles"; "occhiali" in inglese. Un occhiale monocolo, dunque, come l'occhio degli Illuminati, pronto a tenerci tutti sotto il suo controllo?

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