The (Last) Secret


Si è conclusa l'interessante miniserie fumettistica "The Secret", opera dello sceneggiatore Giuseppe di Bernardo, di cui avevo a suo tempo parlato in occasione del primo numero. Ho atteso la conclusione della serie per elaborare un parere più articolato, in modo di avere, ovviamente, tutti gli elementi di analisi. Naturalmente, come al solito, attenzione ad eventuali elementi di spoiler.

Devo dire che "The Secret" mi ha colpito molto, e positivamente, per la capacità di amalgamare numerosi discorsi dell'ufologia più "esoterica" fino a produrre una teoria originale e suggestiva. E mentre da sempre suggestioni vagamente ermetiche od ufologiche sono ricorrenti nella narrativa fumettistica italiana (almeno dal 1982, col Martin Mystere di Castelli), è la prima volta che il discorso si fa, a mio avviso, così "iniziatico" nel mainstream fumettistico nostrano.

Sarà la mia deformazione da professore di lettere, ma per trovare un'operazione simile bisogna andare a un pilastro, sempre italiano, della "letteratura esoterica di massa" (mi si consenta l'ossimoro) come il "Pendolo di Foucault" (1988) di Umberto Eco, a cui questo blog è per un terzo dedicato nel suo titolo.

La differenza sta ovviamente nel fatto che Eco assume, formalmente, il punto di vista scettico nel quartetto formato da Abulafia, Belbo, Casaubon e Diotallevi (l'ordine A-B-C-D segna che anche il computer è importante per la sua natura combinatoria) mentre il Circo Alieno che aiuta e circonda il protagonista Adam si pone decisamente più sul versante dei believers.

Ma in fondo la differenza è più tenue di quanto sembri: in fondo, Eco lascia intendere ampiamente che il vero esoterista nega ironicamente di esserlo (come fa quindi lui stesso); Di Bernardo viceversa rovescia magistralmente sul finale la trama, rilanciando al lettore la responsabilità su cosa credere, della storia e non solo.

Anche la differenza tematica è parziale: se è vero che Eco si concentra sulla storia esoterica del mondo, e Di Bernardo sulla ufologia contemporanea, è però vero che nel Pendolo di Foucault viene lasciata "abbastanza ombra per credere" su chi siano davvero i misteriosi Superiori Sconosciuti che, dal tempo di una perduta Atlantide tecnologica, condizionano segretamente la storia mondiale. L'ipotesi aliena non è ventilata, ma nemmeno respinta.

Ma, più in profondità, non so se volutamente o meno, ho colto un rimando all'Inferno di Dante, forse inevitabile leggendo un autore fiorentino che si chiama, templarmente, Di Bernardo. Il protagonista Adam rimanda certo anche ad altri Adami ermetici, come Adam Kadmon, ma anche, seminalmente, all'Adamo biblico come generico "uomo", mistico pellegrino che compie un viaggio iniziatico di discesa negli inferi alieni che si estendono sotto la superficie rassicurante del nostro pianeta (nella Commedia, il Pellegrino è chiamato Dante in un solo punto, al termine del Purgatorio, a significare il suo ruolo simbolico: Di Bernardo chiarisce l'universalità di Adam, a parte il nome, nel finale).

Entrambi, Dante ed Adam, sono poi alla ricerca di "colei che rende beati", sia essa Beatrix o Soul, qui veramente simili nel loro ruolo salvifico e spirituale. Se poi vogliamo, alle visioni di Dante fanno simmetria le visioni di Adam; alla lotta di Adam contro i poteri occulti del Nuovo Ordine Mondiale corrisponde la guerra impari di Dante contro la chiesa corrotta di Bonifacio VIII e della cattività avignonese, colpevole della cancellazione dell'ordine templare.

Ma, naturalmente, è altamente probabile che si sia trattato semplicemente del perdurare di archetipi potenti nel nostro immaginario collettivo

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