Profumo di vittoria



E così col nuovo apocalittico governo Monti abbiamo anche un nuovo ministro dell'istruzione. Via la Gelmini, risucchiata nel tunnel di neutrini, ed ecco Francesco Profumo, che qui omaggiamo con la foto su sfondo dorato. Un nome, tra l'altro, collegato alla nostra Mondovì esoterica. Profumo infatti fu il rettore del politecnico di Torino che, in modo autonomo (le direttive della Gelmini non lo prevedevano) sostanzialmente chiuse negli scorsi anni il politecnico di Mondovì, ripartito nel 1990 dopo una lunga tradizione universitaria, dal 1560 al 1719 (anche in quel caso, era stato l'accentramento torinocentrico del nuovo stato a far finire il pluralismo delle sedi universitarie). 

Il Golden Boy di Torino puntava a rilanciare il politecnico torinese - da sempre di eccellenza - con una fusione strategica a quello di Milano, in un tentativo di egemonia internazionale da cui i "piccoli" atenei italiani sono per ora esclusi: probabilmente il decentramento monregalese, per quanto in attivo di iscritti, risultava di zavorra a tali ipotesi d'espansione. 

Il mito del MI-TO, la nascente megalopoli midlandtaurinense, sembra del resto uno dei cardini ispiratori della tecnocrazia montiana, in quanto un'alta percentuale dei suoi tecnici provengono da lì. Vedremo se Profumo sarà all'altezza della sua fama anche nel difficoltoso campo della pubblica istruzione. Nella speranza che il sistema della scuola italiana abbia una sorte più felice, nei suoi piani, dell'Università di Mondovì.

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