Hermetical Palace


Lorenzo Barberis, "Hermetical Queen", Antico Palazzo di Città di Mondovì (2011)

Con questo post continuo a spulciare tra le foto arretrate di questo 2011. Questa risale alla mostra della ceramica monregalese di quest'estate, ed è un dettaglio dell'Antico Palazzo di Città di Mondovì a Piazza, centro della vita politica cittadina dal '500 fino allo spostamento nell'attuale sede ottocentesca del municipio di Breo, meta gotico metà classicheggiante. L'Antico Palazzo, attuale sede espositiva degli eventi artistici del comune, è invece manierista tendente al barocco, come le sue sovrapporte decorate che sono di particolare sapore ermetico. Nella foto qui sopra, una delle tre sovrapporte conservate, macchiata di vernice durante una recente "mano di bianco" (ho custodito numerose mostre nel mio servizio civile del 2000, e le macchie bianche non c'erano).

A parte queste piacevolezze, la regale figura coronata è piuttosto ermetica: stringe in mano una cornucopia, quindi rappresenta la fortuna, o probabilmente la prosperità della città, in quanto il dettaglio della foto ci consente di notare come calpesti tre spade, simbolo di guerre e disordini cittadini. Curiosamente però l'altra mano è vuota ed anela la Bilancia, che uno dei tre puttini le sottrae. La Bilancia inoltre è squilibrata, non in (apparente) equilibrio come quella della giustizia. Potrebbe indicare appunto l'ingiustizia casuale della Buona Sorte (in latino fortuna è vox media, sorte in senso generico potremmo dire): quindi il paffuto putto le sottrae la Bilancia per impedirle di variare la fortuna del Monte Regale, che potrebbe essere il monte che sorge alle sue spalle, colto prima di ogni segno di popolamento, nell'età senza tempo del Mito.

L'altro putto, l'unico alato, stringe uno specchio e un serpente, mentre appoggia su un cospicuo mucchio di libri e stampe. Potrebbero essere un riferimento alla ricca tradizione stampatoria monregalese, vanto della città (lo specchio, simbolo di vanità, ma anche di prudenza: consente di guardarsi alle spalle) e indice di sapienza (il serpente del caduceo, che il putto tiene in mano). Il terzo putto, appoggiato su un grosso pietrone nero, non appare legato ad alcun simbolo preciso e sembra il meno utile del trio, ma qualcosa mi sfugge ancora, perché è raro che qualcosa sia lasciato al caso in figurazioni come questa. Certo il fatto che i putti siano vestiti uno di rosso, uno di blu e questo di giallo non è certo casuale, anche perché i tre colori ritornano nel vestito della dea.

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