Gardens of Time


Dopo un post come quello su Scalfaro, torniamo alle cose serie con un classico divertissement esoterico sui videogame. Ho da poco scoperto, colpevolmente, il magnifico "Gardens of Time", il social game dell'anno del 2011. Il gioco ha portato finalmente una ventata di novità nei classici giochi strategico-gestionali su Facebook, con una divertente e originale trama esoterica ma, soprattutto, inserendo qualche reale elemento di gaming. Nel gioco infatti impersioniamo un viaggiatore temporale della Time Society, che si deve recare nel passato a recuperare oggetti incongruenti di vario tipo. Ciò ci porta a un gioco di "scova l'oggetto nascosto", un classico da Settimana Enigmistica già molto ripreso online che però qui è inserito, appunto, in una cornice narrativa abbastanza seducente, a metà tra esoterismo e fantascienza retrò.

Il gioco, della Playdom, è già stato copiato dal colosso Zynga, nel suo "Hidden Cronicles", che è stato il tramite con cui l'ho scoperto. Anche Hidden Cronicles non è malvagio, e reinterpreta in modo interessante questo nuovo concetto di un social game con qualche, minima, difficoltà. Ma mi sembrava giusto parlare prima del capostipite del genere; purtroppo ho dovuto attendere che il gioco apparisse su Google+, perché su Facebook, misteri di Zuckerberg, non mi funziona.

Tra l'altro, un gioco di questo tipo si presta perfettamente al per ora elitario social network di Google (la mia megacorp preferita in questi giorni sta unificando i servizi e le leggi della privacy, probabilmente per un nuovo rilancio) perché, appunto, non necessita più di tanto di pletore di pseudoamici con cui scambiarsi materiali per l'avanzamento del gioco. Inoltre le prospettive pubblicitarie del gioco mi sembrano ottime, almeno potenzialmente: potrebbero ad esempio creare schemi speciali da esaminare in occasione del lancio di eventuali nuovi prodotti, costringendo i consumatori a fissare ossessivamente la reclame per cercare loro stessi i dettagli subliminali nascostici. Altro che le fastidiose icone laterali di facebook... ma su questo, presumo, ne sapranno loro ben più di me.

Invece, per chiudere, segnalavo la chicca esoterica contenuta nell'immagine di copertina: il nostro mentore nel viaggio temporale è Alistair Wells, e se il cognome rimanda chiaramente a H.G. Welles, padre della macchina del tempo nel 1895, il nome si ricollega al grande occultista Aleister Crowley, un nome adeguato per le nostre esplorazioni iniziali nell'Egitto misteriosofico dei Faraoni. Appare curioso che anche il mago di CastleVille della Zynga, come avevo già ricordato, richiami nel nome il grande Mago del '900: forse che le case produttrici di socialgames siano un covo di occultisti massonici di frangia? Lo sguardo allusivo di Alistair  Wells sembrerebbe suggerici di sì.

Post più popolari