Massi e Monti


Benny, da "Libero". Notare le foglie d'acanto e la ricchezza di dettagli del grembiulino massonico, quasi un trattato di esoterismo.

La ricerca sugli ex voto avviata col post di ieri prosegue ed avrà alcuni altri capitoli nei giorni seguenti,
relativi a temi iconografici correlati.

Ma il nuovo post di oggi è dedicato al divertente siparietto televisivo dell'altrieri in cui l'attuale premier fornisce col solito affascinante, spocchioso english humour, un formidabile assist alla scena complottista.

Ospite della Gruber, alla domanda "Lei è massone?" Mario Monti risponde prima dicendo di ignorare cosa sia la massoneria, poi dicendo, sornione, che la sua ignoranza è così profonda che non saprebbe nemmeno come riconoscere un massone, se lo vedesse.

La cosa appare un riferimento, ovviamente, alle celebri parole di passo dei massoni stessi, termini e gesti rituali con cui i massoni si riconoscerebbero e comunicherebbero tra loro anche in pubblico. Dato che il premier non è nuovo a queste soavi perfidie, anche in altri ambiti (celebre il discorso al parlamento: "Certo, come dice l'onorevole Berlusconi, potete staccarmi la spina. Ma sono il vostro respiratore artificiale.") possiamo ritenere il messaggio intenzionale.


L'iconografia montiana secondo la fotografia dei giornali allineati a favore. Il duce della sobrietà, praticamente.

Del resto, il tema di Monti Massone è ormai un meme più diffuso di quello che riguardava l'appartenenza dello scorso premier alla P2. Massone, Massoneria e Bilderberg: queste le parole che Godgle associa al Professore. L'attacco proviene soprattutto dall'area extraparlamentare, dato che il PD appoggia osannante, e il PDL. ha deciso, per ora, l'understatement.

Nei suoi media solo Libero si è occupato della questione, e in toni tutto sommato sommessi (per Libero, ovviamente). La vignetta del loro bravissimo Benny, il disegnatore di Libero, che raffigura un Monti massone non dimenticando di inserire le "foglie d'acanto", allusione all'apparetenenza alla Loggia, mentre la postura da mario(netta) manovrata a monte forma una vaga disposizione a pentacolo.

In effetti la cosa più curiosa della vicenda è che, se la massoneria ufficiale smentisce, ma dice che "Monti conosce sicuramente dei massoni", e una loggia di frangia, il Grande Oriente Democratico (con sigla GOD, guarda un po') porge i suoi cari auguri al "Fratello Monti", con un bacio di Giuda intriso di veleno.

Se dovessimo unire i puntini secondo il gioco dei complottisti, Monti sarebbe un non-massone, che però è posto all'orecchio della massoneria internazionale, cui in qualche modo sarebbe tenuto a rispondere. Una situazione che potrebbe ricordare quella del (monregalese, ricordiamolo) Giolitti, che operò nelle medesime condizioni: non massone, ma appoggiato fortemente dalla massoneria. Per quello Monti afferma sornione che lui non ha la più pallida idea di cosa sia la massoneria: "non conosco neppure le parole di passo, figuratevi: se per caso incontro un massone, credetemi che non s'è fatto apposta".

Il curriculum, per contro, è perfetto: nato nel '43 da una benestante famiglia lombarda, classico prestigioso a Milano, Bocconi nel '65, poi Yale, l'università americana d'élite rivale di Harward, ordinario a Trento nel '69, ad appena venticinque anni, nomina precoce perfino per quell'età dell'oro. Poi Torino nei '70, e nei rampanti '80 finalmente l'agognata Bocconi, anni in cui è consulente degli allegri governi craxiani che aprono il buco in cui cui ancora oggi stiamo affossando. Nel 1989 è rettore della Bocconi, nel 1994 ne diviene presidente mentre si insedia il Berlusconi I; il Caymano lo nomina subito commissario europeo per il suo governo l'anno stesso. Nel 1999 la commissione europea di cui fa parte, presieduta da Santer, è costretta a dimissioni anticipate per scandali di cattiva amministrazione; ma Monti è subito riconfermato, bipartisan, da D'Alema, che in Italia è appena riuscito a cacciare Prodi dal governo.


Il suggestivo sigillo segreto della Trilateral Commission, secondo siti complottisti.

Un netto salto nelle sue attività economiche si ha nel 2010, quando la Trilateral Commission lo nomina proprio presidente europeo. La trimurti economica voluta da quei sant'uomini di Rockefeller e Kissinger nel 1973, agli albori del New World Order della terza rivoluzione industriale, è da sempre vista dai complottisti quale la punta di diamante dell'iper-liberismo che ci ha condotti alla crisi del 2008, assieme al gruppo Bildenberg in cui, ad ogni buon conto, Monti è presente. Un ruolo da cui, naturalmente, è decaduto per tempo, prima di venire miracolosamente cooptato al governo. Ma, comunque, indicativo.

Stando alla solita Wiki, ad esempio, lo scrittore francese Jacques Bordiot afferma, riguardo ai membri della Trilaterale, che "il solo criterio che si esige per la loro ammissione, è che essi siano giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell'organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione" e che "il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale".("Présent", 28 e 29 gennaio 1985). 

Ma naturalmente sono, con ogni certezza, solo speculazioni deformanti, utili per distrarsi un attimo dalla dura realtà.

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