Vasta Landa


 Iside in una pittura ieroglifica egizia

L’associazione culturale di cui faccio parte, la libreria-galleria “La Meridiana – Tempo”, ha avviato un laboratorio di scrittura creativa tenuto dalla scrittrice Silvia Pio, a cui ovviamente non potevo mancare, data la mia grafomania da blogger. Avevo comunque intenzione di dedicare prima o poi un post a questa esperienza ma, dopo una prima puntata necessariamente introduttiva, la scorsa lezione il corso è entrato nel vivo affrontando il tema del valore fonosimbolico delle parole. Un tema che non mi era del tutto nuovo, naturalmente, ma che è stato sviscerato con una ricchezza di riferimenti e prospettive che è stato indubbiamente estremamente istruttivo.

In più, quasi a fornirmi un assist per un post in perfetto stile "Mondovì ermetica", la maggior parte degli esempi e degli esercizi utilizzati si prestavano ad una qualche rilettura esoterica. A partire dall'evocazione del fondatore dell'Antroposofia, Rudolf Steiner, che nella sua sterminata produzione filosofica si è occupato anche di questo tema, nei suoi studi sull'Euritmia.

Si è lavorato sull'evocatività del nome Laura, dato che, contando la mia dolce metà che mi accompagna in quest'avventura, vi erano ben tre Laure nel corso su una decina di partecipanti. Qui non ho potuto fare a meno di ricordare Laura dei Bressani, la sposa del re Moro del carnevale monregalese che, proprio in questi giorni, si sta avvicinando con la nomina della nuova Bella (e da cui, purtroppo, la figura di Laura è stata cancellata per la sua "incongruità" storica). 

Ma poi si è passati ad analizzare le evocazioni del nome Iside, esoterico quanti altri mai; e quindi a un esercizio volto a descrivere - come prima opzione proposta - uno dei quattro elementi, mettendo in evidenza i suoni vocalici e consonanti che, a nostro avviso, meglio si sposavano alla sua evocazione.

Forse suggestionato dal richiamo di Isis, deciso di concentrarmi sulla Terra, la grande dea primordiale. Terra in forma pura, come un puro elemento alchemico: dunque la terra riarsa, la "wasteland" senza contaminazione con l'elemento dell'acqua. Ho deciso dunque che la vocale e la consonante che più mi evocavano la secchezza del puro elemento di terra erano la A e la R, presenti del resto nella parola stessa (anche nell'Earth inglese, del resto).

Questo è il risultato del lavoro della serata. Certo migliorabile, ma devo dire che onestamente non mi è spiaciuto. L'ho riportato qui sotto, scandito come una poesia o, meglio, come un'invocazione ad Iside.

"Terra riarsa,
vasta landa assaltata da calda sferza, 
strappata, 
sradicata d'acqua,
terra assassinata,
affranta,
infranta,
rada sassaia 
aspra, 
amara,
salata."

E che la Dea ci sia propizia, nelle vaste lande della scrittura.

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