Il Candelaio Bruno




Il monumento a Bruno in Campo de' Fiori, nel 1888. Foto suggestiva, da qui.

In questi giorni sto seguendo l'interessante fiction "Il Tredicesimo Apostolo", un primo tentativo di produzione italiana di telefilm esoterico. L'elemento più interessante è la centralità data a Giordano Bruno quale ispiratore della setta iniziatica cui si oppone il direttorio cui aderisce il sacerdote protagonista, una sorta di X Files della Congregazione per la difesa della Fede, che ha sostituito il Sant'Uffizio dell'Inquisizione dopo il Concilio Vaticano II (un po' come, dopo la seconda guerra mondiale, abbiamo ministeri della difesa e non della guerra. Orwell ne sarebbe entusiasta).

In sé, la scelta di Giordano Bruno non è originale, anche se è vero che in Italia fu oggetto di uno speciale culto della massoneria che ne fece il suo campione, erigendogli una statua lì dove nel 1600 l'Inquisizione l'aveva bruciato sul rogo per aver sostenuto l'eresia eliocentrica. Già il goffo Dan Brown aveva fatto del Bruno (suo omonimo, in fondo) il riferimento di "Angeli e Demoni", il suo primo sfortunato lavoro antipapista, di cui in verità Il Codice da Vinci è un sequel (lanciato con forza sui mercati anche, pare, per via dei dissapori intercorsi tra il massonismo americano e la santa sede dopo la rottura sulle reazioni al 9/11).

Invece Umberto Eco, nel Pendolo di Foucault (1988), lascia Giordano Bruno curiosamente sullo sfondo, citando solo di sfuggita l'eretico di Nola. Una omissione legittima, al limite curiosa per un romanzo incentrato (fin dal titolo) sull'ambivalenza della scienza moderna, regno del rigore razionale ma percorso da suggestioni esoteriche.


Il Candelaio (1576-1582). Sobrio frontespizio, poco d'ermetico,
a parte forse per i due draghi intrecciati.

"Il Tredicesimo Apostolo" riprende soprattutto "Il Candelaio" , l'unica commedia scritta dal filosofo, da sempre sospettata di ricchissimi significati esoterici, concepita nel 1576, pubblicata a Parigi nel 1582.

Per la precisione, al centro del XIII vi è uno pseudobiblia, l'Antievangelio, la vera versione emendata della commedia bruniana, che conterrebbe una terribile verità in grado di squassare i pilastri del cristianesimo. Una trovata all'apparenza banale, che però ha un possibile riscontro nel testo, che si apre con un Antiprologo e si pone, in certa misura, come "anticommedia", dove al rispetto formale delle unità aristoteliche si sovrappone un percorso scenico-narrativo più slegato e casuale.




Incisione dal "De Umbra Idearum", tratta da qui

Il sotteso tema eliocentrico (unito alla combinatoria cabalistica) appare evidente.


La trovata del "vero libro", poi, ricorda un po' le Nove Porte del regno delle Ombre, a cui l'allusione potrebbe non essere casuale: lo stesso 1582, nella stessa Parigi, Bruno componeva il De Umbris Idearum, che ricorda un po' il titolo dello Pseudobiblion di Perez-Reverte, in cui Bruno del resto sottolinea la necessità di dire il vero tramite la sua Ombra, in modo cioè indiretto e criptato. 

Tutto ciò mi ha fatto venire voglia di ripassare le mie scarne note sul Candelaio, per dedurre quali segreti ermetici potrebbe celare agli occhi di noi che, purtroppo, non abbiamo il badge per la biblioteca segreta del sant'Uffizio.

Il frontespizio, sobrio, richiama già al valore ambiguo dell'opera nel motto "In Tristitia Hilaris", che sembra sottolineare che si parli, ilaremente, di cose in verità serissime. L'opera sarà del resto l'unica di cui Giordano non discetterà nell'autodifesa verso i suoi inquisitori, prima del rogo, pur essendo evidente la sua eterodossia, che egli avrebbe dovuto in qualche modo giustificare.

La dedica alla misteriosa dama Morgana, poi, che il Bruno dichiara di preferire a re, imperatori e papi, serve probabilmente a simboleggiare la Magia, e porre l'autore quale moderno Cavaliere Nero (bruno, appunto), il cavalier servente della donna-simbolo della magia arturiana.

La commedia intreccia tre trame: quella amorosa, la principale, vede il candelaio Bonifazio, felicemente sposato a Carubina, corteggiare vanamente la bella Vittoria cedendo così agli inganni di un mago truffaldino; a latere, l'alchimista Bartolomeo cerca altrettanto stoltamente l'eliotropia che trasformi i metalli vili in oro, mentre il pedante Manfurio che ugualmente viene gabbato, preda della propria sterile saccenteria.

Tre trame che, viene la tentazione di credere, possono esser una la metafora dell'altra: la trama amorosa, quella più convenzionale, rimanda in tralice alla Mandragora e potrebbe rappresentare la stoltezza dell'alchimista materiale che crede alla reale trasmutazione dei metalli; la satira contro Manfurio, inoltre, ironizzerebbe anche contro gli alchimisti spirituali pedanti, i quali vedono nell'Alchimia solo un vuoto e sterile filosofema.

L'unità di questa negativa trinità è del resto ribadita da Bruno nell'Argomento della commedia: 





Però, per la cognizion distinta de' suggetti, raggion dell'ordine ed evidenza dell'artificiosa testura, rapportiamo prima, da per lui, l'insipido amante, secondo il sordido avaro, terzo il goffo pedante: de' quali l'insipido non è senza goffaria e sordidezza, il sordido è parimente insipido e goffo, ed il goffo non è men sordido ed insipido che goffo.

I tre-inetti-in-uno sono sbeffeggiati dal pittor Giovan Bernardo, alterego di G.B., Giordano Bruno, che li gabba con la corte dei miracoli di truffatori di strada al suo servizio. Alla fine Carubina (donna-angelo per definizione, dato il nome che rimanda ai cherubini angelici), formalmente sposa a Bonifazio (rimando a Bonifacio VIII, il papa simoniaco inviso a Dante?), lo abbandona dopo aver visto che egli ambisce a possedere Vittoria (la Vittoria terrena, i valori materiali?) per concedersi appunto al pittore Giovan Bernardo (dal nome templare, se vogliamo).

 Facile ipotizzare dunque che dopo l'irrisione verso le false filosofie, il quarto livello della pars costruens anagogica sottesa all'opera sia un riferimento criptico alle teorie eliocentriche che Bruno rivendicava in continuità con gli egizi ed i pitagorici, e che poi il Galileo avrebbe pienamente disvelato con la sua nuova scienza.

Un'idea che pare confermata dal sonetto eliocentrico con cui il maestro di Nola fa aprire ai suoi personaggi il poema, e che qui riporto.





L'arte supplisce al difetto della natura, Bonifacio. Or, poi ch'a la mal'ora non posso far che questa traditora m'ame, o che al meno mi remiri con un simulato amorevole sguardo d'occhio, chi sa, forse quella che non han mossa le paroli di Bonifacio, l'amor di Bonifacio, il veder spasmate Bonifacio, potrà esser forzata con questa occolta filosofia. Si dice che l'arte magica è di tanta importanza che contra natura fa ritornar gli fiumi a dietro, fissar il mare, muggire i monti, intonar l'abisso, proibir il sole, despiccar la luna, sveller le stelle, toglier il giorno e far fermar la notte: però l'Academico di nulla academia, in quell'odioso titolo e poema smarrito, disse




Don'a' rapidi fiumi in su ritorno,
Smuove de l'alto ciel l'aurate stelle
Fa sii giorno la notte, e nott'il giorno.
E la luna da l'orbe proprio svelle
E gli cangia in sinistro il destro corno,
E del mar l'onde ingonfia e fissa quelle.
Terra, acqua, fuoco ed aria despiuma,
Ed al voler uman fa cangiar piuma.
La trasmutazione del cosmo allude, ovviamente, ai poteri della Magia in senso tradizionale: ma l'idea che Bruno ha, Accademico di Nessuna Accademia, di poter "rovesciare il mondo" è con ogni probabilità un'allusione alle verità eliocentriche che egli detiene e intende divulgare.


Anche l'occultismo virtuale su Second Life ricorre a un Candelaio Nero per i suoi riti. Da qui.

Chiudo ricordando che il giovane Bruno, ancora ventenne e domenicano, aveva omaggiato nel 1568 il pontefice san Pio V, vescovo di Mondovì, unico papa piemontese ed attuatore della controriforma, cui aveva dedicato la sua "Arca di Noé", un poema ancora - almeno ufficialmente - nell'ortodossia religiosa.

E nella speranza che il XIII dia, se non questa, una degna interpretazione ai misteri del Candelaio Bruno.

(Tra l'altro, con questo nuovo febbraio del blog, il numero complessivo delle visite ha superato, stando ai calcoli del counter interno di blogger, i centomila visitatori.)


Post più popolari