Vigil


La locandina originale, da questo bel sito di teatro.

Bello spettacolo al Teatro Baretti di Mondovì ieri sera, con "Auntie and me" (1995) dell'attore - anche in X Files - e regista canadese Morris Panych (1952 - ). Interpreti, Alessandro Benvenuti e Barbara Valmorin (spoiler alert, as usual). Una commedia nera al vetriolo, meravigliosa nel suo caustico nichilismo. Il cinico bancario Kemp, perfetto inetto novecentesco, omosessuale represso, riceve una lettera della zia Grace in cui lei gli annuncia di star morendo. Egli si precipita allora sul posto come un avvoltoio in attesa dell'auspicata eredità: ma la zia pare non volerne sapere di morire nonostante i suoi mille stratagemmi. Composto in originale col titolo di "Vigil", veglia funebre, l'opera si snoda come un lungo monologo del misantropo Kemp, con un controcanto quasi sempre muto da parte della zia, assisa grifagna sul suo letto. Nella lente deformante di una spietata ironia veniamo così a conoscere della sventurata vita di Kemp, figlio di un mago maniaco-depressivo e di una madre anaffettiva affiliata agli arancioni, fino al formidabile rovesciamento finale e all'amara conclusione dell'opera, che non voglio svelare. Interessante, in questa prospettiva, il significato simbolico dei nomi: "Kemp" è "ispido" in inglese, come scostante e ruvido è il protagonista, "Grace" potrebbe alludere alla Grazia, che Kemp confusamente spera possa ancora salvare la sua inutile vita.

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