Visitors




Vista questa sera la prima puntata dei nuovi "Visitors" del 2009. Del telefilm originale, del 1983, ho solo confusi ricordi d'infanzia, ma devo dire che, per certi versi, fatta salva l'ovvia nostalgia vintage per il modello, sono perfino più convincente questi Visitatori che giungono nell'America e nell'Occidente della Crisi rispetto a quelli che visitavano il rampante mondo reaganiano del 1983, che aveva appena sistemato i sovietici col suo scudo spaziale. Oggi più di allora l'ipotetico disvelarsi dei rettiliani sembra plausibile e realistico, atteso soprattutto per questo 2012 del millenarismo Maya.



Del resto, gli alieni rettiliani nascosti fra noi in undercover è un tema di antichissima data. Ne parla già quello che è considerato il primo testo della SF moderna, il Somnium di Keplero, scritto tra il 1590 e il 1620, narra di come il protagonista, Duracoto, studente di Ticho Brahe come Keplero stesso, riceva dalla madre strega (come la madre di Keplero) la rivelazione che i di lei maestri non sono in verità demoni, ma creature serpentine abitanti la Luna. Ella rivela al figlio come mettersi in contatto con questi "superiori sconosciuti" e da essi egli ottiene quelle rivelazioni eliocentriche che provvede quindi a divulgare. 

Il volume, pubblicato postumo nel 1634 dal figlio di Keplero, possedeva vasti elementi autobiografici e la cornice del "sogno" era una vaghissima forma di dissimulazione per mascherare, secondo la critica ufficiale, le "vere" rivelazioni, ovvero le concezioni eliocentriche copernicane allora proibite. Il testo è sempre stato un po' snobbato dal complottismo, ma non c'è ragione di pensare che la rivelazione di Keplero non riguardasse anche la vera natura dei venerati "superiori sconosciuti". 


Milton, Blake and Reptilians

Il passaggio al Seicento, infatti, è caratterizzato dalla grande diffusione della teoria dei "Maestri Invisibili" Rosa+Croce, "superiori sconosciuti" dell'ordine templare ritornati per porre in atto il loro piano segreto dopo la sconfitta del primo tentativo, operato dai Cavalieri del Tempio. Come i moderni "visitatori", i Rosa+Croce possederebbero superiori poteri curativi e scientifici, che sarebbero disposti a divulgare "per il bene dell'umanità". 

Il racconto di Keplero è neutro, scientifico, e non connota precisamente questi esseri lunari in modo definitivo; ma il descriverli come demoni lunari serpentiformi rimanda ad una lunga tradizione di identificazione di "divinità" negative con esseri serpentiformi (il Seth-an biblico, il Seth egizio, che non a caso alcune sette gnostiche veneravano, forse antecessori dei templari). Del resto, Milton riprende Keplero, nel 1666, per descrivere i demoni come creature rettiliche nel suo immortale "Paradise Lost" (1666).


Il benevolo e paternalista alieno Micromegas di Voltaire.

L'Illuminismo settecentesco farà degli alieni degli illuminati e benevoli superiori pronti a donarci la loro generosa saggezza, stupiti al limite dalla nostra litigiosa inferiorità, come nel Micromegas (1752)  di quel gran massone di Voltaire: un complottista vedrebbe in questo cosmopolitismo cosmico un effetto di quei Superiori Sconosciuti con cui Voltaire, come legioni prima di lui del resto, millantava d'essere in contatto privilegiato.

L'Ottocento positivista conserverà una visione ottimistica degli alieni, fino agli allarmismi del saviglianese Schiaparelli (1878) sui canali marziani, che portano ad ipotizzare davvero una avanzatissima civiltà del pianeta rosso assetata di acqua - da cui i grandi canali... - e pronta dunque a venirla a prendere da noi, come gli anni del colonialismo ben insegnavano.


Dalla "Guerra dei Mondi" (1897) di Wells in poi, abbiamo dunque alieni aggressivi, proiezioni di bellicosi totalitarismi ora fascistoidi, ora comunisteggianti; ma sempre aggressivi in modo abbastanza dichiarato ed esplicito.

Ci vorrà la SF sociologica degli anni '50, obliqua e raffinata, per tornare alle ipotesi kepleriane: il capolavoro e capostipite, di Damon Knight, è "Come Servire L'Uomo" ("To Serve Man"), del 1950, dove maialiformi invasori dallo spazio si dimostrano prodighi di aiuti verso gli umani, finché si scopre che il loro libro "Come Servire L'Uomo" non è un trattato d'etica, ma di gastronomica.



Hugo Award del 1951, la storia fu trasposta nella prima stagione di Twilight Zone (1959-1964; per la precisione, nel 1962), diventando poi un diffuso meme fantascientifico e cospirazionista (l'autorevole sito del CESNUR pone il passaggio da SF a Ufologia verso il 1976, con l'immancabile Sitchin e la sua teoria degli Annunaki). Certamente i Visitors storici (1983) diedero una grande mano al prosperare del mito, fino al suo attuale difensore David Icke e, ovviamente, buona ultima questa serie televisiva di ottima fattura, che nei suoi due protagonisti richiama la struttura "Dana & Scully" di X-Files (1993), unendo l'eroe maschile di 4400 (2004) alla fascinosa ed enigmatica Julia di "Lost" (sempre 2004).



La nuova Anna dei Visitors

Come al solito, dunque, continuate a scrutare il cielo con angoscia e inquietudine. La verità è la fuori, ma anche dentro di voi, come diceva Alien Cube.

E per chiudere in bellezza, l'agenzia aliena che ha aperto nella Mondovì ermetica del 2011, che apparirà forse in un mio futuro articolo di giornale.


Lorenzo Barberis, Mondovì 2011

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