Tre Pezzi Facili


Lorenzo Barberis, "Breo Ermetica" (2012)

Tre rapidi scorci, tre flash dalla Mondovì ermetica, colti ieri durante una passeggiata con macchina fotografica alla mano (per immortalare il nostro capolavoro a collage esposto alla Meridiana Tempo, nel post di ieri): tre affreschi murali, dalla diversa gradazione esoterica. La più blanda è l'immagine art nouveau soprastante è dalla vetrina del caffè Aragno, storico caffè del centro. L'incontro tra l'affascinante donna del mistero e il gentiluomo di campagna è propiziato dal classico galletto della ceramica monregalese che immancabile trionfa dalla zuppiera sullo sfondo. Una scena galante forse priva di altri significati, a parte l'aria eccentrica e trasognata della femme fatale in veste d'oro, confermata dalla bizzarra firma dell'autore, con una E rovesciata posta proprio sulla sua mano e tre gigli cruciformi a separare la firma di difficile lettura.


Lo stendardo della Milano Assicurazioni, che si affaccia a fianco della Fontana dei Fanciulli che accoglie il visitatore della bassa città, è decisamente più ermetico. L'Ancora, la Colonna e il Caduceo raffigurati sul Pilastro centrale sono presenti anche nel simbolo moderno, ma qui sono amplificati in allegorie personificate: Nettuno per l'ancora, Athena per il caduceo, mentre la colonna centrale regge un maiale qui simbolo, par di capire dal disegno, della città milanese. Martello tenaglie e incudine si accompagnano alla figura maschile, possente ma pudicamente poco dotata, simbolo dell'alacrità meneghina come il personaggio quasi invisibile ai piedi della dea Atena, intento alla fabbrica di un edificio. Atena, oltre alla medusa sul petto, è associata ad un banco con svariate monete, che dal suo tempio di Athena Moneta, Atena ammonitrice, prendono il nome.


E per finire in bellezza, un classico Bafometto, così frequente sulle facciate dei palazzi monregalesi. Questo briccone, seminascosto, non avevo ancora avuto modo di fotografarlo, ma caratterizza la facciata del vasto palazzo a fianco del rosso edificio da cui proviene l'immagine precedente, caratterizzando così anche questa zona in senso "ermetico". Mi aveva tratto in inganno la dissimulazione architettonica presente, con capelli e bocca che divengono false volute architettoniche, mentre la greca che incornicia il volto rimanda da vicino alla curiosa "cuffietta" del bafometto che trionfa sulla chiesa gesuita di Piazza Maggiore. Insomma, non c'è che dire. La Mondovì ermetica non delude mai.

Post più popolari