666 Giorni Sulla Terra


Con un lungo ritardo, ho finalmente visto "Sei giorni sulla Terra" (2011); l'acclamato film di Varo Venturi che ha divulgato cinematograficamente le teorie di Corrado Malanga, il ricercatore di chimica all'università di Pisa che sostiene innovative e radicali tesi ufologiche (di qui in poi, spoiler alert). In sostanza - ma è molto più complesso di così - gli angeli e i demoni in lotta nei miti umani dalla notte dei tempi altro non sono che differenti razze aliene in lotta per lo sfruttamento dell'uomo, un essere che hanno creato perché produca anime che essi possono sfruttare come fonte d'energia potenzialmente infinita.


Piso ed Hexabor

Nel film, il protagonista Davide Piso è ovviamente un riferimento a Malanga stesso, docente a Pisa e atteggiato, nella realtà e nel film, a una sfida anti-sistema "Davide" contro Golia. Del resto, un cameo di Malanga durante la conferenza iniziale serve a confermare l'identificazione: e come Malanga, Piso, assieme a due suoi giovani assistenti universitari, realizza sedute di ipnosi in programmazione neuro-linguistica su presunti casi di abduction. Ovviamente, vi è anche un riferimento a Julian Piso, autore di fondanti rivelazioni sul 666 in chiave aliena; ma i piani ermeticamente tendono sempre a sovrapporsi.



L'affascinante Saturnia Gotha Varano au naturel e posseduta da Exabor.

Una svolta nella trama avviene quando Piso incontra Saturnia Gotha-Varano, nome programmatico quanti altri mai. Il nome Saturnia è un riferimento ai "Saturnia Regna", i "Regni di Saturno" che stanno per tornare sulla terra col passaggio eonico del 2000 al Novo Ordo Saeclorum (la citazione è esplicitata da un riferimento, negli extra, alla IV Ecloga di Virgilio, dove l'avvento del "puer cosmicus", intesa solitamente come profezia del cristianesimo, avviene appunto in tali termini). Ovviamente, appare significativa la natura cannibale di Saturno, posto le abitudini poco simpatiche dei vampirici alieni di Venturi e Malanga. Del resto, il nome assunto dal demone, Hexabor di Ur, è indubbiamente un rimando al tema dell'Esorcista, vastamente citato in tutta la storia (il romanzo è del 1970, il film del 1973). Hexabor è identico nel suo aspetto al Pazuzu dell'esorcista, e come lo storico demone sumero deriva dalla civiltà mesopotamica, che in Ur ha il suo luogo d'origine (da cui proviene, non casualmente, anche il patriarca ebraico Abramo). Hexabor, benché ricordi  una delle tante versioni dell'Excalibur di fantozziana memoria, è probabilmente un riferimento all'Hexa, il Sei, o meglio il 666 ricorrente in tutta l'opera.


I servizievoli grigi del film, con tanto di sigillo degli Illuminati, mentre "operano" Saturnia.

"Gotha Varano", poi, è così paradigmatico che già Google (true story!) offre la traduzione in "Lizard Elite", la Casta rettiliana. La famiglia è infatti parte, nel film, dell'Aristocrazia Nera emersa verso il '300, dalle crociate, come nobiltà ibrida terrestre-aliena. Significativo appare che entrambi i rami delle famiglie esistano (non la loro ibridazione, a quanto pare): i Gotha sono IL principato per eccellenza.

Regnanti sull'omonima regione e città tedesca, menzionata per la prima volta nell'800 DC in un documento di Carlo Magno, il centro di Gotha è divenuto nel tempo simbolo di Elite per diverse ragioni stratificatesi, come spesso nella storia ermetica del mondo. Al di là del nome evocativo dei Goti e del Gotico, Lutero vi soggiornò a lungo nel '500, imitato forse non a caso a metà del Settecento da Voltaire. Nel 1763, in città si iniziò a pubblicare l'Almanacco di Gotha, contenente il who's who della nobiltà europea, forse sempre su influsso della tradizione rusicrocian-massonica. Nell'Ottocento, la regina Vittoria sposò il principe di Gotha, rendendo tale casata nominalmente egemone sulla corona britannica (per il complottismo, il vertice supremo dell'aristocrazia nera ufologicamente intesa). Curioso che anche la sinistra si sia legata a Gotha: nel 1875, in questa città il partito socialista tedesco si diede il Programma di Gotha come principio unificante, nonostante il valore simbolico nobiliare. Marx infatti espresse le sue "Critiche al Programma di Gotha", accusando la social-democrazia di contiguità al capitalismo. Di conseguenza, "Gotha" emerse come termine per intendere una sovra-massoneria "Illuminata" in grado di controllare destra e sinistra ai fini di fornire una scelta illusoriamente democratica ai cittadini della criptocrazia globale. E forse non per caso, in Batman, "Gotham" è la New York immaginaria del cavaliere oscuro.

Curioso che esistano anche i Varano, a cui pare rimandare il nome stesso del regista ("Le sorti dei Varano", potrebbe significare ermeticamente il suo nome). Il loro capostipite duecentesco è Prontaguerra Varano, nome che lascia intuire appieno la sua natura aggressiva e dunque "serpentina". La famiglia, attestata nell'Italia centrale, fu di "aristocrazia nera" vera e propria in senso italiano, ovvero di fedeltà al papa, essendo solitamente legati e a volte addirittura vicari pontifici. La famiglia sarebbe estinta nel 1881, ma ermeticamente queste cose vogliono dire abbastanza poco.


Il gesuitico Padre Trismegisto, interpretato dallo stesso Varo Venturi.

Comunque sia, l'esorcismo su Saturnia a poco serve, poiché a possederla non è un banale rettiliano, ma un superno essere di luce, ormai giunto all'essenza incorporea: la razza aliena più alta, ma anche la più pericolosa (contro la vulgata "angelica" che vedrebbe come "buoni" gli alieni luminosi). L'esorcismo in PNL di Piso-Malanga non ha effetto, anzi rafforza ancor più il parassitismo dell'essere sull'anima inscritta al DNA umano di Saturnia.

Piso cerca allora aiuto, mentre la famiglia gli sguinzaglia dietro il Kabal, un servizio segreto esoterico interforze ai servizi dell'elite Illuminata. Piso è però salvato dai gesuiti, che ovviamente vogliono dire la loro nel gioco ermetico e sono l'unica forza rimasta relativamente indipendente dal massonismo dilagante. Per pudore, ovviamente, "padre Trismegisto" è un ex-gesuita, ma essendo tratteggiato pressoché identico a Ignazio da Loyola, direi che si tratta di una prudenza puramente superficiale.

Particolarmente gustosa è la scena in cui il gesuita chiama, con molto sarcasmo, un esorcista ortodosso, Padre Plato, incaricandolo di tentare un esorcismo. "E' molto più bravo di me" dice, come si fa tra colleghi quando si vuole rifilare a un altro una classe turbolenta. E infatti Saturnia fa strame di Plato, anche per via della sua passione particolare per le giovani fanciulle, tranquillamente ammessa dal Loyola de noantri (senza, per il resto, che Piso batta ciglio, uomo di mondo anche lui). A parte l'evidente catarismo, per cui un sacerdote impuro non può amministrare i sacramenti, il siparietto pare un messaggio in codice tra iniziati, simile a quelli cui ci aveva abituati il massone di Guzzanti. Comunque, tempo nemmeno cinque minuti e Don Plato è fuori dai giochi. "Ci siamo giocati l'ortodosso" commenta cinico Piso, mentre il grande amico Trismegistus annuisce, per nulla turbato.



Probabilmente è costui chi tira le fila del tutto, come è evidente da queste rare immagini.

In fuga dal Kabal, il buon Piso fa un bizzarro sogno in cui, tra le nuvole dello sfondo, campeggia l'immagine della creazione di Adamo di Michelangelo. Probabile l'allusione alla creazione dell'uomo da parte degli alieni come animale d'allevamento per produrre l'anima, a cui si fa esplicito riferimento nel corso del film. Tuttavia, è singolare che Hexabor, che appare nel finale col suo antico corpo originario (sia pure in una sorta di proiezione astrale), tocchi Piso esattamente come Dio tocca Adamo nel dipinto di Michelangelo (che, tra l'altro, come ricordato di recente in questo blog, è celebre per il criptico rimando a Dio come un grande cervello), forse per tramettergli quelle conoscenze sulla neurologia che gli offre per tutto il corso del film. Un parallelo certo non lusinghiero, in teoria, per il protagonista, dato che sembra indicare una particolare predilezione da parte degli alieni per lui. Nel corso del film, del resto, Piso è mostrato nel portarsi a letto tutte le sue addotte (abitudine poco deontologica che condivide con Padre Plato). Poi Hexabor afferma che le ricerche sulla PNL di Piso gli son state utili; un membro italiano del Kabal lo aiuta "per una crisi di coscienza"; ma quando alla fine il Kabal ritrova Piso svenuto, non solo si guarda bene dall'ucciderlo, ma non gli cancella neppure la memoria come agli altri dissidenti catturati: probabilmente per consentirgli di proseguire le sue utili ricerche, dopo il download di dati di Exabor. Insomma, possiamo pensare che la lotta del protagonista contro gli alieni sia solo un'illusione, e lui stesso sia un'indispensabile pedina del sistema.

Ad ogni modo, egli riesce a sciogliere infine la possessione di Saturnia, creando un'onda che annulla quella di 6.66 hertz che costituisce il "marchio della bestia", bassissima frequenza irradiata per ogni dove dal complotto alieno. Significativo che l'"ex" gesuita Trismegistus gli consigli di non eliminare Hexabor, ma di scacciarlo presso un "buco spazio-temporale" nei pressi di Castel Gandolfo, la residenza estiva del Papa. Da qui il Lux potrà così tornare alla sua patria originaria, suscitando meno la vendetta dei suoi simili. La prudente astuzia, ovviamente, può anche significare che è tutto un solo complotto, e che l'esperimento, lungi dall'essere un esorcismo, è solo un tentativo di verificare come annullare il procedimento di fusione uomo/alieno quando necessario. E dopo il rocambolesco finale, vediamo Piso seduto nella loggia gesuita, mentre Trismegisto / Varo Venturi pontifica agli accoliti, per lasciare poi il posto a un varanico rettiliano, con cui si chiude il film.

Possiamo quindi forse ipotizzare che, se il Kabal e gli Illuminati (mai citati, ma potentemente aleggianti nel film) sono più al servizio della fazione demonico-rettiliana, gli "ex Gesuiti" sono invece com'è logico più legati ai Lux, gli "angeli" di questo schema di opposizioni, che ovviamente non è un contrasto tra Buoni e Cattivi ma tra opposte potenze, USA e URSS, potremmo dire, con i Lux tecnologicamente più avanzati e mascherati da "benefattori" dell'umanità e i Rettiliani come i cattivi, più scopertamente totalitari. E l'Aristocrazia Nera come cerniera tra i due, con la sua "doppia fedeltà" italo-germanica, papista e "imperiale": Ma forse queste sono davvero sovrainterpretazioni.

Per tutte tali ragioni, comunque, il film è stato accolto in modo ambivalente non solo dal mainstream assoluto, che vi ha letto una povertà di mezzi rispetto ai kolossal hollywoodiani, e dalla nicchia fantascientifica pura, che vi ha riscontrato limiti di estrapolazione SF classica; ma anche dagli "addotti ai lavori", che spesso hanno espresso pareri ambivalenti al proposito. Ma quando si entra nel gioco ermetico, bisogna sempre cercare di cogliere con attenzione il labirinto di specchi che si viene a strutturare. Una sola cosa è sicura: gli alieni sono qui per restare, altro che sei giorni. Forse, 666.


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