Blood On The World Floor



Il post di ieri sulla Rita Pavone ermetica mi ha ricordato un'altra recente discussione sull'esoterismo delle Pop Star. La mia dolce metà, molto appassionata di Michael Jackson, mi ha messo al corrente di un album della carriera di questo cantante che presenta caratteristiche decisamente iniziatiche e poco rassicuranti.

Si tratta di "Blood On The Dance Floor" (che a me ha subito ricordato un'altra più recente canzone pop, "Murder On The Dance Floor", di. Sophie Ellis Bextor, appunto nel 2001: non so se sia una coincidenza o una voluta citazione), un album del 1997 estremamente inquietante fin dal titolo. E dalla copertina: sotto il titolo scritto in rosso sangue grondante, un Michael vestito anch'egli di rosso balla come una marionetta appesa ai fili, cantando come se gridasse di dolore. A confermare l'impressione di un controllo mentale, i braccialetti che egli porta ai polsi, così simili a una coppia di catene. 

Il pavimento evocato nel titolo è una scintillante scacchiera massonica, eterno rimando al gioco degli scacchi. Riferimento, ovviamente, all'eterna opposizione tra "bene" e "male", tra Bianco e Nero, sul piano superiore e su quello terrestre, in cui tutti - incluso il cantante - finiamo per essere impotenti pedine. La città sullo sfondo è New York, e il fumo che si sta alzando da lei sembra quello di una gigantesca demolizione. 

In particolare, però, il pugno chiuso di Jackson (e la sovrastante scritta "Blood") si alza sopra il luogo dove dovrebbero sorgere le Torri Gemelle, ma dove il copertinista ne ha inserita solo una. I palazzi circostanti sono presentati correttamente, mentre delle Torri, come sappiamo, non se ne è salvata nessuna. 

Una "profezia", dunque, del futuro disastro delle torri del 2001? L'idea è ricorrente in rete, tra i fan di Jackson e quelli dell'esoterismo millenarista. Jackson, pur essendo un cantante di primissima grandezza della MTV age, non si è mai distinto per un particolare e riconosciuto senso ermetico delle sue produzioni. L'ipotesi dominante corrente, dunque, è quella che Jackson abbia voluto sottrarsi al gioco ermetico degli Illuminati, che nella vulgata esoterica dominano i vari media (e la Pop Music in particolare). A tale conflitto si ricondurrebbe anche il tentativo - abbastanza riuscito, purtroppo - di distruggerlo con accuse infamanti poi rivelatesi infondate, dal 1994 in poi. E anche la morte precoce, nel 2009, è avvenuta in circostanze tutt'altro che chiare, in seguito a una somministrazione molto dubbia di medicinali.


Jackson come Spaventapasseri (1978)

Tuttavia il personaggio di Jackson è indubbiamente una figura affascinante, ma dalla vita ricca di dettagli misteriosi.  Nato nel 1958, esordisce precocissimo coi famosi Jackson Five nel 1964, si afferma come solista nel 1978 interpretando, tra l'altro, un marionettesco Spaventapasseri in un lungometraggio sul Mago di Oz. L'enorme successo riscontrato come solista lo portano a staccarsi dal gruppo e dalla famiglia, avvicinandosi a Spielberg, per l'ambito ermetico uno dei più efficienti "gatekeeper" del tema alieno.


Jackson re degli zombies in Thriller (1983)

Jackson contribuisce infatti alla colonna sonora di E.T. (1982), il film spielberghiano pro-alieno per eccellenza, e pubblica Thriller, l'album più venduto della storia della musica. L'anno successivo inventa il Moonwalk (1983), il suo strascicato "passo lunare", un termine che agli appassionati di esoterismo non può richiamare il Moonchild, il "figlio della Luna", ovvero il rebis alchemico, e comunque un'insistenza positiva sul tema spaziale. Il Moonwalk viene comunque riproposto nel video di "Thriller" (1984), il simbolo stesso dell'affermazione anni '80 della MTV-Music.

Il tema del video non è spaziale, come sarà spesso in seguito: un'orda di zombie segue pedissequamente i passi del Maestro, con quello che in campo ermetico di solito è vista comunque come un'allusione al tema del mind control. All'apice del successo, durante uno spot della Pepsi ha però un primo grave incidente (1985): i capelli gli prendono fuoco, riporta gravi ustioni al volto ed è costretto alla plastica facciale e all'uso di antidolorifici di cui diviene dipendente. Per i complottisti, non potrebbe che essere un modo degli Illuminati di ricondurlo sotto la loro sfera (e del resto i farmaci ne causeranno la morte). Nello stesso anno viene del resto ricevuto da Reagan, che nel 1982 aveva ricevuto E.T. apprezzandolo pubblicamente per la sua veracità.




Jackson re dei robots - e l'inquietante regina aliena (1986)

Nel 1985 si diffonde dunque la voce che Jackson abbia acquisito una camera iperbarica per mantenere l'eterna giovinezza, e di aver cercato di acquisire lo scheletro del celebre "Elephant Man", il freak omaggiato dal film di Lynch del 1980 (forse spinto, nella diceria, dal tratto comune della minaccia della deformità). Smentisce, ma la sua immagine si appanna, iniziandosi a tingere di narcisistico eclettismo.

Nel 1986 realizza con George Lucas un breve film di fantascienza aliena in cui incarna le parti dell'eroe protagonista, l'omonimo "Capitan Eo" (dal greco Eos, "alba"), in cui Jackson naufraga con la sua astronave su un mondo alieno e tramuta i mostruosi abitanti (ispirati al Giger del ciclo di Alien) tramite il potere della sua danza, rendendoli rassicuranti cuccioli fantasy. Potere trasmutativo della danza, oppure anch suo potere dissimulativo, a seconda dei punti di vista. Il film comunque, prodotto dalla massonica Disney, sarà usato dalla stessa come attrazione nei suoi parchi di divertimento futuristico, fino al 1997: appunto l'anno della (improvvida?) presunta rivelazione jacskoniana.


Michael Jackson robot (1988)

Nel 1987 esce Bad, primo video in cui si rende evidente la sua trasformazione facciale. La sua pelle inizia difatti  a schiarirsi, anno dopo anno: egli l'attribuisce alla vitiligine, ma ovviamente i suoi detrattori lo riferiscono a una intenzione di tramutarsi in bianco. Ad ogni modo, continua ad usare la plastica facciale per modificare il proprio aspetto, confermando nei detrattori il sospetto di un'operazione intenzionale. In ambito ermetico, la trasmutazione da Nero a Bianco, da Nigredo ad Albedo, è lo scopo stesso dell'Alchimia. Il riferimento alla danza come trasmutazione proprio di Capitan Eo (Alba, quindi albedo, bianco) viene così a incarnarsi nell'esperienza stessa dell'artista.  Nel 1988 è la volta di Moonwalker, film musicale ideato dallo stesso Jackson a livello di soggetto, che si conclude con la trasmutazione di Jackson in un gigantesco robot-astronave per sconfiggere il malvagio gangster Joe Pesci. Permane dunque il tema alieno-spaziale, con in più una evidente allusione alla natura "artificiale" della star stessa.


Michael Jackson come statua gigante in His-tory (1995)

Negli anni '90 Jackson continua la sua grandiosa parabola, pur essendo giunto a una certa saturazione del personaggio: nel 1991 il suo clip "Black or White" (titolo certo non casuale) presenta per la prima volta l'inquietante effetto di Morphing, ennesimo riferimento al tema trasmutativo. Inoltre, il clip presenta una ennesima allusione al tema dell'invasione aliena.


La madre di Black or White legge la notizia di un rapimento UFO.
Una criptica confessione di Michael?

Nel 1992 è in Egitto per un video davvero faraonico, nel vero senso della parola. L'elemento più inquietante di questa sua connessione con la patria di ogni esoterismo è l'incredibile somiglianza di Jackson con una reale scultura faraonica, un meme ampiamente diffuso nell'internet moderna al di là della ristretta cerchia ermetica.



Ma nel 1993 le accuse infamanti di molestie sessuali su minori, complice anche la sua strana amicizia con l'odioso bambinetto protagonista di Mamma Ho Perso l'Aereo (1990), babystar del momento. Da tali accuse sarà poi assolto, ma esse si sovrappongono al gossip per il suo progressivo sbiancamento. Il cantante reagirà con un matrimonio forse "riparatore" con la figlia di Elvis Preasley, nel 1994, e con l'album "His-Tory", sostenuto anche da un potente tour (1995-96), supportato dalla realizzazione di quattro statue ciclopiche che riprendono il tema progressivo della sua "robotizzazione". Di questo, appunto, "Blood on the Dancefloor" è un remix del 1997, che contiene l'inquietante immagine su analizzata. Dal contesto che vediamo, però, l'immagine di un Jackson-marionetta appare consequenziale a un graduale emergere del tema nella sua produzione, in contrasto con l'eccezionalità evocata dal complottista medio. Al limite, possiamo vedere un Jackson strumento degli Illuminati riottoso, invece che compiaciuto come una Lady Gaga qualunque.

Parte o meno di un piano illuminato, comunque, "Blood on the Dancefloor" non è l'unica connessione dell'artista col 9/11: egli realizzò infatti un nuovo concerto a New York, al Madison Square Garden, il 10 settembre 2001. Dopo, gli anni 2000 sono il teatro della sua ineluttabile decadenza, che si conclude con la morte a Londra nel 2009, tuttora circondata di dubbi. Resta la certezza della grandezza della musica, e di un personaggio che, in ogni caso, ha segnato la storia della musica e della nostra cultura.

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