Rue Mondovì


Rue de Mondovì, di cui ho più volte parlato sul blog, è una centrale via di Parigi, nel primo arrondissement, che incrocia con la centralissima Rue de Rivoli. La menzione della mia città natale all'interno della Ville Lumiere dipende, ovviamente, dalla vittoria napoleonica del 1796, che spianò alla Francia la conquista del bel paese. A tale motivo rimandano anche le varie Mondovì fondate nel mondo, due negli Usa e una in Algeria, da cui ebbe i natali Albert Camus. 



Facendo delle ricerche su Rue Mondovì (cercavo se vi fosse a Lione, dove progetto di andare in queste vacanze: non c'è, ma c'è invece a Marsiglia) ho scoperto alcuni dettagli gustosi. Innanzitutto, in Rue Mondovì c'era il primo studio di Edgar Degas. Nel 1847, alla morte della madre, Degas vi si era trasferito col padre, un ricco e colto banchiere interessato all'arte, che nel locale organizzava concerti privati e nel 1852 l'avrebbe concesso al figlio per realizzarvi il suo primo atelier. Qui Degas vi avrebbe anche stretto i primi rapporti con Monet (vedi qui), alla base dell'impressionismo. Una circostanza interessante, anche se non particolarmente ermetica, ma che ha fatto piacere alla mia dolce metà, grande appassionata di danza, che ha ovviamente in Degas il suo impressionista preferito. Ma c'è qualcosa di più.


Nelle mie ricerche, infatti, è emerso anche questo numero della "London Literary Gazette" risalente al 1828, in cui il giornalista, che si firma con una sintetica E puntata, descrive la sua scoperta parigina di un "sonnambulo" in grado di leggere ad occhi chiusi, anche in seguito a ripetuti e differenti esperimenti. Cosa che porta il nostro E. a ricredersi sui misteri del "magnetismo animale", una conversione che chiosa con la logica citazione dell'Amleto e, prudentemente, con una citazione biblica che dimostri il suo rimanere un buon credente. Del resto, i "fluidi elettromagnetici" erano di gran moda in quel periodo: Mesmer era mancato nel 1815, dal 1818 impazzava il Frankenstein di Mary Shelley, e di lì a poco, verso il 1840, Edgar Allan Poe avrebbe iniziato le sue narrazioni mesmeriche. Indubbiamente, dunque, Mondovì si conferma città ermetica. Anche nella sua forma di via francese.

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