Because the Night




Giorni di Collisioni questi in provincia di Cuneo, l’unico grande evento della Granda, a Barolo, la città sacra del vino piemontese dove, nel lontano 2000, ho iniziato la carriera di insegnante.

“Collisioni” invece è iniziato nel 2009, a Novello, ed è passato a Barolo da quest'anno. Questo sabato nella centrale Piazza Rossa – comunisti subliminali! – si sono alternati la Littizzetto, Zucchero e Vinicio Capossela, prima della grande star, la sacerdotessa maledetta del rock, Patti Smith in persona.



Nata a Chicago nel 1946, cantante e poetessa maudit sulla scia di Bob Dylan, fin da bambina avrebbe avuto visioni allucinate trascritte nella propria produzione poetica. Nel 1967 la coabitazione a New York con Robert Mapplethorpe, in seguito grande fotografo. Patti esordisce musicalmente nel 1974 sulla scena americana, mentre va preparandosi il boom del punk. Del 1975 è il primo album, “Horses”, con in copertina foto dell'amico, cui fa seguito “Radio Ethiopia” (1976), quindi “Easter” (1978), che contiene la famosa “Because the night” scritta per lei da Bruce Springsteen, che scala le classifiche di vendita di tutto il mondo.

In “Wave” (1979), il quarto album, inserirebbe anche una foto di Papa Luciani, il pontefice progressista dal brevissimo mandato per via della morte repentina e improvvisa, che apre all’avvento di Woytila. Si ritira dalle scene, a sorpresa, l’anno stesso, con annuncio durante il tour italiano, dedicandosi alla famiglia.

Dopo il secondo figlio, torna in grande stile con “Dream of Life” (1988), dove “People have the power”, inno alla democrazia, è un nuovo grande successo epocale che precorre lo spirito dei tempi e anticipa la zeitgeist del nuovo ’89.



Un nuovo album negli anni ’90 viene dopo la morte del marito e dell’amico di gioventù Robert Mapplethorpe (1989), cui dedica il libro "Just Kids"; viene poi l'album “Gone Again” (1996), e, ormai nei 2000, “Trampin’”, continuano a godere del duplice favore di critica e pubblico.

Ovviamente una primadonna come Patti Smith non poteva mancare di svolgere un ruolo di primo piano nel mito del rock diabolico tanto caro a questo blog. I siti del cristianismo antirockeggiante si concentrano soprattutto (non è certo un caso...) sul suo
albo “africaneggiante” sin dal titolo, “Radio Ethiopia”.


Patty Smith e Mappelthorpe

Premesso che:

“In the remote mountains of Morocco there's a group that still practices, in a literal sense, the Rites of Pan. "The Master Musicians of Joujouka", as they are called, inhabit a mystical world where music is the key that unlocks the supernatural. As rock artist and writer, Robert Palmer, described in his article on them for Rolling Stone Magazine, "When the music and energy were at their height, the tribesmen milled in ecstatic trances, their eyes rolled back in their heads, screaming like a great rending of the heavens....
Pan himself was there.”






Patti Smith vista da Mappelthorpe (1970s - 1976)

Anche la Smith sarebbe tra gli adepti, e tra i più importanti:

It is perhaps no coincidence that on Patti Smith's most Joujoukan influenced album, "Radio Ethiopia", she writes in her liner notes what could double as the bottom line for either Pan or Satan in their musical war for the hearts and minds of men "rock n roll is royal warfare... the universe is our battleground...the fender - all guitars - our weapons...the technicians - great soldiers...the people - tender barbarians...the goal - the freedom to possess the key of the fifth battalion and release the fierce and stampeding angels of Abaddon.” To a great measure Smith's prophecy has come true.


Il mondo ermetico invece sembra essersi concentrato più sull'amicizia giovanile, dal 1967, col fotografo Mapplethorpe, cui viene attribuito un certo penchant diabolico anche dalla stampa mainstream.


Their lives took a colourful turn when, in 1969, they moved into the Chelsea Hotel, among a colony of artists including Gregory Corso, Arthur C Clarke and Harry Smith, the folklorist, who fascinated the increasingly Satan-obsessed Mapplethorpe by claiming to be Aleister Crowley’s son. 

She describes him as “more Dionysian than satanic”, although others, including his former lover Jack Fritscher, have chronicled his participation in satanic rituals and his pleasure in luring others into the murk.


In effetti, anche siti dal sapore ermetico confermano l'ambiguità di tale rapporto, con un Mappelthorpe aspirante Faust che in Patti Smith aveva visto la sua ideale Maddalena: il fotografo si avvicinò all'occulto nel 1966, seguendo i corsi psicotropi di Timothy Leary; nel 1967 il suo ambiguo rapporto con l'autrice, che fin dall'infanzia era soggetta, pare, a visioni ispiratrici della sua poesia; fino al graduale (e relativo) distacco nel 1968, con l'orientamento verso un sex magick omosessuale.


Curioso in effetti l'uso dell'elemento sadiano rituale, per cui la giovane cantante è "incatenata" dal fotografo Mapplethorpe. Un tratto caratteristico poi della sua scandalosa produzione legata alla scena del sadomaso gay americano, ma che potrebbe avere un simbolico significato rituale nell'imprigionare le energie della propria "pupilla".

Ad ogni modo, l'unica cosa innegabile è che Patti Smith continua ad offrirci gli stimoli della sua grande e musicale poesia. Because the night belong to us.

Post più popolari