Ordinary Alien Collision


Photos by U., 2012

Seconda tranche di Collisioni a Barolo la scorsa domenica, per presenziare al DJ set di Boy George. Dopo un icona seventy come Patti Smith, uno dei più grandi interpreti dello spirito degli '80. Per completezza mi sono anche documentato sul rilievo ermetico di Barolo (ci ho anche avviato la mia carriera d'insegnamento, nel 2000), ma con scarni risultati: possibili presenze celto-liguri e poi romane, fondazione altomedioevale con castello (qui sotto) autorizzato dal X secolo, poi passaggio ai potentissimi banchieri Falletti di Barolo verso la metà del Duecento. Sotto il Monferrato dal 1486, passa ai Savoia nel 1631, di cui è una contea fino all'ottenimento del Marchesato nel 1730 sotto il potente Gerolamo IV, viceré di Sardegna e capitano generale dei Savoia. 




La pignola burocrazia sabauda ci dà in editti e statuti secenteschi la certificazione dettagliata della tradizione vinicola del Barolo, probabilmente già in parte preesistente. Il proto-marchese, invece, sposa Elena Druent, il cui padre è un borghese potente a corte, e che per qualche intrigo gli impedisce infine di veder la moglie imprigionandola nel palazzo torinese, dove ella "morirà di crepacuore". Palazzo Druent diverrà poi il torinese Palazzo Barolo, per eredità. Anche il nipote ed ultimo marchese, Carlo Falletti di Barolo, sarà famoso soprattutto per la moglie, Juliette Colbert, figlia del primo ministro di Luigi XIV, il Re-Sole dell'età eliocentrista. Colta e raffinata, sarà nota soprattutto per il suo ruolo di protettrice del patriota saluzzese Silvio Pellico, uomo-simbolo del primo risorgimento col suo "Le mie prigioni" (1832). 

La divina marchesa morirà nel 1864; da allora la storia di Barolo si lega a filo doppio al suo vino, l'eccelso rosso piemontese per antonomasia. La povertà contadina di anteguerra della Malora di Fenoglio si tramuta nello spopolamento col boom industriale, fino alla rinascita della viticoltura d'élite dagli anni '80 in poi. E forse è proprio questa la vera natura ermetica del luogo: come recitano copiandosi tra loro i vari siti promozionali, 

"il Barolo vino, che non è come tutti gli altri, fa di Barolo paese una sorta di luogo sacro, cui gli adepti del culto pagano del vino dovrebbero rendere omaggio con un pellegrinaggio."




Per quanto riguarda Boy George (1961 - ), ho ancora meno da dire. Il titolo dell'intervista pubblica prometteva bene, "un alieno ordinario", ma la realizzazione ha lasciato abbastanza a desiderare, per essere eufemistici. Fantastico solo l'interprete e il cappello azzurro del protagonista, meravigliosamente fluo nel susseguente DJ Set. Il riferimento, ovviamente, era al nuovo singolo del 2011, "Ordinary Alien", ma non è stata chiesta ragione di questa fascinazione per il tema extraterrestre del resto comune nella pop e nella tecno music, specie nell'imminenza di questo anno di apocalisse Maya quasi terminata. Ottimo invece il Boy George DJ, che ha chiuso le Collisioni 2012: come al solito, il mio apprezzamento va soprattutto al visual, di grande livello nonostante lo schermo a bassa definizione, stile videogame anni '80. Alle classiche immagini frattali astratte in stile cyberspace (con una preminenza del tema del triangolo illuminato, frequenti manifestazioni di alieni e visioni spaziali) si alternavano gustosi spezzoni filmici - in cover, un frame del Grande Lebowski - e anche una duplice apparizione di Bin Laden e del caro Ratzinger, che fa sempre piacere. Bene, grazie George, ed alla prossima ordinaria Collisione aliena. Se e quando avverrà.



Post più popolari