Dark (K)night




Bane and Melies' Moon: strane corrispondenze...

Sui giornali di oggi, il peggiore incubo di un appassionato di fumetti ha preso vita. Uno psicopatico americano di 24 anni, travestito da Bane, l'arcinemico di Batman creato nel 1993, è entrato nel cinema della premier di "Dark Knight Rises" e ha fatto fuoco sul pubblico, causando 12 morti e oltre cinquanta feriti. Probabilmente è il più grande massacro di ispirazione fumettistica che la storia ricordi: ovviamente, il fumetto originale non è assolutamente responsabile del crimine psicotico dell'assassino, che probabilmente avrebbe avuto altri canali in cui sfogare la sua furia distruttiva. 





Comunque, la notizia non manca di essere inquietante, specie per chi, come me, ha conosciuto Frank Miller e il nuovo fumetto americano proprio da "Dark Knight Returns" (1986), la stupenda graphic novel da cui il film attuale è, molto liberamente, tratto. L'opera conteneva in sé il tema stesso degli imitatori-assassini di Batman, la gang dei "Son of Batman" più singoli psicopatici isolati tra i quali, anche, uno psicopatico odiatore del "Caped Crusader" che finiva per fare una strage in un cinema. Il folle ha dichiarato, dopo l'arresto, di essere il Joker: ma i suoi capelli, tinti di rosso per l'occasione, per quanto siano il colore naturale del folle personaggio (che nel fumetto si tinge di verde), lo avvicinano piuttosto, appunto, allo psicopatico del fumetto.






Un'inquietante coincidenza: ma Batman sembra essere il miglior catalizzatore di bizzarri travestimenti assurti all'onore delle cronache: dai padri allontanati dai propri figli ad eccentriche pratiche private. Purtroppo questa volta l'esplosione di follia è stata decisamente più tragica, e persino il presidente Obama si è mosso per esprimere il suo cordoglio. Non mi resta che unirmi, per quel che vale, alle sue parole: dopo questa dark night il mito di Batman è, indubbiamente, ancora più oscuro.



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