Higgs-terism!


Il Tevatron di Ginevra in tutta la sua oscura bellezza.

La stampa è ricca di notizie fantascientifico-ermetiche in questi giorni. Dopo le rivelazioni di Sara Tommasi sul versante leggero, ecco ora una notizia serissima che però è ricca di fascino per tutti gli appassionati di science fiction: l'higgs-terismo isterico della comunità scientifica nella ricerca di quel famoso bosone di Higgs (attenzione, ovviamente, alle vocali) è finalmente giunta allo sperato risultato. La scoperta del Bosone conferma la Theory of Everything, la Teoria del Tutto che è l'attuale modello standard della scienza: esso è anzi l'ultima particella che doveva ancora essere confermata.

Il Bosone, in sostanza, rompe la simmetria tra il campo elettrico debole e il campo elettrico "forte" di Fermi, quello atomico, riunificando i due estremi in una moderna coincidentia oppositorum alchemica e giustificando la massa delle particelle. Higgs, il suo primo teorizzatore, l'aveva immaginato nel 1964, quasi cinquant'anni fa, ed era divenuto poi famoso, dagli anni '90, come "La particella di Dio", in quanto "pietra angolare" in grado di reggere e giustificare il sistema cosmologico. Higgs, ateo, non amava molto tale definizione: e anche l'articolo originale aveva senso esattamente opposto: il divulgatore scientifico Lederman voleva infatti parlare di Goddam Particle nel suo saggio del 1993, ovvero "Particella Maledetta da Dio" (God-damned), ma una provvida censura creò la definizione di successo.

Personalmente sono sempre stato particolarmente affezionato a tale storia anche perché il 13 settembre 2008, nella data del mio matrimonio, si avviava a Ginevra l'esperimento - con ricercatori italiani - per la scoperta del celebrato Bosone, attorno all'acceleratore Tevatron di copertina o a strutture analoghe. Al tempo, non mancarono i catastrofisti che prevedevano a breve la distruzione del pianeta tramite la creazione di micro-buchi neri: e per chi ama le sinistre coincidenze, non è certo rassicurante che lo studio sia giunto a compimento nel 2012.

   

Dharma e Cern.

A me ha sempre affascinato la ripresa del tema dell'acceleratore in quel grande telefilm ermetico che è Lost (2004 - 2010), dove l'ottagono della Dharma Corporation richiama certo il simbolo dell'I-Ching, ma anche l'imboccatura dell'acceleratore. 




La "ruota magica" di Ben in Lost e quella, realmente attestata, dei bassorilievi maya di Coba.

E il buon vecchio Ben, nello spostare l'isola nello spaziotempo, ricorre ad una ruota ottagonale della civiltà precolombiana dell'isola, che probabilmente avvia un precedente acceleratore tecnologico atlantideo.  Su quest'ottimo forum si ritrovano tutte le connessioni tracciate con maggior ampiezza e cura, e quindi per approfondimenti rinvio qua.


Maria Stella Gelmini e il suo tunnel stellare, da questo geniale sito di parodie.

E se ho scritto, come temo, insigni castronerie sulla parte scientifica per via della mia formazione di stampo umanistico, mi consolo di essere in buona compagnia con l'amato precedente ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini, che aveva sostenuto seriamente che un esperimento di particelle tra Ginevra e il Gran Sasso avesse visto la creazione di un tunnel fisico tra le due estremità.

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