Lione esoterica



Il principale saggio sulla Lyon esoterica, che sottolinea il valore simbolico del Leone.

Ultimo post per un po' di tempo, dato che siamo in procinto di partire per Lione, la capitale esoterica della Francia, che forma un triangolo bianco con Torino e Ginevra (non Praga, come ritenuto di solito, che invece forma un triangolo opposto con Ginevra e Londra). Avevamo già visitato sommariamente la città nel 2008, durante il viaggio di nozze, ma ci eravamo ripromessi di tornare per una visita più approfondita, e quest'anno si è presentata l'occasione. Ho svolto dunque alcune ricerche sull'esoterismo del luogo, ma l'assenza di guide italiane alla città mi costringe a una prima sintesi più approssimata, che spero al ritorno di colmare. Mi è stato comunque utile, oltre alla solita Wikipedia, l'ottimo sito Angolohermes.com, che sicuramente consiglio per approfondimenti iniziatici.


Lugus, il triplice dio celtico della Luce.
Triplice come il triangolo magico bianco.

Legata a Torino oggi anche dalle tormentate vicende del TGV, Lione condivide il riferimento a un simbolico animale sacro della regalità maschile egizia: il Toro a Torino, il Leone a Lione (Ginevre è il polo femminile, anagramma simbolico della Vergine). L'origine del nome in verità è celtica, romanizzato in Lug-dunum, fortezza del dio Lug, Lvx, dio solare della Luce, che del resto ben si sovrappone alla sfinge leonina dei faraoni egizi, incarnazioni terrene del dio sole.

A Torino l'accomuna il fatto di sorgere sulla confluenza di due fiumi, uno maschile e uno femminile: il Rodano e la Saona. Un fatto che solitamente produce una particolare affluenza di duplici energie, maschili e femminili, in un luogo, accentuandone la natura magica.

Fondata dal druido Momoro verso il 600 a.C., viene conquistata da Giulio Cesare nel 43 a.C.. La città è resa capitale della Gallia Lugdunense, e sulla collina poi detta della Croix Rousse viene fondato il santuario di tutte le Gallie, rendendola il principale centro religioso della Gallia romanizzata (il riferimento alla Croce Rossa risale a una croce medioevale di tale colore, di plausibile ascendenza templare).

Verso il 15 a.C. sulla collina della Fourviere, il Forum Vetus, oltre al Foro viene fondato uno dei primi teatri delle Gallie, i cui resti si conservano in parte tuttora. I due centri sacri esprimono anche nelle due alture il dualismo magico lionese.

Nella città nascerà in questi anni Claudio, poi quarto imperatore della dinastia Giulia fondata da Cesare e Augusto, il primo a non essere di origine italica, che nel 54 verrà detronizzato da Nerone, che porterà la dinastia alla sua rovinosa fine. Nel 100 d.C. a Lione sorge anche l'Odeon musicale, sempre sulla Fourviere, segno della prosperità del centro ermetico romano.


Santa Blandina e i Leoni di Lione.

Vicina alla Provenza gnostica di Maria Maddalena (qui sbarcata a Marsiglia), Lione vede la diffusione del cristianesimo con la figura di Sainte Blandine, che viene sottoposta a martirio nell'arena ad opera prima di Leoni, poi di Tori feroci, con un chiaro rimando simbolico alla triade Leone-Toro-Vergine / Lyon-Torino-Ginevre. Il tema figurativo di Blandine è molto diffuso nell'arte francese, trattato anche in figurazioni moderne che sono più esplicite nel riconoscerne la natura simbolica.

Dopo Blandine, la figura egemone della scena lionese diventa Ireneo, vescovo della città, uno dei primi teologi cristiani, e il primo ad occuparsi delle eresie gnostiche che qui erano presumibilmente fiorenti nel suo "Adversos Aeresis" (180-190 c.)


Ireneo di Lione, in tenuta crociata. La casa che brucia sullo sfondo
forse è di qualche eretico impenitente.

Altro importante imperatore lugdunense fu Caracalla, il quale nel 200 d.C. estese a tutti i sudditi dell'Impero la cittadinanza romana, favorendo il consolidamento della cultura romana e classica nell'Europa ancora celtica, benché politicamente, nell'immediato, la mossa non fu sufficiente ad evitare la crisi imperiale.

Col crollo dell'impero, Lione venne occupata dai Burgundi (430) che ne fecero la loro capitale (461), passando poi sotto i Franchi coi Merovingi. Per tutto l'alto medioevo le sue dimensioni sono modeste, ma conserva l'antico ruolo sacrale.

La città divenne infatti lo snodo francese del sacro cammino di Santiago di Compostela, sorto con l'anno mille e i primi fermenti mistici del millenarismo: da qui iniziavano il Cammino iniziatico i pellegrini francesi, sotto la benedizione della Vergine Nera di Notre Dame de Fourviere, antico retaggio della Dea oscura celtica. Già Roi Childebert dei Merovingi aveva portato in città dalla Spagna, nel 547, la reliquia di Sant'Eulalia, istituendo una chiesa che diventerà poi la Comanderia dell'Ordine Giovannita dei Cavalieri di Malta, erede dei templari.

Il perdurare della sacralità lionese contribuì al particolare riconoscimento papale, che nel 1078 rese il suo vescovo Primate delle Gallie, memoria dell'antica supremazia pagana.

Ciò probabilmente contribuì alla centralità anche commerciale di Lione, che divenne il centro nevralgico del mercato tessile, con quattro fiere annue che rendevano pressoché costante il commercio in tale settore (tutt'oggi, Lione ospita il più grande museo dei tessuti al mondo).

Nel 1170, il movimento cataro diede vita in città ai Poveri di Lione di Pietro Valdo, anche detti Valdesi. Il movimento, simmetrico ai "poveri cavalieri di Cristo del Tempio di Salomone", ovvero i Templari, mirava a divenire una mascheratura apparentemente meno esoterica di fronte alle incombenti persecuzioni, e infatti sopravvisse alla grande crociata albigese del '200 fino ai nostri giorni. Poco prima, nel 1168, era attestato il sorgere di una cappella cristiana sulla pagana Fourviere, forse non casualmente vicino all'emergere della grande eresia tardo-gnostica. Su quella prima presenza sorgerà il grande santuario tardoottocentesco.

Nel 1236 abbiamo la conferma dell'edificazione di un convento templare, presenza forse preesistente almeno dagli inizi del '200; oltre alla Rue des Templiers, i templari lionesi controllavano i traffici fluviali della Saona, nei pressi della quale sorge Rue du Port du Temple.

Nel 1245, poco dopo la conclusione della crociata di Simone di Montfort, vinta con la presa di Montsegur nel 1243, a Lione si tenne un primo Concilio Ecumenico per riorganizzare la cristianità. Un secondo venne convocato nel 1274, cui partecipò il santo eremita Pietro di Morrone, poi papa angelico col nome di Celestino V (cantato da Dante, e costretto al "gran rifiuto" dal diabolico Bonifacio VIII). Il mistico papa incontrò i Templari, che si difendevano nel concilio da un primo tentativo di soppressione e fusione agli Ospitalieri, che per il momento fu scampato. Dall'incontro forse nacque una qualche iniziatica alleanza segreta.

Di questo rapporto tra i templari e il papa angelico infatti resta traccia nella centrale Rue des Celestines e nell'omonimo teatro, vicino appunto alla Rue des Templiers. La zona infatti era l'imponente quartiere templare della città, e il teatro sorge al luogo della chiesa dell'ordine: il palco prende il posto dell'altare centrale. Dopo lo scioglimento dell'ordine, a Lione i possedimenti del tempio non andarono infatti solo ai cugini legalitari, i Giovanniti, ma la più parte all'ordine dei Celestini fondato dal Papa Angelico frattanto asceso (e prontamente disceso) al soglio pontificio; e qui rimarranno fino al suo scioglimento nel 1779, passando poi al potere civico, che vi erigerà il laico (e un po' massonico) teatro.

Nel 1307, quando lo scioglimento dell'ordine viene imposto da Filippo il Bello, il suo ministro che si occupa dei templari di Lione è il Chevrier, il "Caprone", forse nome dal significato simbolico. Del Tempio di Lione non si parla molto al processo, nonostante cruciale per i traffici d'Outremer: forse proprio per quello.

Nel 1316, dopo la repentina morte del papa responsabile della loro distruzione (forse per la "vendetta templare") si tenne anche a Lione, sotto l'egida del dominante re di Francia, il conclave che portò all'elezione di Giovanni XXII (papa confermatore della cattività avignonese, il cui nome infatti non fu a lungo ripreso). Non a caso, il conclave si tenne nell'ex convento templare edificato nel 1236.

Nel corso del 1300 si edifica inoltre la cattedrale gotica di San Giovanni, nome caro ai templari poiché connesso alla loro tradizione ermetica. Appare possibile che i mastri costruttori dell'ordine, reduci dalla "crociata di pietra" in Outremer e ormai dispersi, si siano riciclati anche qui nelle maestranze massoniche, influenzandone i potenti simbolismi gotici: in questo caso, ricorrono in particolare le stelle a cinque punte, sulla pavimentazione, riferimento esoterico per eccellenza, connesso al culto templare del Baphomet e alla forma pentacolare del Sigillo, appunto, di Salomone. Il portale gotico, poi, presenta numerose formelle dalla valenza esoterica, su cui mi riservo di ritornare dopo accurata visione.


De l'Orme lascia la sua orma ermetica sulla città.

Il mercato tessile lionese (e forse la memoria dei templari?) attira gli ingenti capitali dei banchieri fiorentini, che importarono a Lione anche il gusto per il rinascimento ermetico diffuso nella loro città d'origine. I fiorentini immigrati a Lione contribuiscono a trasformare la Vecchia Lione, intorno alla cattedrale, nel più grande quartiere rinascimentale d'Europa, almeno per estensione, patrimonio dell'umanità.


Agli inizi del Cinquecento la vecchia Lyon si doterà di una sua specifica e riconoscibile architettura: il grande architetto lionese Filibert de l'Orme (1510 - 1570), massimo architetto francese del periodo, avvia la sua carriera ideando la rete dei Traboules, i passaggi coperti che fanno penetrare nel tessuto urbano della città a partire dalla Rue Saint Jean che si diparte dalla cattedrale. Numerosi segni ermetici caratterizzano qua e là i misteriosi vicoli, tra cui talvolta teste angolari di sapore bafomettiano.

Una unicità costruttiva che non manca, sicuramente, di un richiamo iniziatico nel suo ingresso in un luogo celato e nascosto, quasi un simbolo della "fase latomica" della massoneria templare. Essi erano infatti ampiamente usati dalla corporazione dei lavoratori della seta, i Canuts (canuti, quindi "antichi"?), che ne facevano un'arma determinante nelle loro periodiche rivolte urbane. 

Il Seicento vede, anche a Lione, il fiorire di un culto mariano in chiave antiprotestante, incentrato sulla protezione che la Vergine Nera lionese - una sua nuova statua è creata nel 1630 - accorda nel corso della peste del 1643.

In una città templare come Lione, comunque, è normale che i fermenti iniziatici siano ripresi con forza con l'Illuminismo massonico. Nel 1750, venne iniziato in città il grande esoterista e avventuriero veneziano Giacomo Casanova; nel 1765 il Willermoz, celebre adepto del Martinismo, fondò il suo rito scozzese rettificato, convocando poi nel 1778 il grande congresso di tutte le Gallie che, unendo le logge italiane, francesi e svizzere, tentò di definire per il massonismo continentale la questione della discendenza dei mastri muratori dai santi cavalieri dalla rossa croce. 

Il congresso fallì, e nel 1785, sempre a Lione, un altro grande iniziato, Cagliostro, fondò il Rito Egizio della massoneria, che collegava i suoi misteri addirittura ai mitici creatori delle piramidi. Lo stesso anno Cagliostro avrebbe avviato le sue cospirazioni per creare lo Scandalo della Collana, che avrebbe condotto al tracollo della corona e all'avvio della rivoluzione francese.

Dopo la restaurazione, verso il 1830, la sua natura tessile la rendono il primo centro industriale del paese, con la costruzione di una delle più antiche ferrovie.

Il massonismo ottocentesco celebrerà l'ermetismo cittadino nella statua allegorica della Gloria della Repubblica, posta innanzi alla stazione ferroviaria di Perrache. Per celebrare la salvezza di Lione dalla invasione prussiana del 1870, nel 1872 si avvia inoltre la costruzione di un grande santuario della vergine nera a Fourviere, la collina, sito del Forum Vetus, il Vecchio Foro di Lione, dove un tempo campeggiava il tempio di Cibele. Terminata nel 1884, la basilica ha una insolito stile bizantino, che forse richiama l'orientalismo templare.

Con la prosperità industriale ottocentesca Lione diviene una sorta di nuova Ville Lumiere, simmetrica a Parigi: anzi, più legittimamente di questa, perché ella ospita appunto il laboratorio dei fratelli fotografi Lumiere, che fra il 1892 e il 1895 vi creano il cinematografo, estensione della fotografia come eliografia, "pittura di luce solare". Una delle loro prime opere, l'arrivo dei fotografi al congresso di Lione, è appunto ambientata nella città.

Durante la seconda guerra mondiale i Traboules rendono Lione uno dei centri della resistenza contro i nazisti, qui stanziati nel territorio della collaborazionista repubblica di Vichy. Nel secondo dopoguerra la città continua la sua espansione, divenendo il secondo centro dopo Parigi assieme alla cintura, intorno al milione di abitanti. Nel 1975 l'aereoporto cittadino, secondo della Francia, è dedicato al mistico aviatore Saint-Exupery, l'autore del piccolo principe, anch'egli originario di Lione.

E proprio lì arriverò, dopodomani, sia pure in treno, per iniziare la mia esplorazione dell'ermetica città. Vedremo quanto la visita diretta avrà permesso di approfondire questa sintetica descrizione, per ora un po' teorica, della grande gemella iniziatica della capitale occulta taurinense.

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