44 Mostre In Fila Per 6 Col Resto di 2




Lorenzo Barberis, "Donna in cerca di testa". 
Ma per la fine del post, la troverà.


Con oggi si conclude la quarantaquattresima mostra monregalese a Mondovì Piazza. Una mostra concentrata principalmente in Piazza Maggiore e nelle immediate vicinanze, e ridotta a sei ristretti giorni, forse per effetto della spending review di quel massone di Monti (nel senso buono, eh: “grosso masso”, inamovibile nei tagli alla spesa).

Oppure, per via dell’idea, valida ma ambiziosa, di ricreare un raccolto “giardino dei cinque sensi”, identificati dai disegni di Cinzia Ghigliano, gloria fumettistica nazionale di Mondovì, che ha realizzato anche il bel (e vagamente ermetico) logo della mostra, dove un'enigmatica danzatrice-gallo - bel contrasto maschile-femminile, giocato sull'animale feticcio della ceramica monregalese) - balla su una Piazza Maggiore alla De Chirico, assolata e deserta (c'era anche un gallo vero, tra l'altro, il vero re della mostra, che trionfava orgoglioso in una vetrina: ma prima che potessi riprenderlo è stato fatto sparire da qualche solerte funzionario animalista).



Cinzia Ghigliano

Ad ogni modo, una mostra ricca di cose belle da vedere e ascoltare, ma forse un po' acefala, almeno nella mia percezione, nell'assenza di un senso preciso e definito.


Marco Paschetta alla mostra monregalese del 2012

Non sono mancati però, come al solito, alcuni spunti interessanti: molto valida la mostra di Marco Paschetta, giovane illustratore cuneese emergente sul piano nazionale, ospitata presso l'Antico Palazzo di Città, dove con una bella soluzione grafica i suoi disegni sono stati apposti alle stesse pareti, modificando lo spazio espositivo in una chiave surreale decisamente seducente.


Molto bello e appropriato il dipinto dedicato a San Lorenzo e alle sue stelle cadenti (la mostra è iniziata l'11 agosto, il giorno dopo), una festa che ovviamente mi è particolarmente cara. 


Curiosamente, la bella mostra era poi introdotta da un'altra delle locomotive steampunk che sono uno dei marchi discreti della mostra, presenze metafisiche che stazionavano appunto, come già detto, proprio davanti alla nostra esposizione di "Diabolus in Musica", al portale d'accesso alla mostra stessa. Quella qui presente era una riproduzione in miniatura, che puntava come si vede la sua canna fumaria ripiegata verso l'ingresso dell'esposizione di Paschetta, come una sorta di obice transformabile.


Raymond Wiger

Molto prestigiosa, poi, la mostra di Raymond Wiger, con le sue sculture in filo metallico, leggere ed aeree, esposte presso le sale del Circolo di Lettura, nel Palazzo degli Stemmi.


Kate Christopher Trafeli

Il palazzo degli stemmi ospitava anche un'altra valida artista presentata a Mondovì da una bella mostra de "La Meridiana Tempo", Kate Christopher Trafeli, presente con opere astratte ma anche con le interessanti rielaborazioni del Sacro Cuore, come quella sovrastante, dove il simbolo sembra divenire la fiammeggiante pupilla di una sorta di gigantesco occhio.



Roxy Columbus

Presso il Museo della Stampa era presente invece l'altra artista membro del connubio Christopher+Columbus presentato alla Meridiana, Roxy Columbus, che vi teneva un suo seminario di realizzazioni grafiche, geniali nella loro immediatezza comunicativa. Tra tutte, mi ha colpito in particolare questa efficace ripresa della scritta ermetica presente, appunto, sulla Meridiana di piazza San Pietro a Breo che dà il nome alla vicina libreria e all'associazione. 

Molto bella, sempre nella cornice del Museo, la duplice mostra di Schialvino e Verna, con eleganti incisioni naturalistiche di animali, come questo meraviglioso riccio.


Gianni Verna

Forse, più di tutto, questa è stata la mostra della musica (forse evocata dai Quarantaquattro Gatti...): ogni sera un evento musicale di buon livello, in grado di riempire ogni volta la Piazza Maggiore e, “all’altro capo della spirale”, l’evento della nostra “Jam Session grafica” di cui ho ampiamente parlato negli scorsi post, “Diabolus in Musica”. 



Anche l’artigiano-artista più interessante e nuovo della mostra si distingueva per il recupero dei vecchi dischi in vinile per creare orologi, collane e monili vari, spesso con intersezioni con la ceramica nelle più recenti produzioni.  Questa l'elegante collana che ho preso per la mia dolce metà, mentre qui sotto un teschietto in ceramica che non ho potuto mancare di aggiungere alla mia collezione di trovarobato ermetico. 

E con questo la mostra finisce, e con essa questa mia sintetica recensione in cui ho evidenziato quanto mi è piaciuto. Nei prossimi post, invece, vedrò di tracciare un resoconto, fotografico e testuale, della nostra esposizione, "Diabolus in Musica". Una "contro-mostra" che, devo anticipare, ha per quanto mi riguarda raggiunto un pieno e soddisfacente successo.


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