Art Session


Lorenzo Barberis, "Free Entry... To Hell" (2012)

Conclusa la mostra, posso postare questa "Appendice A Diabolus In Musica" in cui presentare le varie immagini realizzate in questa nostra Jam Session artistica. A cominciare, per introdurre il post, dal disegno da me effettuato per creare un cartello "Ingresso Libero", predisposto il secondo giorno della mostra, per sollecitare i visitatori ad entrare. La parte nascosta, ovviamente, completa la scritta inglese: "Free Entry...  To Hell.", nella migliore tradizione orrorifica.


Lorenzo Barberis, "Pizza Ermetica" (2012), con qualche segno di Marco Roascio.

Tra i vari disegni realizzati nei quattro giorni della mostra, quelli che più mi hanno soddisfatto sono queste due illustrazioni ottenute rimodellando i cartoni delle pizze che abbiamo preso presso le varie pizzerie del quartiere alto. Tutto è cominciato col pezzo qui sopra, dove il grembiulino del pizzaiolo mi sembrava facilmente rileggibile come grembiulino massonico. Dal che il cappellino da cuoco si è tramutato in una mitra, il forno è divenuto alchemico e retto dalle due colonne del Maestro e dell'Apprendista, il piedistallo del pizzaiolo stesso. La pala per infornare è divenuta una spada e la pizza si prestava già a diventare un esacolo massonico, del tipo assunto anche dalla Lega per il Sole delle Alpi.


Lorenzo Barberis, "Cyberpizza Cyberpunk" (2012), con alcuni segni di Laura Blengino.

Ancor più mi ha convinto il secondo tentativo, decisamente underground nel sovraccarico di segni che è venuto a creare. Dopo la lettura esoterica, ho deciso di dare quella cyberpunk: il disegno inizia in basso a destra, dove due gargoile robotici vomitano un flusso di fuoco che, in basso a sinistra, una sorta di pacman antropomorfo catalizza su per la cappa di un camino, attivando  un colossale robot stile Galactus (il pizzaiolo rielaborato) che avvia una leva cosmica e mette in moto una ciclopica ruota meccanica, colma al suo interno di ingranaggi (la pizza), che attiva la My Way 3000, una sorta di motosega che tritura, all'interno di un una semisfera (il forno) elementi rossi non meglio identificati.

Due disegni che hanno ottenuto un certo apprezzamento, e che infatti il "manager" della mostra, l'infaticabile Luca, ha voluto prendere per la sua collezione personale.



Marco Roascio

Naturalmente anche Marco Roascio, il nostro Cabalinguista, è stato estremamente attivo, e ha realizzato o ultimato numerosi pezzi estremamente interessanti, inclusa questa nuova "vetrata" in plastica per lo spazio espositivo "di fortuna" che ci ha accolti.


Fabrizio "Bicio" Curti.

Anche il nostro ospite, Fabrizio Curti, ha avuto modo di fornire un suo contributo all'evento rielaborando una delle banconote da centomila (in facsmile, ovviamente...) portate da Roascio come base per varie rielaborazioni.


La mia rilettura dei disegni di Bicio

Ma ovviamente, dato il clima di Art Session, l'elemento più interessante sono le contaminazioni di stili operate tra gli artisti in mostra e i vari visitatori. Questa, ad esempio, è la mia rielaborazione dei tre disegni di Fabrizio in mostra...


Laura Blengino rilegge Roascio...

Questa, invece, è la rilettura di un disegno di Roascio da parte di Laura...


Qui un dettaglio di una borsa di carta rielaborata da Roascio con contributi miei e dell'artista Matteo Notaro...


Qui un lavoro a quattro mani di Roascio e Giada B sul depliant della mostra del Museo della Stampa...


La mia rielaborazione del disegno fatto da un passante (il segno nero è suo, mio è il segno blu)...




Ovviamente, di tutte le cooperazioni mi piace chiudere con la rilettura che Roascio ha compiuto sulla copertina del mio libro, "I Misteri di Mondovì" (2005), con la bella foto di Sergio Donato Bruno del bafometto di Via Vico 3 (all'altro capo della via dove ci trovavamo, al numero 77). Il volto diabolico viene evoluto da Roascio in una chiave cyberpunk, che riflette l'altro polo dei miei interessi oltre l'esoterismo, la fantascienza, evidenziando così tra l'altro la stretta interconnessione che corre tra i due. Una chiusura, dunque, del tutto in tema con questa mostra "Diabolus In Musica", un'esperienza che spero si possa, in futuro, replicare.

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