Darkest Knight


Visto di recente il nuovo "Dark Knight Rises" di Christopher Nolan (spoiler alert, as usual), il film reso famoso da uno psicopatico americano che, alla premiere del film in USA, è intervenuto sparando sulla folla, come ho già scritto in altro post del blog.

Nolan chiude con questo film la sua trilogia su Batman che l'ha reso famoso, rinnovando l'immaginario collettivo sull'eroe mascherato. Se Tim Burton, nel lontano 1989, aveva rinnovato l'estetica di Batman all'interno del suo gusto weird, Nolan ha spogliato Batman di tutto l'alone di circo dei freaks rendendo il film sempre meno supereroistico in senso stretto.

Ci sono tuttavia degli elementi interessanti nel ciclo di Nolan per la mia consueta rilettura ermetica. 

Come è noto agli appassionati, si sospetta che Batman rappresenti una trasposizione del mito templare: la famiglia Wayne ha infatti costruito Gotham City, città gotica di nome e di fatto, ma i genitori di Bruce vengono uccisi da due criminali, e quindi Bruce decide di dedicarsi alla loro vendetta, stroncando il crimine cittadino. Egli assume quindi un costume che ha l'aspetto di una nera armatura non dissimile da quella dei Cavalieri Teutonici, il braccio germanico del Templar Order.

Un cavaliere nero, dunque (una delle prime definizioni di Batman, assieme addirittura a "caped crusader", Crociato Incappucciato...) che compie una sua lunga vendetta segreta e notturna, mascherando la sua azione "cavalleresca" sotto la copertura della sua attività di "costruttore della cattedrale" tecnologica di Gotham. Lo stesso nome di "Bruce" potrebbe rimandare a King Bruce di Scozia, ove secondo la leggenda i templari si rifugiarono dopo la distruzione dell'ordine, meditando la vendetta contro i loro avversari. Ma, in qualche modo, la corrispondenza risulta un po' forzata e farraginosa: specialmente per l'elemento della "vendetta", profondamente dissimile tra quella personale di Batman e quella "storica" dei Templari.

In qualche modo, potenzialmente, il ciclo di Nolan mette ordine anche su questo aspetto.

Batman Begins (2005) di Nolan esamina le origini del supereroe (al cinema, il suo esordio era stato In Medias Res, e le origini non erano ancora state affrontate) collegandole ad un elemento del mito già fumettistico: Ras Al Ghoul, "Il Signore dei Ghoul", capo della Setta degli Assassini (qui, prudentemente, diventa "Setta delle Ombre", superficialmente resa orientaleggiante, invece che la controparte islamica dell'Ordine),  creato nel 1971 da Neal Adams, ispirandosi al vero nome del leader della Setta degli Assassini islamica, il Veglio della Montagna. 

Nel fumetto, Ras Al Ghoul vuole Batman nella sua setta, senza mai riuscirci: nel film invece (sfruttando anche il mito, introdotto da Miller in Year One, della formazione in Oriente di Batman stesso - sul modello di quella di Ozymandias di Watchmen) Batman inizia proprio come membro della setta, per poi ribellarvisi. 

Questo rende ancor più vicino il mito di Batman al mito del Cavaliere Templare alla Christian Rosenkreutz, che in Oriente apprende dagli Hashashin le loro dottrine marziali e le adegua alle sue esigenze, esattamente come i Templari.

Nel film successivo, "Dark Knight", del 2008, Batman affronta il suo principale avversario, il Joker, altra figura dai potenziali rimandi ermetici. Il Joker infatti, che si identifica con Joker delle carte, potrebbe rimandare alla figura del Matto dei Tarocchi, l'Arcano Maggiore senza numero, elemento di trasformazione irrazionale e incontrollabile. I Tarocchi si affermano, come carte da gioco ma anche simboli magici, nel '300 templare.

Ma, soprattutto, nel film il Joker, pur catturato infine da Batman, riesce nell'intento di distruggere la figura dell'eroe, incastrandolo nell'omicidio del procuratore Harvey Dent (che Batman è costretto a uccidere, essendo questi segretamente il villain Two Faces).

Batman, insomma, da eroe della Città Gothica viene incastrato in un processo-farsa, cui egli stesso non si oppone, e cancellato (Bruce rinuncia infatti a vestire i panni dell'eroe). Esattamente come l'ordine templare.

Il terzo film vede il ritorno della setta degli Hashashin, nonostante la morte del Veglio, sotto il nuovo leader Bane, che riesce nell'intento di rovesciare Gotham e sottoporla al suo dominio; egli formalmente alimenta la ribellione interna contro il capitalismo che governa Gotham, spingendo parte del ceto medio a ribellarsi e mandare a morte gli uomini d'affari che hanno fatto, in verità, la grandezza della città (Bruce Wayne, l'arcinemico, in primis). Egli ambisce però a distruggere totalmente la città, dopo averla umiliata con questa decadenza.

In molti hanno visto in questo un elemento di "fascismo" proprio di questo film di Batman, nell'ostilità contro i movimenti anti-capitalistici che stanno riprendendo forza in questi tempi. E se il processo ai ricchi richiama forse più Occupy Wall Street, il ruolo di Bane mi ha fatto pensare a qualcos'altro ("Fatemi parlare con Bane!" strepita il finanziere che l'ha appoggiato agli inizi.". "Bane non c'entra nulla, non ha potere su questo tribunale, lui è solo il garante della rivoluzione" obietta santimonioso l'autoproclamato giudice popolare del processo farsa). 

Ma in realtà, credo che la teoria sia più vicina alle posizioni dell'ultimo Frank Miller, da 300 in poi (del resto, il fumettista è stato il reinventore di Batman negli anni '80...), anche se meno dichiarata per ragioni commerciali: i "commies" nostrani sono solo utili idioti nelle mani di "terroristi da Oriente", la Setta delle Ombre (cioè degli Hashashin...) che fingendo di appoggiare il "rinnovamento progressista" della nostra civiltà mira alla sua assoluta distruzione. 

Quindi, più che di fascismo, parlerei più di celebrazione assoluta del capitalismo, identica a quella di un film ben più ermetico come "Metropolis" (1926), dove è la folle robotrix dell'Apocalisse a spingere i lavoratori a ribellarsi inutilmente al capitalismo, facendo loro distruggere la loro stessa città.

E, in sottofondo, anche un certo spirito lepantista sommerso ma abbastanza percepibile. Del resto, gli ultimi eventi di questi giorni sembrano confermare che lo scontro tra i Nuovi Templari e la Setta degli Assassini, nonostante la morte del moderno Veglio della Montagna, è lontano dall'essersi totalmente sedata.

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