Guinea Pigs & Science Fiction.


Dopo il post su Futurismo e Futurama mi sono ricordato di un altro argomento che aveva attratto la mia attenzione: la ricorrente presenza delle cavie all'interno della serie, più frequente di quanto verrebbe fatto di pensare.

Ovviamente, la mia attenzione era stata attratta da questo elemento anche in ragione  del fatto che la mia dolce metà si è, ormai da quasi un anno, comprata uno di questi curiosi animaletti domestici. Avevo anche raccolto un po' di dati sulla storia delle cavie, e non escludo a questo punto di pubblicarla in uno dei prossimi post.







Per tornare a Futurama, le cavie ritornano ben quattro volte, legate a quattro personaggi principali. Innanzitutto, il protagonista Philip J. Fry, nel 1988, tenta l'esperimento di lanciare la propria cavia nello spazio in un concorso di scienza per ragazzi, perdendo miseramente, come è ovvio. La cavia venne poi schiacciata nel parcheggio della scuola dall'astronauta Aldrin, giurato del concorso.

Anche il robot Bender lascia intendere di aver posseduto una cavia: in una puntata afferma infatti di non esser mai stato così triste da quando la sua cavia era morta.




Le cavie appaiono poi di frequente come cibo per altri animali (funzione che, del resto, oggi già hanno nell'allevamento di serpenti e rettili, che gradiscono piccole prede vive): Lord Nibbler, in italiano Mordicchio, il cucciolo di Lela in verità emissario alieno sotto mentite spoglie, sbarca sulla terra a cavallo di una cavia che poi si mangia. Lo stesso mordicchio ha del resto le dimensioni di una cavia, e in una puntata in cui Mordicchio lo umilia Fry si lamenta di essere stato battuto da "a space guinea-pig".




Ad un concorso di bellezza per animali, l'inquietante Dave Spiegel, l'animale da compagnia umanoide della felide Fluffers con una notevole somiglianza a Nietzche (rafforzato dal cognome tedesco, "specchio", indice forse del ribaltamento umano/gatto), vince una fornitura di cavie come terzo premio.




Il caso più celebre, tuttavia, è quello legato a Zoidberg, il quale viene catturato con una cavia usata come esca; quando viene imprigionato, grida disperato: "La cavia mi ha ingannato!". La battuta è diventata un meme di internet, indice ovviamente della stupidità del lovecraftiano crostaceo.

In generale insomma possiamo dire che le Cavie in Futurama fanno generalmente una brutta fine, probabilmente per meccanismo cinico-comico della serie, per cui dato un tenero animaletto, la cavia, deve fare tendenzialmente una brutta fine. Le cavie poi sono un elemento tipico della fantascienza, essendo i soggetti per eccellenza di esperimenti faustiani di vario tipo da parte di scienziati folli dell'eugenetica.

Il capostipite è forse Fiori Per Algernon (1959), racconto di Daniel Keyes vincitore del premio Hugo nel 1960, e poi del premio Nebula nell'ampliato romanzo breve del 1966. Algernon è la piccola cavia da laboratorio che viene potenziata in intelligenza fino a superare un basso Q.I. umano; diventa poi l'animale domestico di Charlie, il protagonista umano, il cui basso quoziente intellettivo diviene, con lo stesso esperimento, potenziato fino a renderlo un genio. La morte di Algernon gli svela però che il trattamento è letale, ed è costretto a ritornare alla stupidità.

In verità, Algernon è un topolino bianco, per la maggiore suggestione letteraria del topi stessi, eroi delle fiabe classiche e dei moderni cartoon disneyani. Tuttavia il tema della cavia da laboratorio rimanda di più ai cugini Guinea Pigs, i porcellini d'India, che condividono con noi umani un quoziente più alto, il 98%, del patrimonio genetico.

Sempre topi sono infatti le cavie di "Brisby e il segreto del NIMH", racconto di Robert O'Brien del 1971, vincitore nel 1972 del premio americano come miglior racconto per ragazzi e trasposto in animazione nel 1979 da Don Bluth, suo primo film dopo la fuoriuscita dalla Disney, apparso nei cinema nel 1982. Il NIMH, National Institute for Mental Health, crea dei topi e dei ratti dalle capacità mentali potenziate. Quando spaventati dall'eccessivo successo decidono di ucciderli, questi si organizzano e alla fine riescono a fuggire, salvandosi.

Un Watership Down fantascientifico, dunque, ma precedente: il romanzo della collina dei Conigli è del 1972, l'anno seguente (il film animato, invece, è del 1978 e potrebbe aver ispirato Don Bluth nella scelta del tema). In qualche modo, NIMH razionalizza i roditori "più intelligenti di quel che crediamo" del cosmo disneyano: non tanto Mickey Mouse, che vive in un cosmo dall'alternativa evoluzione darwiniana dove gli umani non sono presenti, ma quelli che, da Cenerentola (1950) in poi, vivono nel nostro mondo, con un tasso di  intelligenza e organizzazione sociale più alto di quello che comunemente gli si attribuisce.

E se i topi di Cinderella, calati nell'eterno medioevo-ottocento Disney, non possono ancora essere potenziati, diverso è il discorso per Bianca e Bernie, i Rescue Rodents e gli altri dagli anni '80 in poi (un caso limite è Basil l'Investigatopo, il topo di Sherlock Holmes, che opera alla fine dell'Ottocento vittoriano). Ma ci voleva Futurama per rendere davvero onore alle cavie, la migliore metafora moderna della condizione umana, prigionieri di un mondo labirintico con il sospetto che sia tutto un gigantesco esperimento alla Lost.


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