Robot (up) Rising



Nonostante il progetto Wundergammer sia defunto da ormai un anno, continuo saltuariamente a testare le novità del social gaming di Facebook, recensendo i casi più meritevoli. Ad esempio, questo Robot Rising, che come già molti hanno scritto innova totalmente le dinamiche del social game. In esso è infatti pressoché irrilevante aggiungere caterve di nuovi amici per farsi inviare materiali, come invece solitamente avviene nei giochi sociali. Un browser game, dunque, più che altro, benché sfrutti l'inevitabile piattaforma di Facebook. 

Il tema del gioco è estremamente semplice: viviamo in un futuro in cui i Robot hanno cancellato gli umani (Terminator docet...). Noi impersoniamo un I.A. che vive su una sorta di piattaforma orbitale sopra la città; con i nostri robot, periodicamente esploriamo il sottosuolo tramite un portale di teletrasporto, e ne saccheggiamo i materiali per espandere la base e creare nuovi robot. 




C'è una blandissima trama che implica la riscoperta di come si è arrivati all'attuale situazione, analizzando come i robot delle Franklin Industries (il massone scopritore dell'elettricità torna sempre buono in questi casi) siano divenuti autocoscienti e si siano ribellati. Da allora tale fazione primigenia, quella della New Bastion, domina il mondo; I.A. isolate devono lottare duramente per sopravvivere ed espandersi. Al nostro fianco, la classica assistente da facebook game, la I.A. ROM, "misteriosamente sconnessa dal computer centrale".  Si genera così un blando elemento di mistery che probabilmente sarà poi abbandonato. Nelle nostre missioni, comunque, raccogliamo antichi hard disk contenenti frammenti di file che poco per volta ci costruiscono il quadro generale della rivolta delle macchine. Ma questo elemento narrativo è estremamente blando, più blando che in altri social.

Quello che è buono è l'interfaccia: ci muoviamo in un 3D reale, graficamente abbastanza accurato per essere un social, con ambienti discretamente complessi e labirintici e abbastanza vari. Eccellente è soprattutto il mecha design, molto ben studiato, che evoca davvero la sensazione di un riuscito clima cyberpunk, agli antipodi dello stile infantile e cartoonesco che la Zynga ha imposto, in modo un po' stucchevole, ai social.

Anche l'elemento dell'"energia", pur presente, è molto meno rilevante che nei social dove viene bruciata in una manciata di secondi (lo scopo psicologico, di relativo successo, sarebbe spingere a comprare ulteriore tempo di gioco a pagamento). Qui invece una carica di energia è sufficiente a compiere tre missioni di difficoltà media, per un tempo di gioco che si avvicina all'ora: un casual gaming, ovviamente, ma con tempi non dissimili da quelli dei videogame tradizionali del comparto.

L'unico elemento negativo è una certa ripetitività del gioco dopo un certo periodo. Vai nel dungeon, ammazza i cattivi, raccogli il tesoro, come in una cattiva partita di D&D in versione cyborg. Ma staremo a vedere. Se Robot Rising riuscirà ad aggiungere elementi di interesse al gioco, potrebbe davvero rappresentare l'antesignano di una rivoluzione del videogame social. Robot (up)Rising, appunto.

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