Meta(De)Physis



Bella mostra di De Pisis vista oggi a Cuneo, presso la sala d'arte della Fondazione CRC.

La mostra si concentrava sui fiori dipinti dall'artista, botanico dilettante e autore di una notevole raccolta campionaria di oltre 1000 elementi, di cui erano parimente esposti degli esemplari.

Un percorso indubbiamente interessante, anche se ovviamente necessariamente parziale sulla complessiva produzione dell'artista, che permetteva però di approfondire questo particolare segmento - decisamente significativo - della sua produzione.

La mostra insisteva sul concetto del fiore non come pura "natura morta", ma come soggetto di un vero e proprio ritratto da parte dell'artista-botanico; io personalmente ho trovato interessante la frequente associazione del vaso di fiori con uno sfondo in cui, abbozzati, si intravvedono altri quadri: una dimensione meta-pittorica che diviene, appunto, meta-fisica.


De Pisis, 1916

De Pisis è indubbiamente autore fondamentale per la comprensione della metafisica, per quanto all'apparenza marginale. In fondo la meta-fisica come corrente nasce a Ferrara, col soggiorno in città di Carrà e De Chirico all'ospedale militare, nel 1917, nel pieno della Grande Guerra (lui aveva già incontrato il sommo maestro nel 1915, comunque, entusiasmandosi della sua nuova arte).

De Pisis si trova ad essere così in qualche modo il "padrone di casa" del movimento, cosa che è segnata anche dal suo nome d'arte, De Pisis appunto, che non può non suggerire un rimando alla Physis, quella realtà naturale che nella metafisica viene superata.


De Pisis, "I Pesci Sacri" (1925)

Innegabile anche una suggestione - de Pis(c)is - all'elemento dei Pesci, elemento ricorrente e sacrale nelle metafisiche nature morte dell'artista (con rimando, ovviamente, al Pesce elemento sacro del cristianesimo, identificativo addirittura del presente Eone cosmico).


De Pisis, "Grande Conchiglia" (1927)

Ad ogni modo, l'arte di De Pisis è certamente meno nota nell'ambito metafisico per la rarità di soluzioni che presentino elementi manifestamente incongrui e surreali, più frequenti nelle opere di De Chirico, del fratello Savinio, dell'alessandrino Carrà. L'unico esempio che mi viene in mente è la Grande Conchiglia, che magnifica dimensionalmente un altro elemento ricorrente del suo mondo marino.



De Pisis, "Mercurio Pittore" (1937)

Eclettico rispetto alla metafisica è anche l'adozione di uno stile profondamente influenzato dall'impressionismo francese, che aveva conosciuto a Parigi (Eugenio Montale, poeta indubbiamente vicino alla metafisica con il suo ermetismo, la definiva "a zampe di mosca"). Non a caso, un dipinto di De Pisis è indubbiamente un ponte tra Metafisica ed Ermetismo, il Mercurio (Hermes) pittore realizzato dall'autore nel 1937, in una rara concessione alla pittura mitologica invece carissima all'italo-greco De Chirico.


De Pisis, "Fiori".

Lo stile impressionistico si adatta perfettamente ai Fiori, tema grandemente dominante dagli anni '40 in poi, fino alla morte, relativamente precoce, nel 1956, in seguito a una malattia nervosa che l'aveva afflitto fin dall'infanzia. Un tema di cui, appunto, la mostra cuneese ci offre un ricco squarcio, permettendo di venir a contatto con un autore solo all'apparenza minore dell'arte contemporanea. 

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