Rettilia



Disegni di Lorenzo Barberis (2012), da anagrammi di Marco Roascio.

Torno a parlare del progetto dell'amico Marco Roascio, "Estemporanea d'Arte a Chiusa Pesio". (Qui il nucleo originario del progetto sul sito dell'autore).

Il titolo, inizialmente legato appunto da una esposizione estemporanea di pittura a Chiusa Pesio, ridente località del monregalese, venne in quell'occasione preso come frase di partenza dall'autore da lui rielaborata in una serie di riusciti anagrammi. 

L'autore ha poi scelto uno di questi anagrammi,"Paracadutereste homosapiens? Eia!", realizzando poi una bellla raffigurazione grafica della frase stessa. Egli ne aveva tuttavia approntati molti altri, pubblicati sul suo sito, e ha proposto a me - come ad altri artisti amici - di effettuare eventuali rielaborazioni del suo progetto. 

Marco ha scelto quell'"Eia", in quanto sardo, come testimonia il logo sulla valigetta dell'hostess: ma a me, non-sardo, ha fatto subito pensare all'appropriazione fascista del termine come presunto "antico grido guerresco italico".

Ho quindi usato alcuni dei molti anagrammi di Marco come titoli di giornali di un immaginario e inquietante "2012 alternativo", in cui il Fascismo è sopravvissuto e "paracaduta homosapiens": i paracadutisti richiamano imprese belliche, e va benissimo; gli homo sapiens richiama l'idea che il nemico non lo sia, che sia alieno; e il che va nuovamente bene. 

Nell'ottica di un rovesciamento, se in questo continuum spazio-temporale gli alieni rettiliani ci hanno segretamente invaso (la cosa è sempre più mainstream, ormai in vista dell'apocalisse Maya ne ha parlato anche Medvedev), nel continuum fascista erano i terrestri a invadere Rettilia. Ne ho elaborato quindi  un breve raccontino, qui, ripromettendomi poi di illustrare i vari titoli-anagrammi in ipotetici manifesti murali.

Ecco quindi, tramite gli ipotetici titoli dei giornali futuri, la guerra tra il Fascismo e il pianeta spaziale di Rettilia. Il fulcro dell'operazione artistica sono i disegni, per cui potete limitarvi a quelli; le annotazioni sottostanti forniscono alcune informazioni sul senso del lavoro, per i più interessati.




Disegni di Lorenzo Barberis (2012), da anagrammi di Marco Roascio.

I. Dichiaratamente usassero epopea!

Il primo titolo che ho scelto di illustrare è questo. Stentoreo e retorico quanto basta per un perfetto slogan fascista per l'avvio della guerra spaziale, che non può che essere un'"epopea", ovvero un impresa epica. Dato che la frase è un invito a usare dichiaratamente il termine "epopea", possiamo immaginare che sia un richiamo del Duce a usare esplicitamente il termine "epopea" per la guerra spaziale, richiamo ripreso dai zelanti giornali fascisti. 

Tra l'altro, quando si potrebbe collocare una simile guerra aliena? A rigore, l'invasione segreta degli UFO inizia nel 1947, secondo alcuni attratti proprio dalle esplosioni nucleari del Manhattan Project e del conseguente attacco di Hiroshima. Visto che però lo Sputnik è del 1957, Gagarin del 1961, l'allunaggio nel 1969, possiamo pensare che il Fascismo spaziale avvii l'impresa verso i tardi anni '60, non prima. Mussolini, per quanto vecchio, avrebbe ancora potuto guidare l'impresa, essendo nato nel 1883.

Immaginiamo anche una terra che unisce gli sforzi nella guerra contro gli alieni: ecco dunque che l'avvio dell'epopea spaziale vede uniti i simboli degli USA, dei nazisti, del fascismo italiano nelle varie astronavi spedite contro Rettilia. C'è anche il papa (contenuto in E-Pope-A) a benedire l'impresa.



II. Chiassosamente adoperiate paure!

Questo titolo mi ha fatto pensare all'uso di un attacco mentale per scatenare paura nel nemico. L'ho attribuito al contrattacco difensivo dei rettiliani, in quanto il fascismo non potrebbe rivendicare di usare armi psichiche poiché troppo "vili" (le userebbe, ovviamente, ma in modo segreto, enfatizzando invece attacchi più "virili").

Nel disegno, dunque, un gerarca e alcuni soldati rettiliani (uno addirittura su una sorta di astronave) stanno alle spalle di un soldato umano che richiama l'urlo di Munch. Il soldato è solo, ovviamente, per sottolineare la sproporzione vile dell'attacco nemico. Il duce studia il mondo alieno di Rettilia tra le sue mani, nella posa del Grande Dittatore.



III. Ahia! Psicoterapeuta emendassero!

Continua la disfatta delle forze terrestri (Ahia!). Il giornale esprime così l'invito ad "emendare psicoterapeuta", scegliendo cioè, direi io, un nuovo responsabile della guerra psichica terrestre. Le truppe rettiliane, soverchianti, continuano a sconfiggere i soldati terrestri sotto la guida dei loro reparti psichici.



IV. Assodai: esperimentatore chapeau!

Viene finalmente trovato un "esperimentatore", ovvero uno scienziato, di cui è assodata la validità (chapeau, ovvero "complimenti", in francese), che infatti saluta sollevando appunto "tanto di cappello" rivolto al lettore. La scena di battaglia alle sue spalle mostra sempre le truppe terrestri sotto attacco: ma la situazione sta per cambiare.


V. Radio-Terapeutiche passano esame!

Quale soluzione potrà trovare lo scienziato? Il titolo suggerisce l'idea di onde "radio-terapeutiche" in grado di proteggere e curare dagli effetti degli attacchi mentali dei rettiliani. Esse "passano esame", quindi dimostrano di funzionare. Lo scontro è ormai in condizioni di pareggio.



VI. Prano-Terapeuta: assediamo chiese!

Il prano-terapeuta può essere sempre il nuovo capo della guerra psichica fascista, che invita i suoi ad assediare le "Chiese" dei Rettiliani. Dato che la lotta sembra incentrata su poteri psichici, le "chiese" rettiliane possono anche essere centri in cui i loro sacerdoti oscuri, dotati di poteri psichici, attaccano gli invasori terrestri. Ciò fa intendere che ormai l'attacco è giunto a buon fine, e restano da espugnare solo più i templi rettiliani, ultimo baluardo della resistenza.



VII. Ipno-terapeuta: adescherò massaie!

L'Ipno-terapeuta è sempre lui, il grande Scienziato, che si ripropone di "adescare massaie". Ne dobbiamo evincere che la guerra su Rettilia è apparentemente conclusa vittoriosamente, e si è giunti ormai alla fase della colonizzazione, per cui vengono reclutate Massaie Rurali-Spaziali.



VIII. Separatamente auspicherai esilio

La guerra, però, non sembra andata molto bene, se alla fine notiamo l'invito "separato" (da intendersi, credo, "in separata sede", segretamente) ad auspicare l'esilio. E infatti il Dottore, da una sorta di palco sopraelevato, pronuncia un discorso con aria accigliata mentre le astronavi si alzano in volo e abbandonano il pianeta conquistato. Possiamo immaginare che stia auspicando, appunto, l'esilio da Rettilia.

Ma perché l'invito, in teoria riservato, dovrebbe divenire un titolo di giornale? Probabilmente perché il regime è entrato in crisi proprio per le eccessive spese belliche, e il governo e l'orientamento dei giornali è cambiato. Quindi, le veline riservate del regime vengono rese pubbliche e ritorte contro lo stesso, ad accelerare la fine della guerra.

Perché? Gli anagrammi di Roascio non ci aiutano a capire il mistero. Forse, come in molte guerre terrestri - anche non, purtroppo, del fascismo spaziale - i costi si sono rivelati superare i benefici: e un'espansione che doveva servire a rafforzare il proprio impero ha causato, in verità, una crisi dello stesso per le eccessive spese belliche non compensate da eventuali ricavi (forse Rettilia era ricca di uranio, o altre risorse naturali). Comunque resta il mistero, come è giusto che sia: lo squarcio su questa dimensione parallela resta parziale.

*

Questa, insomma, la mia interpretazione. Vi erano anche molte altre frasi anagrammatiche della "Estemporanea d'Arte a Chiusa Pesio" che si prestavano a descrivere fasi di questo immaginario conflitto, ma ho deciso di limitarmi a pubblicare questi sette riquadri (altre immagini potranno essere uno "special content" in occasione della mostra fisica, se mai verrà realizzata).

Per ora è tutto. Non c'è più nulla da fare, la guerra è perduta. 
Salite sulla vostra astronave, e abbandoniamo Rettilia.
Almeno per il momento.


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