Biancaneve e il Cacciatore


"Biancaneve e il Cacciatore" (2012) è l'ennesima riedizione di una fiaba classica in chiave gotica.
(Spoiler Alert, as Usual).

Una tendenza la cui più autorevole espressione è il cinema di Tim Burton (non a caso il film sottolinea la continuità con la sua Alice) ma che qui trova un suo prodotto interessante.

Il film infatti è ambientato in un regno chiamato Tabor, come il monte Tabor della tradizione evangelica, dove sarebbe avvenuta la trasfigurazione, poi sede di una roccaforte crociata. Tutto questo contribuisce a rafforzare il misticismo gotico che aleggia fortemente sul film. Di certo, aiuta anche che la protagonista sia interpretata da Kristen Stewart, protagonista del ciclo vampirico di Twilight. 




Un omaggio disneyano nelle foto di promozione del film...

Il suo pallore cadaverico naturale, che ben si adatta a una versione goth della bianchissima Biancaneve, è accentuato dal suo precedente ruolo di aspirante vampira. La sua eterna espressione da vittima sacrificale di un horror movie, poi, si sposa perfettamente all'archetipo della candida e vessata fanciulla.

Tanto che quasi mi auguravo che la resurrezione di Biancaneve avvenga per tramite di un rito vampirico o comunque occultistico: invece, il rito del sangue è solo quello che permette alla regina di assorbire la bellezza di Biancaneve per trasformarla nel suo potere.

L'innovazione è invece meno esoterica, e semplicemente il bacio del vero amore è quello del cacciatore (prevedibile, fin dal titolo...), con cui almeno la principessa non si sposa nel finale, sacrificandosi alla ragion di stato. Invece che il possibile doppio piano occultistico, più interessante (ombreggiato in alcune battute dei nani, usciti di pari passo dal Tolkien dei film: "Prescelta sì, ma a cosa?"), Snow White diventa, più ovviamente, la pura eroina del bene, con tanto di finale alla Joan d'Arc in armatura crociata (quella della locandina), sotto le insegne dei rami del Grande Albero della foresta magica e del Cervo sacro (altri due simbolismi cristologici). Interessante, quindi, ma perfino Harry Potter aveva arrischiato di più, sulla contaminazione tra bene e male, bianco e nero.


Sul trono e nella corona, il sigillo a otto punte del Chaos.


L'inquietante identificazione col Principio Nero in questa bella locandina del film.


Il bagno nel latte (d'Asina) mentre il popolo muore di fame. Citazione di Poppea o qualcosa di più?

A interpretare la strega, una perfetta Charlize Theron, non nuova a film anche esoterici (L'avvocato del Diavolo...) qui a suo agio nelle parti della perfida monarca.

Ella prende il nome di Ravenna (già nell'inglese originale), riferimento forse alla archetipa crudeltà delle imperatrici d'Oriente, come Teodora, la regina di Giustiniano; un riferimento confermato, del resto, dall'amore incestuoso col gemello albino e dal bagno in latte d'asina (in teoria di Poppea, la compagna di Nerone, ma che comunque fa "malvagia imperatrice decadente romana"). Quest'ultimo elemento può rimandare anche al mitico "bagno nel Latte di Vergine" (ossimorico...) ricercato dagli alchimisti medioevali e rinascimentali, costante fonte di rigenerazione diabolica (Il Nero che si traveste nel Bianco: molto alchemico). E del resto, il vampirico bere il sangue di giovani fanciulle rimanda all'occultista Countess Bathory d'Ungheria, il prototipo del mito vampirico femminile.

Molto interessante anche lo Specchio, che ha più l'aspetto di un gong, da cui fuoriesce una sorta di spirito incappucciato, stile Re In Giallo, che non viene battuto nel finale (Snow White fissa perplessa il reperto). 

Un positivo elemento di unheimlich non risolto o il tentativo di tenersi le porte aperte per un trash Snow White II - La vendetta (come la storia d'amore "non chiusa" con il cacciatore)? Sarà il tempo a stabilirlo. E, certamente, i risultati del box office.


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