Car-Nevale 2013



Fotografie di Laura Blengino e Lorenzo Barberis, 2013

Nonostante la neve in arrivo faccia pensare ad un'atmosfera da vigilia natalizia, con la seconda sfilata si è concluso oggi il Carnevale monregalese. Noi abbiamo assistito alla prima sfilata, un rito obbligatorio per i monregalesi doc nell'animo.

Io poi personalmente ho un sentimento ambivalente verso il clima da allegria forzata del carnevale, di ripulsa e fascino al tempo stesso, tra bambini pestiferi, alcoolismo di ordinanza, regolari polemiche sulla sicurezza e sulla reale bellezza della bella monregalese, la regina del carnevale nostrano (quest'anno indiscutibilmente una graziosa fanciulla, come si può giudicare nella foto sovrastante dove è colta in un simil-saluto fascista), freddo glaciale e nevicate di coriandoli.





Però al tempo stesso i carri allegorici sono indubbiamente grandiosi - anche perché ormai li si acquista da Viareggio o giù di lì e a livello locale ci si limita a una minima personalizzazione e riassemblaggio - e lo spettacolo dei carri trionfali è indubbiamente rinascimentale ed esoterico.

Dopo il capofila di prammatica, il carro regale del Re Moro (già lui diabolico, come ho già avuto modo di dire...), segue un carro dedicato direttamente a Satana, tra le grida gioiose di giubilo dei bimbi. Quest'anno un intraprendente ambulante ha poi avuto l'idea di vendere palloncini colorati a forma di animaletti del cuore, creando una simpatica muraglia di minidirigibili ad elio davanti a chi, come me, si diletta nel safari fotografico. Come si vede sopra, Laura ha invece integrato l'elemento nella sua foto, facendo del cavallino gonfiabile un altro destriero del cocchio demonico, al fianco del suo collega dalla più terribile apparenza.




Per staccare, è seguito un secondo carro, anch'esso a tema diabolico.
Formalmente si è trattato di una "regina delle fate",  ma come possiamo ammirare il suo aspetto è decisamente diabolico, oltre che decisamente svestito (forse la prima figura "peccaminosa", almeno a queste dimensioni, al carnevale monregalese?). E poi i due elfi che tiene in mano sono dediti uno al vino, e passi, ma uno decisamente ai piaceri della cannabis. Bacco, "Tabacco" e Venere, la triade demoniaca che rende l'uomo cenere.

Associato al carro di prima, con un bel satanasso cornuto, non ho potuto pensare al carro trionfale dantesco alla fine del purgatorio, dove a un tratto appaiono appunto la bestia 666 e la Donna Scarlatta che è sua compagna (e che per Dante è ovviamente la chiesa di Avignone, distruttrice dei templari).
Ed ecco che sorge una illuminazione, spontanea: e se il carnevale fosse davvero un culto diabolico collettivo, un'inconscia pulsione di questi bravi proletari e borghesi agli antichi culti di Pan? In fondo, gli archetipi junghiani sono duri a morire.




Segue questo curioso carro su un gatto indubbiamente satanico anch'esso, che fuoriesce infuriato da un razzo spaziale, circondato di stelle, soli, lune e pianeti. Non so se sia una celebrazione di Felix, il primo gatto inviato nello spazio nel 1961, molto meno famoso della Laika russa del 1957, o di "The Cat From Outer Space" (1977), uno dei tardi classici della Disney sulla scia di "FBI operazione gatto". 

Forse, semplicemente, è il "cosmic pet" della diabolica coppia vista prima.




Segue - me l'aspettavo, onestamente, pur non avendo guardato i programmi per non rovinarmi la sorpresa: e non mi hanno deluso - l'immancabile carro sull'Apocalisse Maya, con uno iettatorio sacerdote precolombiano che ci guarda ammiccante, come a dirci "Credete di averla scampata, eh? Contenti voi..."




E dopo i Maya, filologico, gli Egizi, dato che entrambi sono accomunati dalla stessa discendenza da Atlantide. Non c'è "Walk Like An Aegyptian" come colonna sonora del carro, cosa che mi ha sorpreso.



Segue un carro di pagliacci e clown burloni che si gettano in grandi bidoni di tossico carburante al grido di "Metti in moto l'allegria!" (forse sniffando benzina, pare il suggerimento). Abbastanza diabolici anche loro, dunque, come il loro re unicornuto.



Seguono, dulcis in fundo, i carri allegorici politici. Sponsorizzato forse generosamente dal Silvio nazionale, il migliore è quello che ci mostra Monti come il capitano di una nave di pirati al servizio della Merkel come ciclopico polipo gigante (progenie di Chtulu, evidentemente).




Per un tentativo di par condicio, c'è anche un carro di Berlusconi dell'anno scorso, già visto e ormai fuori contesto (l'Indiano Berlusconi assalta il carro trainato da Fini come allusione al cosiddetto "assalto alla diligenza", l'ultima richiesta disperata di fondi dei deputati di maggioranza prima del crollo del governo B.). La gente resta perplessa, non capisce. 

O forse il copricapo è un rimando all'apocalisse Maya (anche il sacerdote atzeco, essendo un indigeno americano, è adornato da un incongruo copricapo pellerossa) ad annunciare che il Caymano è il vero artefice della ormai prossima fine del mondo, almeno in salsa italiana. Laura, non potendo evitarli, gioca come al solito nelle sue foto di simmetrie di palloncini.



Chiude la sfilata un ciclopico sommozzatore circondato da animaletti sottomarini alla "In fondo al mar". Anche qui, penso che avrei visto bene la canzone della "Sirenetta" disney, ma un sagace signore di mezza età dietro di me esplica alla moglie il significato occulto del carro: "Vedi, questo è Grillo, che fa la "traversata a nuoto" dello stretto di Messina, ma anche simbolicamente la traversata verso il Governo. Infatti "chiude il carnevale", bon, arriva lui e la festa è finita...". 

Diavolo di un distinto signore in loden, me l'hai fatta, non ci sarei arrivato, sei stato più esoterico di me. Forse la mia ipotesi iniziale era esatta, e non sono affatto l'unico "diabolico" nella folla del carnevale monregalese. La cosa mi diverte, ma quasi mi spaventa.


La mongolfiera travestita da ape che sorvola la città nel Carnevale. Magari è un'Ape Maia.

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