Celestino XVI




E così, con un ultimo colpo di scena, papa Ratzinger se ne va.
L'abbandono del soglio pontificio per vaghi "motivi di salute", annunciato oggi (salvo sorprese) era stato effettuato solo un'altra volta nella storia, da Celestino V, il Papa Angelico, il pio eremita eletto e dimessosi nel 1294, sotto le pressioni di Bonifacio VIII, il suo successore, che forse fu anche il responsabile della sua rapida morte due anni dopo, nel 1296.


Dante Alighieri inserì Celestino V tra gli ignavi, come il misterioso "colui che per viltade fece il gran rifiuto". 
Allora si era nel 1313: Mille Anni dall'Editto di Costantino del 313, ottima data per l'apocalisse, annunciata da quel singolare rifiuto.

l gesto di Benedetto XVI non mancherà di scatenare complottisti di ogni tendenza, dubbiosi di default delle "dimissioni per motivi di salute". I razionalisti-anticlericali collegheranno le dimissioni al Corvo vaticano, alla sua sospetta e pronta assoluzione, a eventuali misteri pendenti sulla testa del Papa come una spada di Damocle e magari usati da oppositori interni per sollecitare un rapido turn-over con persona gradita.

Ma è anche possibile che le cose siano più mistiche di così.
Che le dimissioni del Papa rispondano a una coincidenza simbolica e iniziatica derivante dal periodo fecondamente apocalittico.


Le dimissioni di Joseph Ratzinger vengono infatti a coincidere con l'indomani della "Apocalisse Maya" del 2012, apocalisse che in chiave cristiana potrebbe rimandare ai duemila anni della presentazione al Tempio di Cristo, avvenuta ai suoi dodici anni d'età, la sua prima predicazione pubblica (e, per la teologia, il momento in cui è ormai consapevole di essere il Messia).




E qui entra in gioco la profezia di Malachia.
Il monaco irlandese, scomparso nel 1148, è l'autore di un testo profetico (del 1139) che narra in sintesi le vicende dei papi da Celestino II (un nome che torna), papa dal 1143, fino all'ultimo papa negli anni dell'Apocalisse. In totale Malachia prevede 111 papi, prima dell'ultimo papa apocalittico. L'ultimo, prima dell'Apocalisse, sarebbe appunto Ratzinger.

Malachia si limita a un breve motto per ogni papa, che rimanda al significato del suo pontificato o allo stemma da egli assunto. Il testo è ben congegnato, sufficientemente criptico da potersi sposare ad ogni papa finora succedutosi sul soglio di Pietro. Ma a volte le coincidenze sono così precise da essere inquietanti.

Limitandoci ai papi a noi più noti, quelli del secondo dopoguerra:

Giovanni XXIII, ad esempio, fu "Pastor et Nauta": pastore e navigatore, ed in effetti veniva dal ruolo di vescovo di Venezia, città marinara per eccellenza.

Paolo VI fu "Flos Florum", il Fiore dei Fiori, e in effetti il suo stemma riportava dei gigli, simbolo di purezza per eccellenza.

Giovanni Paolo I fu "De media aetate lunae", della durata media della Luna: e il suo pontificato durò in effetti solo un mese, in circostanza anch'esse pertinenti ai misteri della Chiesa. Curioso che il Papa più misterioso sia anche quello che presenta il motto più rispondente alla situazione reale.

Giovanni Paolo II fu "De Labore Solis", dell'Eclissi del Sole. Più che a un'eclissi materiale, essendo giunti agli con lui agli ultimi tre papi, si può ipotizzare si parli dell'avvento dell'Eclissi cosmica, dell'Apocalisse, annunciata sotto di lui.



Ratzinger fu "Gloria Divae", la gloria divina che si prepara, dopo la battaglia finale di Armageddon. 

Curioso notare che, dodici mesi fa, si diceva che vi era un complotto per far morire il papa un anno dopo: morire non è morto, ma si è comunque dimesso (vedi anche gli scritti dell'insigne teologo padre Pizzarro al proposito).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/complotto-di-morte-benedetto-xvi/190221/

Molti inoltre hanno pensato che Ratzinger fosse il Papa Nero che, per Nostradamus e i Pitura Freska, annuncia l'apocalisse. Infatti nel suo stemma c'è una testa di Moro (di un Re Moro, per la precisione, come quello del Carnevale di Mondovì) e indubbiamente, per il suo forzato passato nella gioventù hitleriana, venne visto dai suoi rivali come un papa "nero" nel senso della destra politica del termine.

A proposito di Mondovì, va detto che la città ha anche un suo segnale apocalittico: mancano solo due ritratti a finire gli spazi disponibili per effigiare i vescovi di Mondovì nel vescovado. Anche se, sempre in chiave monregalese, io propendo per considerare data apocalittica il 2037, duemila anni tenendo conto dell'età di Cristo, 37 anni e non 33, secondo il vescovo monregalese attualmente in carica. Ma quella data potrebbe essere la fine di un processo: invece, le dimissioni di Ratzinger possono essere l'inizio della fine.



Infatti, dopo Ratzinger, stando a Malachia, "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli cadrà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo".

Pietro II, l'ultimo papa, il nome mai scelto dalla tradizione pontificia. Poiché la Roma pagana era sorta con Romolo ed era crollata con Romolo Augustolo, l'ultimo imperatore, lasciando il posto al potere del pontefice, buona norma imponeva di evitare l'hybris del nome del Papa per eccellenza.

Vedremo se il nuovo Papa rispetterà anche lui le buone norme della scaramanzia.
Se così non fosse, io inizierei a preoccuparmi.

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