Monte Paschi, Pasco Monti


La parrocchiale di Pascomonti in una foto d'epoca

L'amico Marco Roascio, il Cabalinguista di cui ho spesso parlato in questo blog, mi ha fatto notare una curiosa coincidenza linguistica tra il Monte Paschi (di Siena, ovviamente), attualmente al centro delle polemiche politiche, e il Pasco Monti (di Mondovì, invece), la più piccola e distante frazione della nostra città, a nove chilometri dal centro.

Marco mi ha chiesto di indagare su eventuali sottotesti esoterici a questa perfetta simmetria linguistica, e non ho potuto fare a meno di accettare la sfida, resa più gustosa dall'apparente marginalità della piccola frazione. Ma se Mondovì è la capitale esoterica, qualcosa di interessante doveva emergere anche lì.

In rete non si trova nulla sul Pascomonti; fino ad ora, almeno, perché adesso questo post colmerà a suo modo la lacuna. Le informazioni sulla frazione sono quindi desunte, principalmente, da "Mondovì fuori porta", il fondamentale saggio di sintesi del professor Billò.

Il Pasco origina la sua importanza già in età romana, in quanto era uno snodo fondamentale della via Sonia romana, una delle direttrici dei traffici commerciali dell'epoca. Pare vi fosse addirittura una stazione di posta e doganale nei pressi. Ancora per tutto il medioevo i traffici tra i porti liguri e l'Europa passavano, in parte, di qui... poi sono sorte altre vie e la zona è declinata, venendo ad essere inclusa nel nascente Mondovì, il Monte Regale, da cui probabilmente il nome (Pasco Montis Regalis). Comunque, data la maggior vicinanza alla Bastia di Mondovì, a lungo il suo nome nel comune fu di Pasco della Bastia.

Le famiglie nobili monregalesi iniziarono a costruire in zona le loro ville di campagne, dato che il luogo era ideale per la villeggiatura: abbastanza distante da sentirsi in vacanza, e abbastanza vicino da tornare rapidamente in centro se necessario. E, ovviamente, all'interno dei confini del libero comune.

Anche i Cordero di Montezemolo, forse gli aristocratici più importanti, crearono in loco una loro torre e una loro cappella. I Cordero sono collegati da alcune leggende al mitico cavaliere spagnolo Francisco Cordero de Dios (Cuore di Dio), che di ritorno dalla prima crociata (1100 c.) si sarebbe innamorato misticamente di questi luoghi, fermandosi qua. Un nome indubbiamente simbolico e graaliano, col suo riferimento al Sacre Coeur, che forse rimanda anche alla precoce presenza templare nell'area.

La cosa curiosa è che la loro cappella dell'Assunta, edificata sul finire del '500, presenta all'esterno alcuni capitelli del distrutto duomo rinascimentale. Uno delle poche cattedrali rinascimentali del Piemonte, edificato nel 1500 e fatto quasi subito distruggere dai Savoia per sostituirlo con la loro cittadella esagonale. Un modo per controllare la città, certo, ma forse anche per umiliarla, distruggendone il duomo, visto che i duchi mal sopportavano gli indipendenti monregalesi. E inoltre, forse, il Duomo di Torino doveva restare l'unico duomo rinascimentale del Piemonte. Senza tener conto che l'architetto della cittadella era un eretico, accusato di aver ordito la distruzione della cattedrale per suoi oscuri intenti. Spostare i capitelli presso la cappella di Pascomonti potrebbe avere il senso iniziatico di una segreta ri-fondazione della cattedrale rinascimentale, ricca di simbolismi alchemici come d'uso all'epoca.

Con la Guerra del Sale, a fine '600, Mondovì venne sconfitta dai Savoia e la Bastia fu separata dal resto del comune per indebolirne le difese. Il Pasco però rimase col comune, e assunse gradualmente il suo nuovo nome. Nel '700, con la moda delle villeggiature, si intensificò ancora la presenza di case nobiliari, e venne gradualmente eretta anche la Parrocchia, su una precedente cappella, fino a inaugurarla a inizio dell'800. Una chiesa decisamente sontuosa, con una facciata ampia e vagamente rinascimentale nell'impostazione.

Un'altra cosa curiosa è però il fatto che il Monte dei Paschi abbia aperto anche una sua filiale in Mondovì, negli anni 2000. E che la sede sia stata collocata nel luogo dell'antico Ospedale dei Templari,  sede degli antichi cavalieri nella Mondovì delle origini, poco dopo che questo era andato distrutto misteriosamente, nell'arco di una sola notte (come Atlantide), nel 2003. 

E oggi che il Monte Paschi ha assunto un ruolo così centrale nella campagna elettorale, anche il perfettamente simmetrico Pasco Monti assume un possibile nuovo significato, in una lettura ermetica. Infatti, "Pasco Monti" può anche essere letto come "nutro, alimento Monti": e indubbiamente il centro di Monti, figura altamente esoterica (Bilderberg Group, presidente della Trilaterale...), si pasce, si nutre della crisi di voti della sinistra. Tra l'altro, il notorio sponsor di tutta l'operazione del centro tecnico è l'ex presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, anch'egli proveniente alla lontana dall'illustre famiglia monregalese.

Naturalmente, tutte queste sono solo bizzarre coincidenze, e non si può certo affermare che siano tutti segni di un esplicito piano disposti secondo un preciso rito onomantico. Ma indubbiamente la simmetria perfetta tra Montepaschi e Pascomonti rimane indubbiamente interessante.


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