Politicomics


Bers-Man e i Terribili Cinque


Le elezioni politiche si avvicinano: due settimane circa e saremo alle urne, per decidere di chi governerà il paese nei prossimi cinque anni (in teoria).

Lascio ad altri blogger analisi seriose e dettagliate; per conto mio, ho deciso di analizzare  un aspetto curioso che ha riguardato esclusivamente i due schieramenti di sinistra, la sinistra radicale di Ingroia e il centrosinistra del PD.

Ha cominciato per primo il PD, con la riuscita campagna elettorale per le primarie, in cui si è vista per la prima volta una competizione vera.

La scelta è ricaduta sui Fantastici 4, estesi a Fantastici 5 per l'occasione, essendo cinque i candidati. Una scelta tutto sommato azzeccata, poiché i Fantastici 4 sono il primo fumetto supereroistico "corale", ideato da Stan Lee e Jack Kirby per la Marvel nel 1961, inaugurando la nuova stagione dei "supereroi umani" tipica di questa casa fumettistica (in opposizione ai granitici eroi della DC Comics, su tutti la triade Superman, Batman, Wonder Woman). Supereroi quindi più "di sinistra", democratici, in opposizione ai rocciosi individualisti "repubblicani", vestiti dei colori della bandiera, come Superman, o addirittura dalle pericolose suggestioni fasciste, come Batman. L'adozione delle immagini del film, e non del fumetto originale, è dovuto probabilmente all'esigenza di avvicinarsi a un più vasto pubblico, che certo non conosce le strip degli anni '60.



Del resto il PD non è nuovo a questo gioco comunicativo sul fumetto: alle scorse elezioni aveva fatto ricorso alla semplice adozione del balloon, utilizzandolo per "dare voce" ai militanti del partito come simbolo dell'Italia concreta, reale. Oggi si spinge ad un utilizzo dell'immaginario fumettistico e supereroico, certo suggestionato anche da quanto avviene nella vincente sinistra USA, dove il presidente Obama ha incassato l'appoggio di Spiderman, il più noto eroe Marvel (che, anzi, è stato addirittura reinventato, ultimamente, in un giovane Spiderman nero ispirato a Obama).



Anche il PD, comunque, ha continuato il lavoro intrapreso con le primarie in queste elezioni, usando (anche) i fumetti, sia pure più sotto-tono, con un Bersani in versione Bers-Man contro i Terribili Cinque competitors di destra, tecnocrati, populisti, giustizialisti, iperliberisti e lasciamo perdere.

Ovviamente molti hanno parlato, al tempo, di questo esperimento del PD.
Nel fare le loro associazioni, però, i pubblicitari del PD hanno compiuto un'evidente operazione di satira, voluta o meno, che non mi pare sia stata colta sui vari blog, e riporto quindi qui.

Bersani, il segretario uscente, vincitore delle primarie e simbolo dell'ala centrista del partito, è raffigurato come il roccioso La Cosa, noto per il suo scorbutico pragmatismo (ad usare un potente eufemismo), una associazione dunque riuscita. "La Cosa", del resto, era il nome del PCI prima di diventare PDS (e oggi PD); quindi, un nome azzeccato per il segretario.

Renzi, lo sfidante di "destra interna", giunto al ballottaggio a un buon 40% dei voti, è rappresentato come il focoso Uomo Torcia, uno strafottente bulletto di periferia con infiammabili superpoteri: anche qui, una perfetta caricatura del personaggio.

Vendola, lo sfidante dell'ala sinistra, giunto al 15% dei consensi, è Mr. Fantastic, il flessibile frontman del gruppo, in grado di allungarsi fino a dimensioni spropositate. Potrebbe sembrare un'allusione alla necessità per Vendola di stiracchiare a dismisura la propria ideologia per adeguarsi a fare la "sinistra interna" del PD.

Laura Puppato è la figura femminile, rimasta ancorata a basse percentuali, che è associata alla Donna Invisibile, dato che aveva lamentato di essere ignorata dai media.

Tabacci, esterno al partito, è associato non a uno dei quattro fantastici, ma a Silver Surfer. La cosa sembra una larvata presa in giro, poiché Silver Surfer, araldo del sovrano galattico Galactus, è il superuomo più potente del cosmo marvelliano (citato anche da Alan Moore nel suo Watchman, nel semidio Dr. Manhattan). Tabacci, invece, ha raggiunto poco più dell'1 per cento, un risultato prevedibilmente non esaltante per questo, in fondo simpatico, poco carismatico burocrate ex-democristiano.

Naturalmente online si sono sprecate le parodie di questa comunicazione del PD, ritravestendo i magnifici cinque con le vesti dei Power Rangers, della Famiglia Addams, dei personaggi di Lupin III o dei Teletubbies, e numerose altre che non ho riportato.





Ovviamente, le parodie sono gustose, ma dimostrano anche che l'operazione PD è tutto sommato riuscita nel far parlare del partito e dei candidati, contribuendo (in minima parte, ovviamente), al successo delle primarie del partito nel comunicare l'idea di dinamicità opposta all'immobilismo della destra.



La campagna di Ingroia appare più raffazzonata, e si limita a mettere come sponsor politici del movimento alcuni volti noti del fumetto e dei cartoni animati. La cosa curiosa è che molti dei personaggi (non necessariamente dei loro autori) utilizzati sono in verità, nella fiction, espressione di un'ideologia di destra.

Capitan Harlock (1976), ad esempio, è un'opera eccelsa del valido Leiji Matsumoto, ma esprime il revanscismo dei giovani nostalgici di destra nipponici contro l'umiliante sconfitta nucleare nella seconda guerra mondiale. Leiji è uno pseudonimo e significa "Guerriero Zero", come i kamikaze del secondo conflitto mondiale; il nonno, Phantom Harlock, era un pilota al servizio dell'aeronautica nazista, e il suo discendente Harlock disprezza il pavido governo terrestre con motivazioni simili, qui in Italia, all'eversione di destra, che fece di Harlock un suo simbolo (in questo caso, a differenza ad esempio di Tolkien, senza troppe forzature).




Similmente, il Gruppo TNT (1969) di Max Bunker e Magnus è indubbiamente un collettivo politico, ma non certo di sinistra: è anzi una parodia di quella zona grigia dei servizi deviati anni '60 e '70, sempre all'opera in qualche affare poco pulito per i misteriosi referenti militari del Numero Uno, il vegliardo a capo della banda. Otto Grunf, il più efficiente del gruppo, è vistosamente un (simpatico, nella fiction) neonazista, con magliette inneggianti al movimento hitleriano.


In quanto ad Homer Simpson, da buon americano medio ha simpatie politiche altalenanti, e pur essendo un vorace sottoproletario americano, non è etichettabile tout court come repubblicano. Però ecco, come responsabile di centrali nucleari non lo trovo esattamente affidabile, come sa chiunque abbia visto anche solo una puntata del cartone animato (eremiti esclusi, dunque).


Il masochismo di sinistra (forse voluto, a questo punto) giunge al vertice assumendo come testimonial no-TAV il perdente per eccellenza dei cartoni animati, Will E. Coyote, la cui gag preferita è quella di farsi schiantare da un treno non appena insegue l'odiato Bip Bip all'interno di una galleria. A questo punto, invece di scomodare Tex, si poteva assumere direttamente Toro Seduto come beneaugurale rappresentante per i diritti delle minoranze.



Già, Tex e la Bonelli, il caso più spinoso. Uno dei pochi volti credibilmente di sinistra tra gli eroi del fumetto, Dylan Dog (non però Tex, della stessa editrice...) ha attirato le legittime censure della casa editrice italiana, che ha intimato di rinunciare al suo utilizzo. Critica motivata, per carità, soprattutto perché la Bonelli ha sempre giustamente voluto tenere i suoi personaggi distanti dalla politica, per parlare in modo più efficace a tutto il pubblico (in USA, come abbiamo visto, non è così). Ma è anche famosa l'abilità della Bonelli di saccheggiare (a fini commerciali, e non politici, ovviamente) l'immaginario collettivo, certo per reinventarlo a suo modo, ma con debiti vistosi nei confronti di film, fumetti e letteratura. Da cui, la risposta di Ingroia, per una volta azzeccata:


Groucho Marx è infatti divenuto, in Bonelli, la spalla di Dylan Dog, nei panni di un attore folle che lo interpreta costantemente. Anche se, in teoria, nel 1986 i diritti del personaggio (morto nel 1977) non erano forse così pacificamente esauriti, come sostiene qualcuno.

Insomma, concludendo, cosa emerge da questo uso dei fumetti nella politica a sinistra? A parte le ingenuità o meno nell'uso delle citazioni (abbastanza sagace il PD, più confusionario Ingroia), c'è dietro forse l'idea, sempre più pervasiva (e non solo italiana, come visto) che i lettori di fumetti siano tendenzialmente "di sinistra" (indipendentemente dal fumetto adottato), in opposizione alla telecrazia berlusconiana che da vent'anni è associata alla destra.

In fondo, l'attuale PD segue, su questo, una lunga tradizione fumettistica delle (innumerevoli) sinistre, dalle vignette anticlericali ottocentesche al Politecnico (1947) di Vittorini, da Linus (1965) a Il Male (1977) e Frigidaire (1980), fino alle più istituzionali attenzioni di Veltroni dagli anni '90 in poi, tra una videocassetta dell'Unità e una figurina di Piazzaballa.

E oggi forse Bersani, "La Cosa" emersa dalle primarie, potrà rispondere all'annoso quesito simbolo di tutte le oziose domande da nerd fumettofili:


"Ma alla fine, è più forte Hulk o la Cosa?"

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