I Governi di Schroedinger


Schroedinger, che come si vede è identico a Philippe Daverio, anche nel look

In questo blog ci si occupa di rado di politica; ma la situazione costringe a farlo.
Non perché "il momento è difficile per il paese, etc. etc.", sia chiaro.
Ma perché si profila una stupenda situazione esoterica.
Non solo due dei contendenti sono una manna per le speculazioni esoteriche, interessanti ma ormai scontate
(Berlusconi per la P2, Casaleggio per i documentari di Gaia: più che due clown, due occultisti...),
ma lo stesso governo che si profila è esoterico nella sua forma.
Il Governo di Schroedinger.

Come è noto, Erwin Schrödinger (1887 - 1961), foto in copertina, è un eclettico scienziato austriaco, nobel nel 1933 per una delle due grandi tesi sulla quantistica, opposta a quella del principio di indeterminazione proposta invece da Heisenberg. La sua concezione della quantistica gli venne ispirata dal suo profondo studio dei tesi e viene spiegata al popolo con la nota allegoria del Gatto di Schroedinger.

Diamo la parola direttamente a lui:

Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l'evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono degli stati puri, ma miscelati con uguale peso.

In sostanza, dunque, a parte il bizzarro umorismo germanico del 1933, il gatto è sia vivo sia morto all'interno della scatola, finché essa non viene aperta. Il Gatto divenne una citazione particolarmente amata dal mondo della fantascienza, entrando in una miriade di citazioni letterarie e filmiche.

Veniamo ora alla nostra politica. In cui sono possibili, non uno, ma due governi di Schroedinger.

Fino a ieri, pensavo che non vi fossero molte opzioni: abbiamo tre grandi schieramenti, 5 Stelle, PD, PDL. Di questi, il PD che ha vinto la maggioranza alla camera è l'unico indispensabile a formare un governo, mentre al senato, complice quel porcellum di Calderoli (nel senso della sua legge elettorale, sia chiaro), nessuno governa da solo.

Grillo aveva respinto l'idea di votare la fiducia a un governo di minoranza Bersani, quindi restava solo l'opzione di un governo PD-PDL, che è il sogno di Grillo stesso, permettendogli di dimostrare definitamente che PD-L e PD+L sono la stessa identica cosa. Un governo del genere però, per paradosso, avrebbe una enorme stabilità: perché non appena si andasse alle urne PDL, e soprattutto PD, verrebbero polverizzati. Oltretutto vi sono molti nuovi onorevoli - o Cittadini? - e quindi la spinta alla conservazione sarebbe resa più forte dalla necessità di durare per beneficiare più ampiamente delle provvidenze parlamentari. In cinque anni, poi possono cambiare molte cose (o le si possono far cambiare...).

La situazione è quella del Governo di Scroedinger: il governo nasce e i partiti che lo compongono vanno al governo; ma non appena la scatola viene aperta, non appena si torna alle urne essi sono cancellati, a meno che entro cinque anni non cancellino in qualche modo l'altra opzione.

Un'alternativa radicale sarebbe proporre il governo a Grillo e votare un governo di minoranza ai Cinque Stelle: ma su questo ovviamente Bersani avrà resistenze interne del PD.

L'unica alternativa che sta circolando in rete si trova qui:

http://xmau.com/notiziole/arch/201302/008323.html


"In realtà una soluzione ci sarebbe, sfruttando l'indubitabile inventiva italiana. Se non ricordo male la fiducia si dà con appello nominale in ordine alfabetico e voto esplicito. I rappresentanti pentastellati se ne stanno vicino alle porte e contano: per ogni pidiellino che non vota uno di loro vota contro (o si astiene, che tanto come ho detto è la stessa cosa) e alla fine i conti tornano. Più che altro, però, mi stavo chiedendo cosa dice esattamente la Costituzione al riguardo. I primi tre commi dell'articolo 94 recitano:

(1) Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
(2) Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
(3) Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Da qua evinco che il governo è in carica dalla sua formazione, e che si deve presentare alle Camere. Se al Senato si continua a non avere il numero legale, l'obbligo di presentazione è stato comunque assolto; ed è vero che non avrebbe la fiducia delle due Camere, ma non è nemmeno stato sfiduciato. Un governo di Schrödinger, oserei quasi dire."

Se uno fa l'esegesi poi dei discorsi grilliani, notiamo che a "dove si collocherà in parlamento, a destra o a sinistra?" ha risposto in sostanza "ognuno dei miei cittadini dietro a uno dei loro parlamentari, per controllarli". In pratica, un possibile sibillino riferimento alla particolare Exit Strategy chiarita sopra.

Un altro possibile Governo di Schroedinger, con in più la possibilità di realizzare una serie di simpatiche comiche: il senatore PDL esce e quello Grillino rientra, allora il senatore PDL si affretta a rientrare ma il grillino è già sparito, e così via. Una scena degna del miglior Benny Hill.

http://www.youtube.com/watch?v=TKh3-sS96s4

E "V for Vendetta", il modello grilliano, aveva già previsto tutto.

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