New I-Deal




Marco Roascio, "Carnival Time 1653 - 2013"

(Oggi insediamento del nuovo Papa. Una celebrazione eclettica dalla Mondovì ermetica, con questa mia analisi del nuovo lavoro di Marco Roascio).

Il discorso sull'Identità contemporanea avviato da Marco Roascio con il suo dittico PDF (2013),  dedicato al “Sogno dell'Impero” (e di cui ho scritto qui sul blog e su Cuneiforme), è rispecchiato dualisticamente anche in questo nuovo dittico del “New I-Deal”, che va ad analizzare il “Sogno del Papato” colto nell'attuale transizione.  

Anche qui, come in PDF, abbiamo infatti un dipinto rilettura di un classico della storia dell'Arte,  mentre un altro reinterpreta una moderna immagine fotografica. Se nel caso dell'Impero il riferimento era più, per certi versi,  all'Identità occidentale nel suo insieme, il lavoro sull'archetipo papale va a intersecarsi soprattutto con l'identità più specificamente italiana. 

Non solo per la natura intimamente “cattolica”, in senso lato, del nostro paese; ma anche per la singolare identità (di nuovo...)  che si è venuta a creare tra la Roma spirituale e quella temporale in questo apocalittico 2013: entrambe sguarnite di tutela, la prima per le singolari dimissioni del pontefice, la seconda per lo stallo attuale della politica nazionale. 

La fine del Sogno del Papato (di un'idea illusoria di papato, spiazzata dalle dimissioni) è celebrata modificando il Carnevale Romano di Jan Miel, del 1653. Già l'originale è curioso, con una sorta di antico ingorgo stradale, con le guardie svizzere investite da un tamponarsi di carri allegorici (a loro volta, elemento centrale dell'Identità del carnevale di Mondovì, dove Roascio risiede).


Nella riedizione cabalinguistica dell'opera i costumi dei personaggi dei due carri sono arricchiti di dettagli, pennacchi ed ammennicoli vari, con una particolare attenzione a dotarli di nastri, fasce e bande tricolori. Particolarmente ributtante è il panciuto conducente del carro di destra, che rutta tronfio nelle sue bretelle rossoverdi; ma anche il carro di sinistra è affollato da una pletora di personaggi ridicoli, che paiono battibeccare sterilmente tra loro mentre l'ingorgo blocca la via della capitale. 

Un riferimento, forse, al singolare impasse prodotto dallo stallo parlamentare e dalle dimissioni presidenziali incombenti, che unite alla inusitata dimissione papale hanno prodotto delle poco piacevoli “Vacanze Romane”.  Nella caotica immobilità degli attori, le rovine sullo sfondo proliferano nel quadro moderno in un gigantesco cantiere permanente di babeliche Grandi Opere; mostriciattoli meccanici occhieggiano qua e la, 
famelici e curiosi: un'altra efficace allegoria dell'attuale identità italiana, soffocata sotto ondate di cemento. 

Il caos edilizio, gli ingorghi stradali, l'eterno carnevale incombente: Roascio ci mostra insomma con diabolica precisione non solo una perfetta sintesi dei vizi italici, ma ci conferma, quasi manzonianamente, come tale identità negativa abbia radici profonde, cogliendola con pochi tratti in un'opera storica apparentemente 
lontana da noi.




Marco Roascio, "New I-Deal" (2013)

La seconda opera mantiene una certa "identità" con l'opera precedente: l'alta colonna romana del quadro di Miel diventa il campanile di Sant'Andrea di Savigliano (elemento evidente di "identità" territoriale, essendo fra le più antiche chiese attualmente conservate del territorio cuneese, struttura del 1000 e affreschi del '200).

Avviene però una trasformazione molto simile, per certi versi, a quella di PDF: anche qui, non solo a un quadro segue una foto come oggetto di revisione,ma gli affollati personaggi del quadro vengono sostituiti da una scena vuota, e la struttura centrale che permane identica, muta però nella struttura:come la tenda circolare di Costantino diveniva un gazebo a base quadrata, la colonna romana diventa una torre campanaria quadrangolare.

Una "quadratura del cerchio" che crea una certa "identità" non solo tra le due immagini del dittico, ma anche tra i due dittici stessi.


Tuttavia, simmetricamente, se il desertificarsi della scena di "PDF" in "Spazi Aperti" rimandava alla crisi dell'idea di impero, nella povertà oggettiva del gazebo, qui lo scorcio prospettico della foto sottolinea lo slancio verso l'alto del campanile, che viene accentuato dall'inserimento di vari aggetti e propaggini dall'aspetto hi-tech che rinnovano l'apparente tradizionalismo del gesuitico barocco piemontese. Un rimando, forse, agli impulsi positivi suscitati dal rinnovarsi netto, questa volta, dell'Identità ecclesiale, con una scelta almeno al primo impatto di innovazione e rottura; a cui, specularmente, rimanda un rinnovarsi simile dell'Identità politica del paese, certo più effimera ma, comunque, significativa.

Agli elementi negativi dell'Identità evidenziati nel primo dipinto si oppone dunque qui il polo positivo: la ricca tradizione artistica italiana, che affonda le sue radici proprio anche nella presenza della chiesa, da cui trae origine anche il grande design italiano, evocato dalle futuristiche strutture che si dipartono dal campanile, che nel loro aspetto di hi-tech cibernetico evocano anche la necessità dell'Innovazione informatica, elemento un tempo della nostra identità (la gloriosa Olivetti di Ivrea, all'avanguardia nel settore negli anni 1960).

Un New I-Deal, dunque: nel duplice senso di una New I-de/ntity sotto il profilo sia etico (Ideal) sia cyber-economico (I-Deal, come nelle applicazioni Apple).  Un rimando, forse, al momento più positivo della nostra Identità recente, l'Italia del Boom, che seppe ricostruirsi dalle macerie della guerra e della dittatura in un New-Deal italiano, mentre anche la Chiesa, con un grande Concilio, il Vaticano II, mostrava lo stesso slancio di rinnovamento a livello Ideale. Un'Identità oggi forse più evocata che realmente presente, e forse anche per questo la scena è ancora deserta, più un auspicio che una realtà.

L'ingorgo tra carro destro e sinistro ha finito per far rotolare per terra le guardie svizzere che scrutavano distanti gli sterili giochi carnevaleschi,  ma il nuovo Carro Allegorico deve ancora arrivare.  Spazzata via, auspicabilmente, l'Identità negativa del primo quadro, quella nuova è ancora da ricostruire.                                                                                                                              

Post più popolari