New Pope Order


Un post scontato, ma quasi doveroso per un blog ermetico come questo.

Habemus Papam.
L'argentino Jorge Bergoglio.
Quasi Jorge Borges (o Jorge da Burgos di Eco).

Francesco.
Primo del nome.
Primo papa gesuita.
Primo papa del Nuovo Mondo.

In più di un senso, forse, dato che è l'ultimo papa, almeno secondo le profezie di Malachia.

Gli addentellati esoterici non si contano.
Bergoglio è nato in Argentina nel 1936, ed entra nell'Ordine nel 1958, ad appena 22 anni.
Prima di aderire all'ordine, inoltre, aveva fatto studi di chimica. Un papa alchimista (non sarebbe il primo).

Inoltre, il Papa è argentino, ma il padre è di origini italiane, come denuncia il cognome.
Anzi, piemontese; anzi, di Asti.
E Asti era l'antica diocesi da cui dipendeva Mondovì, prima del distacco del 1388.




Le connessioni con Mondovì non finiscono qui.

Come Cardinale, Bergoglio porta il titolo di San Roberto Bellarmino, prestigioso per un gesuita.
Si tratta infatti del gesuita inquisitore di Galileo Galilei, e ancor più dei Rosa+Croce; il plenipotenziario,
nel 1600 nella lotta contro gli esoteristi e gli eliocentrici (in sostanza, coincidenti).

E Bellarmino, a sua volta, aveva iniziato la sua carriera insegnando a Mondovì.



Andrea Pozzo, San Francesco Xaverio a Mondovì.

Il nome assunto, inoltre, dal nuovo Papa è quello di Francesco I.

Tutti fanno riferimento a Francesco d'Assisi, ovviamente, a cui Ignazio da Loyola si era del resto ispirato; ma a livello iniziatico, un papa gesuita che assume tale nome fa pensare piuttosto a Francesco Xaverio, braccio destro di Loyola e suo plenipotenziario per ramificare l'Ordine nei quattro continenti allora noti, mentre il maestro si occupava dello scenario europeo.

Ora, la più importante chiesa dedicata a Francesco Xaverio si trova a Mondovì.
Edificata nel 1666, affrescata dal massimo pittore dell'ordine, padre Andrea Pozzo
(da cui questo blog prende, in parte, il suo nome).


Il volume (isolato) che accusa l'attuale pontefice.

I siti anticlericali, in queste ore, stanno rispolverando le vecchie accuse contro il nuovo pontefice.

Superiore provinciale dei gesuiti in Argentina dal 1973 al 1979, l'attuale papa si era trovato a vivere il momento delicatissimo del golpe di Videla, e - dopo avvertimenti di lasciare il paese - avrebbe espulso dai gesuiti due sacerdoti vicini alla teologia della liberazione, caduti così sotto le grinfie del regime. 

Difficile dire, però, che tale mossa sia stata compiuta per convinta adesione al regime, e non piuttosto per la prudenza di tutelare l'Ordine. La maggioranza dei testimoni, comunque, depone in suo favore.



Nel 1992 comunque Bergoglio diviene arcivescovo di Buenos Aires, attuale titolo prima del papato, e ottiene fama di vescovo progressista, per una certa insofferenza agli ossessivi perbenismi moralistici della destra ecclesiale europea e un pauperismo autentico e non di maniera; era stato il candidato della "sinistra ecclesiale", per così dire, nell'ultimo conclave, in cui era emerso invece Ratzinger. Egli stesso aveva  allora scoraggiato i suoi sostenitori dal portare l'assalto finale al prefetto della difesa della fede di Woytila, attendendo l'attuale arroccamento della curia su un papa italiano, inaccettabile ai più.




Il nuovo papa ha inoltre fin da subito rimarcato, in modo ermetico, la sua provenienza dall'Argentina, dicendo "avete eletto un papa che viene dalla Fine del Mondo". Ovvia allusione al ruolo apocalittico del suo papato, anche se le piramidi non sono quelle Maya, arcinote, ma quelle dei vicini Incas, incentrati nel vicino Perù ma estesi ai tempi anche nella "terra d'Argento".

Vedremo ora quale stemma assumerà da pontefice: quello da Cardinale, "umile ma eleggibile" (e difatti), sovrapponeva il sole giallo incaico della sua nazione, l'Argentina, col sole gesuitico, mentre la croce sullo sfondo è a punta, e dunque - almeno tarologicamente - è una spada.



Neo Gesuita, in Matrix.

Del resto, si attendeva per l'Apocalisse un Papa Nero, e in un certo senso, col papa gesuita, è arrivato. 

Il Papa Nero è infatti, dai tempi di Ignazio di Loyola, il superiore dell'Ordine , così detto, ovviamente, per le nere vesti gesuite. Egli ha dai gesuiti obbedienza assoluta, "perinde ac cadaver", come un corpo morto manovrato da lui a marionetta. Essi, di conseguenza, non obbediscono a nessuno se non a lui; e lui solo al Papa.

Proprio per tale potere enorme dell'ordine controriformista, il Papato non era mai stato affidato a un gesuita, per evitare di creare una glitch del sistema in grado di scardinare gli equilibri della chiesa. Ora il meccanismo è saltato. Al papa nero occulto "Ignazio" obbedisce un papa nero palese Francesco (Xaverio) - e viceversa. Il Papa Nero si è completato. "Ignatius" si occuperà dell'Europa, e il vero papa "Franciscus" del mondo, secondo una specie di riedizione del dualismo dei consoli romani? Difficile dirlo.

Del resto, il mitico Papa Nero non poteva essere un papa africano, secondo l'ipotesi più diffusa, dato che altrimenti l'Apocalisse sarebbe già compiuta. Con Vittore I, nemico degli gnostici nel 199, con Melchiade I, papa nel 313 all'atto dell'Editto costantiniano, o con San Gelasio, a fine del V secolo, abolitore dei Lupercalia e dei riti esoterici pagani. 

Interessante anche la data di elezione, fra l'altro: le 20.13 del 13 / 3 del 2013. Un insistito, dantesco insistere sull'1 e sul 3 (e 13 è il numero Illuminato, tra l'altro).


L'ora fatale

Insomma, l'ora del destino è scoccata.
Vediamo ora che conseguenze porterà.


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