I Prigionieri di Alcatraz



Finito di vedere "Alcatraz" (2012), l'ultimo serial "di J.J. Abrams", per così dire (spoiler alert as usual).

Il coinvolgimento di Abrams è qui teoricamente minimale, in quanto il più importante autore tv del momento (e il più esoterico, indubbiamente) è solo produttore.

Ma la squadra di autori viene su da Lost, dalla sua scuola; e l'opera ha una derivazione evidente.

Forse fin troppo, come ha notato la maggioranza dei recensori: fino a causare il fallimento della serie, che non è andata oltre la prima stagione.

A un livello ermetico, è interessante notare l'insistenza davvero ossessiva dei Figli di Abrams su numerosi temi cari al maestro, a partire dall'evocazione dell'attore-feticcio Jorge Garcia, qui nella parte di un meganerd coinvolto nell'indagine per la sua conoscenza feticistica di Alcatraz.

Ma, soprattutto, anche qui al centro di tutto vi è un'Isola: la misteriosa atlantide purgatoriale in Lost, Liberty Island in Fringe. Qui, quasi in un punto intermedio tra isola lontana/sconosciuta e fulcro simbolico dell'America, Alcatraz.

Prigione, scopriamo, ma non solo prigione: in verità, laboratorio segreto del progetto MK Ultra. 




La chiusura del 1963 è solo illusoria, e in verità i detenuti sono stati fatti sparire da un'organizzazione segreta (a metà, anche qui, tra Dharmacorp e Fringe Division...) che li fa ricomparire nel futuro, il nostro presente, dopo una vacanza di cinquant'anni. L'uso alchemico dell'argento colloidale li ha resi superuomini, e ne ha accentuato le caratteristiche criminali, trasformandoli quasi tutti in serial killer alle dipendenze, pare di intuire, del mefistofelico direttore, che li guida e controlla dalla stanza segreta sotto il Faro della prigione.

Si unisce il tema del viaggio nel tempo, tenuto però sottotono: e possiamo dunque immaginare che, forse, i detenuti sono identici in quanto sottoposti all'argenteo elisir di lunga vita (il fatto che siano straniati si può spiegare con la reclusione in una camera criogenica).




Centrale anche il tema dell'Eletta, che attraversa tutte le opere di Abrams: dalla Sydney Bristow di "Alias"  (2001) alla Kate di "Lost" (2004), dall'Olivia di "Fringe" (2008) alla Rebecca, appunto, di questo apocrifo "Alcatraz". 

Rebecca Medsen (interpretata da Sarah Jones), detective della polizia di San Francisco che viene chiamata a indagare sul caso da una task force dei servizi segreti, è la discendente di uno dei prigionieri; uno dei pochi, a quanto è dato di vedere, che riesce a controllare in parte gli effetti dell'argento alchemico e infatti persegue una sua strategia, indipendente dal controllo del direttore.




La parte più interessante è proprio, però, il riferimento al MK Ultra.

Il progetto segreto del governo americano, infatti, aveva coinvolto vari criminali detenuti ad Alkatraz, come ad esempio Whitney Bulger, che ha raccontato di essere stato trasferito nella prigione dopo aver aderito, nel 1956, al programma per uno sconto di pena, con un'altra ventina di detenuti. Egli giunse poi ad Alkatraz nel 1959, dove gli esperimenti potrebbero essere continuati (il telefilm li colloca, appunto, dal 1960 al 1963, prima del passaggio a una "fase operativa").

In effetti, a livello ufficiale il MKUltra, avviato nel 1953, fu terminato nel 1964, quando venne evoluto in MKSearch e quindi chiuso. Secondo la versione ermetica, ovviamente, in verità il programma era giunto alla fase operativa e per tale motivo passato "in sonno". MK rimanderebbe inoltre a Man Kind Ultra, una "Umanità Superiore" generata dal programma. 

Sempre nell'immaginario complottista, la "seconda fase" comportò esperimenti su esseri umani comuni, cavie inconsapevoli, quale può nel telefilm essere la stessa Rebecca.

Se poi il braccio armato del MK-Ultra continuano ad essere figure di marginali prevalentemente maschili, usati per compiere le loro stragi come "serial killer indotti" (tutti i detenuti divengono, nella fiction, assassini compulsivi...), il progetto si rivolge invece a figure femminili per il controllo mentale della popolazione, tramite l'uso ipnotico delle varie popstar (sempre, ovviamente, nei deliri spesso contraddittori del complottismo, ovviamente).

Rebecca Medsen, l'Eletta, probabilmente era destinata a questa fase due nel secondo capitolo della serie, che sembrava aprirsi a un più ampio scenario. Purtroppo, tutto resterà solo nella nostra immaginazione. 

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