I Savi di Zio N.


Napolitano riceve i dieci saggi divisi in due bande (originale del 1980)


Giusto l'altro ieri esaminavamo l'effimero fuoco di paglia scatenato da una pubblicità "maschilista", con addentellati politici forse non casuali, e osservavo come forse tutta questa vicenda cadeva a fagiolo per chi, come il ministro del lavoro Elsa Fornero, aveva giovato di un po' di vetrina femminista ottenendo la condanna dell'immagine compromessa alla censura pubblicitaria.



La presidente Laura B.

La vicenda si inseriva, ragionavamo, nel contesto di una generale rinascenza della parità di genere. Le liste di PD e 5 stelle presentavano la metà di donne, e quindi questa è la legislatura con un più alto quoziente femminile (pari a un terzo, a un 17 per cento dalla parità totale). Inoltre, alla camera veniva eletta Laura Boldrini, prima donna a sinistra in tale ruolo dopo i tempi di Nilde Iotti (e senza essere, appunto, la compagna del Migliore).



Georg Napo Cyberpunk
(Notiamo il triangolo rovesciato col teschio)

Oggi, invece, la mossa di zione Napolitano, oltre a rendere sempre più relativo il concetto di democrazia elettorale (entrato in crisi già con la nomina dall'alto di "masson" Monti a guida del governo), introduce una sorta di risposta chiaramente patriarcale, quasi a impedire la transizione al femmineo attesa ermeticamente con questo passaggio a un nuovo millennio.

Il buon vecchio zio Giorgio ha infatti nominato dieci saggi, poiché essi diano il "retto viatico" al nuovo governo che si dovrà formare (così il Corriere di ieri). Dieci saggi, beninteso, tutti maschili, quasi a indicare stizzosamente dove stia la vera saggezza e il vero potere, dopo una troppo lunga quaresima. E se Berlusconi compilava cinque anni fa i suoi contratti su un foglio protocollo, lo Zione Giorgio usa direttamente i Protocolli.

I sette savi dell'antica Grecia erano infatti sette, mentre quelli ebraici dei Savi di Sion erano, ovviamente, dodici. Napolitano ne fa apparentemente dieci, solo due di meno. Ma, volendo, si può ritenere lui stesso l'undicesimo savio, più un superiore sconosciuto che ci sta sempre bene: la verità esoterica non è mai palesata per intero al popolo.

L'argomento, infatti, è sempre stato caro al complottismo antigiudaico, ma in verità è riconducibile a un più ampio mito del complotto esoterico, dove il riferimento alla città santa di Sion è più simbolico che reale. 


Il modello dell'immagine di copertina: propaganda fascista del 1941.
(l'anno è probabilmente databile in modo preciso, dato che i cattivi sono Roosevelt e Stalin)

Il testo-base del complottismo (anche per il Pendolo di Foucault) nasce nel 1864, come "Dialogo all'Inferno tra Machiavelli e Montesquieu". Il volume, a sua volta si ispirava a un romanzo di Eugene Sue, "I misteri del popolo" (1849), in cui erano i Gesuiti a progettare un piano per il controllo del mondo. Qui invece era ovviamente la massoneria illuminista della rivoluzione e il suo ultimo fantoccio, la dinastia napoleonica (Napoleone tra l'altro, è bene ricordarlo sempre, visse la sua prima battaglia decisiva a Mondovì).

I suggerimenti per il Piano diabolico venivano da uno spettrale Machiavelli evocato dal suo regno infernale. Il buon Niccolò era infatti per le monarchie assolute il diavolo in persona (il principe delle tenebre stesso era definito, in Inghilterra, "the Old Nick"), forse anche per la concittadinanza dello scrivano fiorentino con Dante Alighieri, il massimo divulgatore dell'Inferno stesso.

Superfluo notare che, in tutte le teorie esoteriche, il complotto illuminato nasce appunto dalla Firenze ermetica, tra i Fedeli d'Amore del Trecento e il Priorato di Sion (appunto) di Botticelli e Leonardo, conterranei e contemporanei dell'autore della Mandragola. Del resto, secondo le tesi nazionalistiche italiane sono i Medici, e non i Rotschild (come piace appunto agli antisemiti) ad essere a capo delle "tredici famiglie" della sinarchia segreta di cui sono i fondatori. E forse, quindi, i dialoghi vanno riscritti tra Napolitano e Machiavelli.

Il primo a collegare il piano alla cultura ebraica fu Goedsche nel suo "Biarritz" (1868), nel capitolo de "Il cimitero di Praga" poi rispolverato anche da Eco nel suo romanzo omonimo. Il luogo, che ho visitato, è in effetti molto suggestivo e si presta bene come scenario della riunione segreta della setta. Tuttavia, anche qui abbiamo una ripresa, questa volta dal piano di Cagliostro come descritto in Dumas pére nel suo "Giuseppe Balsamo" (1848).

L'esoterista Cagliostro (Balsamo è il suo vero nome) aveva ordito, presumibilmente, lo scandalo della collana  che scatenò la rivoluzione francese, come sa chiunque da ragazzo abbia guardato l'anime di Lady Oscar, la rosa di Versailles. Benché scagionata nel processo, il popolo si convinse infatti che la regina Maria Antonietta avesse acquistato la costosa collana per poi non pagarla, mentre il popolo moriva di fame (probabilmente coi diamanti del diadema ci farciva le sue brioche).

Tra l'altro, Cagliostro è allievo del più potente Conte di Saint Germain, esoterista originario, pare, di Asti, l'antica diocesi di Mondovì (anche di recente, da Asti è venuto qualche mistico rilevante sullo scacchiere mondiale, pare).

La tesi di Goedsche, che poi appare nei 24 definitivi Protocolli, istruzioni per conquistare il mondo, è che i Savi di Sion siano i segreti controllori della Massoneria mondiale. Se dunque questa, nel Settecento, ha avviato una nuova fase esoterica, aperta nel 1717 con la sua fondazione e chiusa dal 1777 in poi con le rivoluzioni americana e francese, in verità essa agisce sotto il controllo di questi superiori sconosciuti, che per gli antisemiti sono ebraici in senso letterale e non simbolico (essendo Sion anche al centro della mistica ermetica cristiana). Tesi già avanzata, del resto, dall'abate Barruel, nel 1791, all'indomani della rivoluzione francese, mettendo la massoneria dietro di essa e gli ebrei dietro i massoni.

Lo strumento per il controllo mondiale è la finanza, e in particolare il costante indebitamento degli stati. A differenza delle banche internazionali odierne, i Savi di Sion sono dei simpaticoni, perché si accontentano della vittoria morale e del potere assoluto (magari simboleggiato in qualche coccarda ermetica), e non puntano a far fallire le nazioni, solo controllarle.



Curioso poi che la loro divinità sia Visnù, la divinità induista dalle cento braccia, una citazione certamente poco kosher, nonostante che gli antisemiti colleghino multi-braccia e sigillo di Salomone (anche qui, solo convenzionalmente simbolo strettamente ebraico). Tale citazione è evocata già da Machiavelli, nel dialogo originario, per evocare l'idea di un sistema di comunicazione ramificato in grado di controllare l'opinione pubblica (illusoriamente) di sinistra come di destra.



La piovra petrolifera di Zion, in due illustrazioni (azzardo: 1929 e 1973?)

Solitamente, la raffigurazione occidentale del Visnù protocollare non è il benevolo volto indiano originario, ma quello di una terribile piovra, sulla scorta della Medusa, dell'Idra e degli altri titanidi tentacolari del mito greco. Curiosamente, l'immagine della Piovra si collega soprattutto poi all'immagine del controllo petrolifero, mentre nell'immaginario complottista più recente, figurarsi, esso arriva a simboleggiare addirittura le (chtuliane?) "divinità" aliene celate dietro ai savi.



I Protocolli di Nilus e una moderna immagine piramidale del burattinaio del NWO.

I Protocolli giungono in Russia nel 1872, dove giungono al loro massimo successo come bibbia blasfema dell'antisemitismo. Curiosa però la matrice sotterraneamente "egizia" che li anima: a diffonderli è l'occultista di corte, Nilus, e al centro dei complessi geroglifici della copertina c'è l'arcano del carro dei Tarocchi, trainato da due sfingi.

Il fatto che il Times dimostri la falsità dei Protocolli nel 1921 serve solo a rilanciarne la fama, ripresa tristemente in Germania e in Italia (da noi, l'artefice è Julius Evola, che riconosce la falsità letterale del testo ma ne rivendica una "verità" mistica).


Però la piovra ha un'aria simpatica, stile mostriciattolo di Space Invaders
(La cornicetta, notare, è un Ourobouros)

Nel secondo dopoguerra, dunque, i Protocolli declinano in occidente, mentre vengono ripresi nei paesi medio-orientali, dove la creazione dello stato di Israele (1948) rinfocola l'antisemitismo locale. In particolare, è in prossimità della guerra petrolifera del 1973 che il tema riprende vigore, come nell'edizione sovrastante, risalente al 1972; e ovviamente nei dintorni dell'11 settembre, come l'edizione del 2001 sottostante.


2001: andiamo già meglio, con la Piovra come cieca divinità.

L'antisemitismo mediorientale dà ancora più rilievo, come si può vedere, al tema di Chtulu come divinità dei savi di Sion. Ma, naturalmente, tutto questo non c'entra assolutamente nulla con i Saggi di Zion Giorgio, che sappiamo persone disinteressate e intente solo al benessere di tutti. Pertanto, chiudiamo anche oggi qui il nostro breve approfondimento di cultura ermetica, e ci limitiamo ad augurare loro di essere Illuminati nelle loro difficili scelte e decisioni.

Solo una cosa resta da appurare: chi sia il fantomatico "Numero Uno" dietro agli undici illuminati conosciuti. Ma questo è un mistero che non ci sarà dato di scoprire.



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