Ave Slesar





LORENZO BARBERIS

Sono tornato a insegnare lettere, in un istituto tecnico per informatici. Una buona scusa per approfondire la science-fiction come tema letterario, e tra la scelte proposte dal libro di testo c’è “Giorno d’esame” di Henry Slesar. Racconto brillante, che già conoscevo, nome ancora non così noto: una buona occasione per approfondire.

Slesar (1927 – 2002) è uno dei tanti ebrei newyorkesi (di origini russe, come Asimov) prestati alla science-fiction. L’esordio nel 1955 con “The Brat”, su “Imaginative Tales” di settembre; seguono numerosissimi racconti – anche una cinquantina all’anno – negli anni seguenti, soprattutto con pseudonimo.



ll film



La novelization

Nel 1957 il primo romanzo, la novelization di una classica sci-fi spaziale. Nel 1958 ritorna ad usare il suo nome vero, anno in cui pubblica “Il delegato di Venere”, opera più interessante, in cui si sente l’influenza del clima di guerra fredda e i ricordi dell’esperienza bellica dell’autore.



E, appunto “Examination Day”, il racconto più celebre, da cui nel 1985 (a cifre invertite) sarà ricavata una puntata di Twilight Zone.

Nel racconto originale il giovane protagonista, Richard “Dick” Jordan, è ucciso per il suo Q.I. eccessivo. Difficile dire se quel “Dick” sia una citazione di Philip, ormai attivo sulla scena da una decina d’anni, ma non ancora particolarmente famoso (Slesar, addetto ai lavori, probabilmente ne conosceva comunque almeno il nome). E poi il nome è comune.



Invece, la “Rule 84″, in nome della quale il ragazzo viene terminato dal governo è una citazione molto plausibile di 1984 di George Orwell, col suo totalitarismo spietato. Anche nell’84 orwelliano del Big Brother una scena come quella di Dickie sarebbe plausibile; nel racconto di Slesar, però, abbiamo un totalitarismo più strisciante, capitalista e democratico all’apparenza, come quello del Farhenheit di Bradbury.

I dodici anni di Dick sono invece quelli del Bar Mitzvah, e in un autore ebraico la coincidenza appare rilevante. Anche il nome “Jordan” potrebbe avere una valenza mistica, essendo sulle rive del Giordano che Giovanni battezza il Messia. Dick Jordan, il giovane prodigio, come Messia mancato, falcidiato dall’efficiente lama del totalitarismo?

Ma forse questa è una speculazione eccessiva.

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