Homo Homini Lupus

LORENZO BARBERIS.

Tra le letture del mio libro di scuola, c'è anche questo racconto di Tommaso Landolfi sui licantropi. Un testo interessante, che mi permette un ten cool facts sul fenomeno degli uomini lupo.

L'Uomo Lupo

Licantropo è parola greca che significa, appunto, uomo-lupo; così come il termine lupo mannaro, dal latino lupus hominarius. In sostanza si tratta di esseri umani che si tramutano nelle notti di luna piena in lupi, talvolta in parte antropomorfi, e si cibano di carne umana. Chi è morso, senza esserne ucciso (o talvolta con un rito più complesso) si tramuta a sua volta: come gli zombi, come i vampiri.

Lycaone


La leggenda degli uomini lupo è molto antica. Già in età classica nel mito c'è la figura di Licaone (il nome già richiama, in greco, il lupo) che offre a Zeus della carne umana in sacrificio, ed è di conseguenza tramutato in lupo per punizione.

Il brano ribadisce la condanna del sacrificio umano e del cannibalismo rituale come sgradita ai nuovi dei olimpici, totalmente antropomorfi. Possiamo pensare che invece essa fosse grata ai precedenti dei zoomorfi, probabilmente in forma di Lupo.


Sia presso i greci, sia presso i popoli celtici troviamo l'attestazione dell'antica usanza rituale dei guerrieri di vestirsi di una pelle di lupo, tramutandosi così appunto in simbolici "uomini - lupo". Una usanza simile a quella del berserk celtico, letteralmente "bear skirt", la veste dell'orso, la pelle dell'orso, dove il guerriero, vestito della pelle dell'animale, si tramutava in una furia omicida. Assumere l'aspetto di un animale feroce, animale totemico, era certo utile per spaventare i nemici, ma anche per propiziare una sorta di possessione orgiastica che rendeva il guerriero una macchina invincibile (anche con l'ausilio di droghe che lo aiutavano a immergersi nel rituale).

In tutto questi miti, antichi e moderni, popolari e letterari, la metamorfosi in una creatura mostruosa simboleggia l'emergere dell'inconscio. Nel caso quindi degli uomini-lupo guerrieri celtici, dunque, la metafora è abbastanza letterale. La pelle del lupo, il rito, serve a convincere il guerriero di essere divenuto il lupo, scatenando le forze inconsce in modo incontrollato.


I Figli della Lupa


Romolo e Remo (o il solo Romolo nelle tradizioni più antiche), i fondatori di Roma, erano stati a loro volta allevati da una Lupa, cosa che ne garantiva il vigore guerresco, succhiato con il latte della madre adottiva. I Lupercalia erano la principale festa romana, consacrata al culto di Romolo, il Lupercus, il Figlio della Lupa, fondatore della città.


Anche nel rimodernamento del mito romano in epoca fascista venne ripreso il culto dei Figli della Lupa, i piccoli del fascismo.



Forse il fascismo non aveva riflettuto sul fatto che in latino Lupa è anche Prostituta, in riferimento al mito che, in verità, la ferale nutrice dei due gemelli mitologici fosse stata Acca Larentia, una prostituta rurale (forse per questo vestita di pelli di lupo, appunto), figura ricavata dalla mitologia etrusca, dove ella era una sorta di semidea (forse collegata alla prostituzione sacra). Da qui, il termine di "lupanare" per casa di prostituzione, diffuso ancora nell'italiano moderno, sebbene desueto.

In sostanza, i piccoli fascisti erano, per volontà dello stesso regime, dei piccoli figli di buona donna. Ma non è escluso che la cosa fosse intenzionale, vista l'ambiguità di questo termine, che indica un insulto, ma anche in sostanza un rude complimento di spregiudicato valore bellico.

Luna e Argento: l'uomo lupo medioevale.

L'Alto Medioevo vede la ripresa della forestazione e di conseguenza la prosperità dei lupi, che frequentemente scendono a valle, con gran terrore della popolazione che, fino all'età moderna e alla diffusione della polvere da sparo, ha mezzi relativamente impari per difendersi. Da qui il Lupo viene a demonizzarsi, come del resto molte figure zoomorfe legate al paganesimo (il Dio Capro su tutte),

Già nelle favole antiche raccolte da Esopo e Fedro il Lupo appare come simbolo dell'aggressività umana, figura ferina antropomorfa, in grado di parlare con le sue vittime per trovare una scusa per eliminarle. Nelle fiabe medioevali la negatività si accentua, come in Cappuccetto Rosso su tutte, in cui il lupo è un essere senziente, non eccessivamente intelligente e di solito sconfitto (a differenza del suo cugino, la volpe) ma di una certa furbizia ferina. San Francesco parla col Lupo di Gubbio e lo converte, ma questa è appunto l'eccezione che conferma la regola, e segna più la santità del santo che una riabilitazione dell'animale.

Numerosi i licantropi medioevali bruciati al rogo; del resto, al di là della superstizione, spacciarsi per un lupus hominarius era un buon modo per suscitare il terrore nella popolazione (con annesso rischio che la situazione si facesse rovente). L'associazione alla Luna Piena avviene nel medioevo, e si collega bene all'inserimento dell'Uomo Lupo nel corteo del Sabba delle streghe, che ugualmente segue i ritmi lunari come gli antichi culti di Diana di cui era il ricordo.

Inoltre la Luna è una mutaforma per sua natura, che si associa bene ai metamorfi come l'Uomo Lupo. Dalla stessa ragione deriva probabilmente l'uso dell'Argento per contrastarlo, per un processo di simpatia alchemica: l'Argento, associato alla Luna come l'Oro al Sole e il Ferro (rosso quando arrugginisce) a Marte, è anch'esso facile da fondere e riforgiare, un metallo mutaforma per eccellenza (come ancor più il Mercurio, non a caso detto Argento Vivo). Lo Zolfo, associato a ciò che vi è di infernale, si ossida a contatto dell'Argento, danneggiandosi reciprocamente: questa può essere una spiegazione più alchemica. L'Oro, per la sua inalterabilità, era strumento ideale di oggetti rituali (non si contamina e non contamina), mentre il Ferro (facile alla ruggine e al decadere) era di nuovo utile per annullare processi spettrali e demoniaci, interrompendone l'incantesimo.


1512

L'età moderna vedrà un graduale declino degli attacchi dei Lupi ai centri abitati, anche rurali, per via della riconquista agricola della campagna ai danni della foresta (un lento processo dall'anno Mille in poi, irreversibile e definitivo dal 1300), e soprattutto dall'invenzione della armi da fuoco, molto più efficienti nello scacciare le belve feroci. L'esplorazione geografica fece scoprire pantere mannare, iene mannare, tigri mannare presso altre culture: ogni volta che un predatore è troppo forte, troppo astuto e inafferrabile, dev'essere un umano metafomorfo per spiegarne la resistenza eccezionale.

La fortuna cinematografica

La fortuna letteraria dei licantropi si accompagna a quella dei vampiri. Demonico e cerebrale il vampiro, animalesco e più ingenuo il licantropo, meno prediletto dall'orrore gotico ottocentesco, che privilegia la figura più aulica e titanica del vampiro.


(1935)

Il racconto di Landolfi si colloca negli anni '30 del '900, ed è uno dei rari esempi di fantastico italiano, oltretutto dedicato al tema raro dell'uomo-lupo. Anche lo sviluppo è abbastanza originale: i due licantropi protagonisti catturano la luna con un incantesimo, descrivendola come qualcosa di inquietante e disgustoso (ai loro occhi), e la imprigionano nel camino del loro cascinale, ma questa alla fine fugge di nuovo in cielo, e si libera della fuliggine, tornando a splendere e a farli trasformare. "Contro la luna non c'è niente da fare" conclude fatalistico il lupo narratore. La Luna diviene qui simbolo della Natura, con gusto leopardiano, e la morale cinica e disincantata si sposa bene col punto di vista di Landolfi.



Negli stessi anni del racconto di Landolfi, inizia la fortuna cinematografica del licantropo con "Werewolf of London" (1935), uno dei primi capolavori del genere.

Gli anni '30 sono quelli del sonoro al cinema, con la conseguente nascita dei generi. La fanno da padrone il noir e l'horror, che possono sfruttare in massimo grado la seduzione del chiaroscuro in bianco e nero. A fianco del grande successo di film di vampiri e di Frankenstein, l'Uomo Lupo si qualifica come buon terzo, legato anche alla necessità di introdurre una variazione al genere.


Il trio diviene talmente stereotipo che dal 1948 diviene oggetto di parodia, lo stolido Frankie, il viscido e astuto Conte e il collerico Uomo Lupo. I tre formano all'inizio una squadra quasi obbligata, anche se la distanza caratteriale tra il Vampiro e il Lupo pare fin da subito aprire la strada alla contrapposizione tra i due schieramenti che diverrà poi un luogo comune del genere.


Nel 1957 l'Uomo Lupo, simbolo della metamorfosi orrorifica, vede la sua rilettura in chiave teenager, la nuova classe d'età che va affermandosi come protagonista dei consumi e quindi anche della fiction. I giovani Teddy Boys come quello della copertina sono i primi young rebels, questi figli che si tramutano in modo mostruoso sotto gli occhi della piccola borghesia inorridita... e poi l'adolescenza è da sempre tramutazione, ben espressa dalla metamorfosi licantropa.


Con gli anni '70 e la contestazione, non manca un tentativo di rilettura dell'Uomo Lupo come minaccioso harleysta.




Ma la rinascita è negli anni '80, nel generale revival dei '50 che accompagna la decade, a partire dal Lupo Mannaro americano a Londra (1981).


Lo stesso Michael J. Fox, il simbolo stesso della '50s renaissance nella trilogia di Ritorno al Futuro di Zemeckis, opera un remake del teenage werewolf in Teen Wolf, del 1985, lo stesso anno di Back to the future.


Gli anni '90 vedono il ritorno ad un horror più cupo, più goth, più dark, con una preferenza, poi rimasta, per il tema più tragico del vampiro. Ma la decade ci regala anche Jack Nicholson perfetto nella parte del licantropo in Wolf (1994).


Negli anni 2000, come già detto, lo scontro vampiri-licantropi appare soprattutto in "Underworld", del 2003 (e il tema è accennato anche in "Van Helsing"). Nel 2008, poi, il film di "Twilight" amplifica questo tema in una declinazione teen romance particolarmente odiata dagli appassionati dell'horror. La disputa deriva dal fatto che il Licantropo è l'unico essere in grado di uccidere un Vampiro in modo naturale; al tempo stesso, l'uso di lupi come alleati dei vampiri in alcune fiction più antiche è associato alla riduzione in servitù di alcuni licantropi, con accentuazione dell'odio reciproco tra antichi padroni ed ex-schiavi. Tuttavia, sia pure in modo diverso dall'antico team-up, il licantropo è di nuovo legato al vampiro, e privato di un suo spazio autonomo.


Dopo la sbornia di Twilight, oltretutto, il tema vampirico e quindi anche quello licantropico appaiono in declino, mentre va affermandosi maggiormente il tema dell'apocalisse zombie di "The walking dead" e similari. Ma il Lupus Hominarius è lontano dall'essere debellato, e credo che in un futuro più o meno lontano vedremo di nuovo delle sue incarnazioni.

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