Ivanhoe




LORENZO BARBERIS.
Sto rileggendo in questi giorni a scuola "Ivanhoe" di Walter Scott, in particolare il brano del torneo, uno di quelli più efficaci di tutto il romanzo. Ecco dieci cool facts da sapere sull'opera.



1) Walter Scott (1771 - 1832), l'autore, era un massone. Iniziato alla massoneria nel 1801, presso la loggia di San Davide ad Edinburgo, la capitale della Scozia. Già il padre e il fratello maggiore erano massoni; raggiunge il grado di Maestro, fonda una loggia nel 1816; nel 1823 gli viene proposto, ma rifiuta, il grado di Gran Maestro del Conclave dei Cavalieri Templari di Scozia. Dopo la sua morte, nel 1840, la Saint David gli fa erigere un grandioso monumento ad Edimburgo, inaugurato dal Gran Maestro in persona. Si pensa addirittura di cambiare il nome della loggia in suo nome, ma poi pare eccessivo. L'importanza massonica di Scott non può essere sottovalutata, e getta una luce interessante sul ruolo - negativo - che assegna ai templari (considerati gli antenati dei massoni) nella sua opera, Ivanhoe. Essi partecipano infatti al piano di re Giovanni Senza Terra per detronizzare Riccardo Cuor di Leone, soprattutto nella figura dell'antagonista, il templare Bois-Guilbert. Inoltre, l'autore inizialmente pubblica l'opera come Lawrence Templeton, un termine che allude al Tempio, massonico e appunto templare (anche la capitaneria che appare nel romanzo prende il nome di Templestone, "pietra del Tempio"). La posizione filo-ebraica presentata nell'opera, invece, è coerente con la massoneria, illuminista e aperta all'ingresso della borghesia ebraica, alla cui cultura si rifaceva (Il Tempio di Salomone come inizio della sapienza iniziatica).



Sir Walter Scott, per la precisione: era un baronetto. Nominato nel 1820 per i suoi meriti letterari, proprio nel 1820, l'anno di "Ivanhoe". Un fatto non indifferente, dato che Walter Scott, di famiglia ricca e intellettuale, ma non aristocratica, aveva sempre cercato di accreditare mitiche origini nobiliari alla sua ascendenza. Anche l'ingresso nella massoneria, cavalleria d'elezione, non di sangue, ed "esoterica", si collega a questa nobilitazione spirituale. Inoltre la fusione di cultura giuridica e storico-letteraria, secondo la sua stessa dichiarazione, è quella che consente a Walter Scott di elevarsi da "Muratore" ad "Architetto", ovvero "Maestro" in senso massonico (in senso proprio, il "Grande Architetto" è solo il dio razionale della massoneria). All'elevazione a baronetto da parte della corona inglese contribuisce probabilmente l'abbandono del tema scozzese delle prime opere, in favore di quello inglese dell'Ivanhoe. In esso, al conflitto scozzese-inglese si sostituisce quello sassone-normanno, con un valore maggiormente "nazionale" e perciò più apprezzato.

2) Alla sua morte, nel 1832Walter Scott era l'autore più famoso al mondo. Secondo solo a Shakespeare nel regno inglese, autore nazionale per la Scozia, solo verso il 1880 la sua popolarità e il suo successo iniziarono a declinare, assieme al romanzo storico, di fronte all'affermarsi di nuovi generi: il giallo di Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, e la multiforme produzione di Robert Louis Stevenson, l'autore dell'Isola del Tesoro, dello Strano Caso Del Dottor Jeckyll e Mr Hyde, e in ambito storico del capolavoro de "La Freccia Nera".



Alla fine, tutto è riassunto perfettamente in questa vignetta di Lord Shadowblade.



Celebrities Deathmatch: Riccardo Cuor di Leone VS Giovanni Senza Terra

3) Lo sfondo storico. Ivanhoe è ambientato nel 1193. Siamo nel periodo del ritorno dalla Terza Crociata. Il punto di partenza è tutto lì.

Riccardo Cuor di Leone era divenuto re d'Inghilterra nel 1189, ma aveva subito precisato che il suo primo interesse era la guerra santa delle crociate. Nel 1190 aveva rifiutato la presenza di ebrei alla sua incoronazione, giudicandolo disdicevole per il sommo campione cristiano; cosa che aveva rinfocolato l'antisemitismo di cui Ivanhoe dà ampia testimonianza. Vero è che egli condannò gli eccessi che si accompagnarono a tale evento, ma la sua successiva partenza per le crociate rese vani i suoi provvedimenti in tutela degli ebrei.

Invece di liberarlo il fratello Giovanni Senza Terra prova ad usurparne il trono, diffondendo la notizia della sua morte (1193). Però viene sconfessato, Riccardo lo disereda, lui fugge in Francia (1194). La sconfitta è però relativa, nel 1199, alla morte del fratello, riprende il trono e governa fino al 1216. Tra l'altro, emana nel 1201 un più solido documento in tutela della popolazione ebraica, perseguitata sotto il fratello; ma soprattutto, un anno prima della morte, sia pur costretto dalle rivolte dei suoi baroni, firma la prima costituzione moderna, la Magna Charta Libertatum (1215), rendendo l'Inghilterra la prima monarchia costituzionale (e ponendo così di fatto le basi del successo della sua nazione). In realtà poi, forte dell'opposizione del papa alla costituzione, la disconosce e cerca di abolirla, ma lo morte lo ferma. Il suo più grande fallimento diviene il suo più importante successo.

Giovanni è in effetti descritto dagli storici in un modo simile a come appare in Ivanhoe e nella fiction successiva: molle, infido, ma non privo di una certa melliflua intelligenza. Amava oziare, indossare abiti eleganti, gustare cibi prelibati, sorseggiare vini pregiati, circondarsi di musicisti, belle donne e compagni divertenti con cui intrattenersi, era un ospite amabile e un arguto conversatore. A quanto pare, alternava lunghi periodi di apatia a momenti di esaltazione che talvolta culminavano in eccessi di crudeltà sanguinaria.

Tra l'altro, il 1193 è anche l'anno della fondazione di Mondovì, secondo alcune fonti storiche, proprio ad opera di reduci della Terza Crociata. In una versione alternativa, quindi, Riccardo Cuor di Leone potrebbe essere passato di lì (e il Moro, ovviamente, sarebbe un ricordo di lui nelle vesti del Cavaliere Nero).

4) La trama dell'opera.

Presso il castello del nobile sassone Sir Cedric giungono un gruppo di cavalieri normanni, capitanati dal templare Bois Guilbert, con un pellegrino. Si tratta del figlio Wilfred di Ivanhoe, un giovane nobile sassone di ritorno dalla crociata, che Sir Cedric ha estromesso dalle sue terre: egli vuole infatti contrastare l'amore tra Ivanhoe e Lady Rowena, sua pupilla, dato che Ivanhoe appoggia il normanno Riccardo. Egli la vuole invece sposare al sassone Athelstane, che spera possa divenire di nuovo re sassone dell'Isola.

Il giorno successivo, i cavalieri partecipano al torneo: anche Ivanhoe vi partecipa, come Cavalier Diseredato, e vince il torneo, attraendo l'attenzione delle due dame più belle: la sua amata, Lady Rowena, e l'ebrea Rebecca, figlia di Isaac, che si innamora, non ricambiata, di lui. Nella gara di tiro con l'arco vince invece Robin Hood.

A questo punto il templare normanno Brian de Bois Guilbert è irritato dalla triplice vittoria sassone: nella mischia grazie al misterioso cavaliere Noir Faneant, il Nero Fannullone (perché non partecipa allo scontro, se non per difendersi), nel torneo singolo con Ivanhoe, e nel tiro con l'arco con Robin Hood. Egli quindi fa rapire, come già suo progetto, Ivanhoe, Lady Rowena e Rebecca e i rispettivi anziani padri, Isacco e Sir Cedric, da Front De Boeuf, suo stolido alleato.

Allora Robin Hood e i suoi assaltano il castello, aiutati dal misterioso Noir Faneant e riescono a liberare tutti i prigionieri e uccidere Front De Boeuf; solo il templare Bois Guilbert fugge a Templestone, il centro templare, con Rebecca, di cui è follemente innamorato. Il Noir Faneant si svela allora come Riccardo Cuor Di Leone, e ottiene la sottomissione di tutti i nobili presenti, sassoni e normanni. Egli impone a Sir Cedric di riappacificarsi col figlio e concedere Rowena in sposa ad Ivanhoe.

Ma il Gran Maestro dei Templari decide che l'amore folle di Bois Guilbert è la prova della stregoneria di Rebecca, e ordina di bruciarla come strega. Ivanhoe si presenta a combattere come suo campione; Bois Guilbert è costretto a combattere per il Tempio. Ivanhoe lo vince, ma non lo uccide: Bois Guilbert muore ucciso da un improvviso malore,  preso dagli astanti come un segno divino. Riccardo bandisce i templari dai suoi domini, Rebecca fugge a Grenada, lontana dall'amore di Ivanhoe, che non può avere.


5) "Ivanhoe" è considerato il primo vero romanzo storico, e comunque il modello seminale di questo (enorme) genere. Questo rende la sua influenza enorme su tutta la successiva produzione culturale, divenendo un modello per il romanzo, per il fumetto, per il cinema e ormai anche per il videogame di ambientazione storica, specie medioevale. L'idea di fondo di un macro-conflitto storico, come quello tra Riccardo e Giovanni, letto attraverso le vicende individuali, romantiche e romanzesche, di un protagonista immaginario, resterà un canone assoluto del filone storico-avventuroso.



Manzoni / Scott Celebrities Deathmatch

6) "Ivanhoe" (1820) è il modello diretto dei "Promessi Sposi" (1821-1840) di Alessandro Manzoni. Scritto appena un anno prima, è l'evento cruciale che spinge Manzoni verso il suo capolavoro, che comunque lo si voglia valutare è divenuto il pilastro della letteratura italiana, imposto dal suo autore quale canone su cui si modella l'italiano modello, studiato ancora oggi negli istituti medi e superiori di ogni ordine e grado, in lettura teoricamente integrale. Come Scott poteva succedere a Shakespeare, così Manzoni è invece riuscito a divenire il numero due dietro a Dante Alighieri. La loro opera presenta una struttura molto simile, riassunta in modo troppo schematico (e per me non convincente) in questa mappa concettuale, comunque utile come punto di partenza.


Più che altro, è curioso che il super-cattolico (in teoria) Manzoni abbia adottato come modello il super-massonico Ivanhoe (assieme a riferimenti al Voltaire del Candide e al Diderot della Religiosa). Ma questo è un capitolo che andrebbe trattato in un Ten Facts su Manzoni.

7) Robin Hood



L'influenza più diretta di Ivanhoe è quella di aver originato il mito di Robin Hood. Leggenda preesistente a livello popolare fin dal medioevo inglese, è il romanzo di Walter Scott a portare la figura al suo successo moderno, con numerose successive riprese. Il film con Errol Flynn, nel 1938, presto ripreso anche in un fumetto del Mickey Mouse di Fred Gottfriedson, è l'avvio del suo mito novecentesco.


Ma il vero capolavoro è l'animazione disney del 1973, in cui si corona il sogno di Walt Disney di portare sugli schermi le storie del Roman de Renard, i Romanzi della Volpe, l'eroe dei poemi cavallereschi "umoristici" con l'astuta volpe, animale antropomorfo, come furbesco protagonista. Del resto Renard era protagonista di romanzi cavallereschi del '200, paralleli al sorgere del mito di Robin Hood; la sovrapposizione è quindi perfettamente consequenziale.



Curiosamente, tra l'altro, il Roman de Renard era stato oggetto di una propaganda antisemita per ragazzi nell'Olanda collaborazionista del 1937. Ad un'indagine attenta la ripresa da parte disneyana è evidente, in quanto i malvagi ebrei sono raffigurati come rinoceronti, con allusione al loro naso prominente, mentre l'astuto Renard è da loro messo fuorilegge con un bando (e indossa una suite che lo rende molto simile al Robin Hood della tradizione, e in particolare alla volpe disneyana).


Ora, le guardie del perfido Giovanni Senza Terra sono appunto effigiate come rinoceronti. Io ci avevo visto sempre un omaggio al Durer, che raffigurava il rinoceronte come corazzato, ma dato l'inquietante precedente è probabile un omaggio obliquo, piuttosto ambiguo. La Disney potrebbe sempre sostenere, nella loro cultura del "disney magick", di aver voluto rovesciare la valenza della propaganda antisemita. Topolino e la Disney si erano distinti in una propaganda antifascista e filo-usa nel corso del conflitto, spesso con raffinate tecniche subliminali, spesso con propaganda diretta ed esplicita. Tuttavia, il parallelo resta sempre un filo unheimlich, inevitabilmente.


E poi, naturalmente, le innumerevoli sopravvivenze del mito: dal supereroe Green Arrow al Robin Hood dark di Kevin Costner, alla parodia di Mel Brooks in "Un uomo in calzamaglia". Ma sono troppe diramazioni per seguirle tutte.

8) L'antisemitismo.



Ivanhoe e Isaac nelle ceramiche Wegwood dell'Ottocento.

"Ivanhoe" stesso è un'opera ambigua per quanto riguarda l'antisemitismo: da un lato, consciamente, Walter Scott condanna l'antisemitismo, in quanto Rebecca e Isacco sono difesi da Ivanhoe contro la malvagità dei templari, caratterizzati dal fondamentalismo religioso. Per contro, però, i due personaggi sono caratterizzati, soprattutto Isaac di York, secondo un certo gusto stereotipo di fondo che non è del tutto scevro dallo spirito antisemita dell'Inghilterra dell'epoca.

9) Ivanhoe, il fumetto



1960

10) Ivanhoe, il videogame.


Defenders of the Crown, 1986

Non è forse un caso che uno dei primi "videogame d'arte" di ambito anglosassone, il celebre (per la mia generazione) "Defenders of the Crown", fosse ispirato esplicitamente all'Ivanhoe, che era uno degli eroi selezionabili per il gioco.

Post più popolari